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sabato 5 gennaio 2013

VIETARE IL CONTANTE E' UNA SCUSA


VIETARE IL CONTANTE UN'ABREAZIONE  E L'EVASIONE FISCALE E' UNA SCUSA  

Qualcuno ha detto che il contante è il principale strumento attraverso il quale gli evasori fiscali e i furbetti si sottraggono al dovere costituzionale di partecipare, con le proprie sostanze, alla crescita economica e sociale di una determinata collettività. La mitologia insegna che il contante è nemico del dovere di pagare le tasse, perché è sfuggente ai poteri statali di controllo e coercizione. Da qui, l’idea che eliminando il contante, l’evasione venga azzerata.
La verità non è così coerente e limpida. L’evasione fiscale è un fenomeno capace di metamorfosi straordinarie. Il furbo, il ladro, l’evasore fiscale trovano sempre il modo, le modalità e le occasioni di non pagare o pagare meno, con o senza il contante. Perché il problema non è trovare misure adatte a combattere l’evasione, ma è la mentalità a essere sbagliata: l’evasore ritiene che quanto da lui è guadagnato non debba essere condiviso con nessuno, non debba essere versato in parte e progressivamente per fini di solidarietà sociale.
Chiaramente questa è una mentalità deprecabile e da condannare assolutamente. In Italia però l’idea di evasione ha assunto, soprattutto negli ultimi anni, un connotato quasi unico e originale. L’evasione non è solo del furbastro che vuole godersi i propri guadagni in modo egoistico, ma è anche dell’onesto cittadino, vessato da uno Stato esigente e sprecone, che fa della politica fiscale uno strumento di taglieggiamento dell’economia produttiva, tramite una pressione tributaria che soffoca e uccide anche il contribuente  ben disposto nei confronti del dovere costituzionale di pagare le imposte, a fronte (troppo spesso) di servizi pubblici scandenti e inefficienti. Di conseguenza, l’evasione diventa uno strumento di liberazione, un varco disperato per sfuggire all’esattore implacabile e inumano.Diventa uno strumento di legittima difesa e sopravvivenza: o lo Stato o me; o il denaro per lo Stato o il denaro per comprare il pane per me e la mia famiglia.
L’eliminazione del contante non può avere alcuna finalità di lotta all’evasione e men che meno di lotta contro questo tipo di evasione. Il modo più efficace e sicuro per diminuire l’evasione fiscale è rendere il Fisco user friendlyÈ alleggerirlo ed è costruire un sistema il più trasparente, equo ed efficiente possibile, tramite pure l’erogazione di servizi pubblici per i quali il cittadino è disposto a pagare volentieri e volontariamente. Solo così l’evasione potrà avere fine, ovvero solo così potrà essere marginalizzata ai casi limiti: vere e proprie forme delinquenziali di evasione (endemiche) che non possono in alcun modo essere giustificate.
Al che si può affermare con una ragionevole certezza che l’eliminazione totale del contante ha un’altra e più subdola finalità: controllare la vita delle persone, monitorare i loro gusti e i loro consumi, valutare e soppesare la loro capacità di consumo, tramite strumenti di tracciatura indelebili. Del resto, in un mondo sempre più integrato, globalizzato e telematizzato, l’eliminazione del contante è l’altra faccia della medaglia del controllo sociale. Tramite i sistemi informatici e tramite le piattaforme di condivisione, i gusti delle persone, le loro tendenze, i loro orientamenti e la loro vita privata sono diventati un libro aperto per banche, società di marketing, società web di ricerca e poteri vari, al servizio delle élite. L’eliminazione del contante è la quadratura del cerchio: la virtualizzazione della moneta, costituisce di fatto, la chiave di volta per creare un sistema di full control il cui obiettivo è il governo oligarchico ed elitario delle masse, non più costituite da cittadini ma da consumatori e creatori di ricchezza reale.
Sembra roba da fantascienza, ma non lo è. O almeno lo è o lo può sembrare nel breve periodo ho affermato chiaramente questo:
Dobbiamo impedire l’eliminazione del contante. Per questo è necessario far sentire il nostro grido di disapprovazione e disgusto per un sistema che sempre più diventa un Grande Fratello finanziario, dove la virtualizzazione della moneta recide definitivamente il collegamento tra l’economia reale e l’economia virtuale. Un’operazione che permette alla speculazione bancaria e finanziaria di appropriarsi della ricchezza reale, usando la propria ricchezza virtuale.
Consumo e speculazione non sono due cose distinte, ma unite indissolubilmente. Il consumo crea ricchezza reale, di cui si appropriano i costruttori della ricchezza virtuale tramite la speculazione. La globalizzazione rende l’economia del consumo sostenibile e le élite comandano e si arricchiscono in beni reali e potere. È sufficiente analizzare con occhio critico gli ultimi quattro anni, la crisi economica e finanziaria, la speculazione, la crisi dell’euro, lo spread, unitamente alle politiche del Governo Monti, che ha imposto – tra le altre cose – l’obbligo di avere un conto corrente, la riduzione della soglia di uso del contante a 1000 euro, l’obbligo per i commercianti di accettare carte di credito anche per il pagamento di importo inferiori ai 50,00 euro, per intuire che siamo sull’orlo di un cambiamento epocale.
Badate, non è banale e facile “complottismo”. Non posso dire che ci sarà una dittatura plutomassonica o un Nuovo Ordine Mondiale. Sarebbe poco serio e forse neanche tanto realistico. Semplicemente voglio dire che il mondo sta intraprendendo una strada già tracciata da decenni (e che le ultime tecnologie favoriscono), un modello economico e sociale in cui esistono due dimensioni umane: le masse di consumatori e le élite. Le prime deputate a creare ricchezza reale tramite consumo, lavoro e produzione (magari sottopagata e sottotutelata), le seconde – tramite la totale virtualizzazione della moneta – capaci di appropriarsi e controllare i consumatori, questa ricchezza e le risorse necessarie a crearla. Insomma, un mondo perfettamente integrato e connesso, nel quale della democrazia sopravvivono solo le liturgie esteriori.
                                                                      

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