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lunedì 27 giugno 2016

Come si governa a Verona

Come si governa a Verona 

 

Il sindaco Tosi ha capito fin da giovane che si governa coltivando gli interessi privati, gli unici che procurano subito voti e finanziamenti. Perseguire il bene comune e gli interessi collettivi spesso comporta più difficoltà che vantaggi e paga solo a lungo termine, spesso troppo lungo per goderne i benefici.

Flavio Tosi si mette in mostra la prima volta tra il 1991 e il 1992. Distribuisce, come tanti altri giovani i moduli per il Censimento. Il Comune di Verona ritarda i pagamenti dei compensi ai giovanotti, il nostro organizza un comitatino che sollecita e rivendica, il sindaco Sboarina alla fine paga e Tosi non può che riscuotere il consenso e il plauso che da sempre è dovuto al politico che si da generosamente da fare per il bene dei suoi camerati.
Nei primi anni Novanta a Verona c’era la Lega di Bonato e Ottaviani, di Signorini e Bertaso, di Flego e Comencini. Già allora con una spiccata inclinazione per le epurazioni e le divisioni che (già allora) facevano imbestialire il capo, Umberto Bossi. Flavio Tosi conosce i meccanismi del consenso fin da quando, agli esordi, s’è reso popolare nel suo quartiere – Borgo Venezia – facendo una battaglia per la sanatoria di balconi e verande.
Saltiamo a piè pari le iniziative contro zingari, barboni ed immigrati, come pure quelle a favore di nazi, ultras ed oltranzisti cattolici e veniamo ai nostri giorni con due temi scottanti: la Fondazione Arena e l’Arsenale.
Si era intuita fin dagli inizi l’antipatia di Tosi per i sindacati, a meno che non fossero disposti a chinare il capo al suo cospetto. Già nel 2007 agli impiegati e ai funzionari del Comune e delle Partecipate fu fatto capire in maniera inequivocabile che la nuova parola d’ordine era: “obbedire senza discutere”.
Nella vicenda della Fondazione Arena Tosi non si è mai posto il problema di come risollevare le sorti dell’ente lirico veronese, tant’è vero che a dirigerlo ci ha piazzato senza tanti complimenti un perito agrario.
Per il sindaco il problema era un altro; come scaricare sui dipendenti dell’ente lirico la responsabilità della gestione fallimentare degli ultimi 10 anni, con la perdita progressiva sia dei finanziamenti pubblici sia dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti. Mentre Salisburgo cresceva, Verona crollava. Chiunque abbia assistito recentemente a qualche spettacolo lirico non può che esserne uscito “sconcertato”.
Fuortes promette di salvare capra e cavoli con il suo piano, ma non si intravede nessuna nuova idea su come rilanciare uno dei “motori” principali del turismo veronese.
Sull’Arsenale abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto. I giornali di oggi scrivono, dopo 2 anni di scavi per il parcheggio, che sono stati scoperti degli importanti reperti romani e che si dovranno apportare alcune modifiche al progetto. C‘avimmo ‘a fa?
Quello che non è mai stato chiaro e che sopratutto non è mai stato deciso è quale utilizzo si vuol fare dell’Arsenale, una volta finiti i lavori di restauro. Al sindaco Tosi di cosa mettere dentro all’Arsenale interessa poco o nulla. Ancora meno gli interessa decidere quale sarà la nuova sede del Museo di Storia Naturale, attualmente smistata fra palazzo Pompei, Castel San Pietro e l’Arsenale.
A lui interessa firmare il contratto con Italiana Costruzioni, magari col consueto trucchetto dei lavori in due fasi, già sperimentato con il traforo. L’importante è blindare il contratto, che fra un anno ci sono le elezioni e servono tanti soldi.........

 

Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare" „Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare"

Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare"
Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare" 
 Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare"Il Festival Boreal organizzato da Forza Nuova è stato autorizzato dal sindaco. Il deputato PD commenta: "Un grave errore che spero non abbia conseguenze peggiori dell'ospitare la propaganda fascista"



Raduno dell'estrema destra a Torri del Benaco. D'Arienzo: "Da annullare"A Torri del Benaco dall'1 al 3 luglio si terrà un raduno dell'estrema destra europea, il Festival Boreal organizzato da Forza Nuova e autorizzato dal sindaco Stefano Nicotra. Un'iniziativa da annullare secondo il deputato veronese del PD Vincenzo D'Arienzo che scrive: "Gli ospiti e gli eventi sono chiaramente la diffusione di temi cancellati dalla storia. I contenuti sono noti: perorare la causa della dittatura contro la democrazia, dell'intolleranza razziale e dell'aggressione culturale a chi non la pensa come loro".
"Come ha potuto il sindaco favorire una manifestazione di tal propaganda? - si chiede D'Arienzo - Sul suolo pubblico di un Comune repubblicano, si permette l'occupazione e lo svolgimento di giornate in cui prevale l'avversione razziale e l'estremismo politico. Sono state prese tutte le contromisure? E lo sforzo che devono sopportare le forze dell'ordine? Quanto denaro pubblico ci costa questa ostentazione di valori anti democratici? Quello spazietto è adeguato per ricevere e far soggiornare centinaia di persone che certamente turberanno la tranquillità dei residenti e dei turisti? Forse il sindaco avrebbe dovuto chiederselo. Spero non abbia commesso il grave errore di non pianificare anche i necessari controlli, ovviamente non a carico della Polizia locale. Sarebbe una beffa. Torri non può ospitare iniziative simili. In un momento turistico così importante per il Lago di Garda, che immagine darà Verona con manifestazioni simili? Se dovesse succedere qualcosa, si riesce in quel piccolo Comune a governare i rischi e la risonanza mediatica? Stupisce la faciloneria con la quale si affrontano temi simili: il significato di quel raduno e la pubblica sicurezza non possono essere gestiti a livello locale. Ho piena fiducia nelle forze di polizia e con buon senso si sarebbero potuti evitare loro rischi inutili. Un grave errore commesso dal sindaco che, spero, non abbia conseguenze peggiori di quanto non lo siano per il Lago ospitare la causa e la propaganda della nostalgia fascista".
Critiche rispedite al mittente dagli organizzatori che hanno definito il discorso di D'Arienzo intollerante e liberticida. Nessuna opposizione alla manifestazione neanche dai rappresenti degli albergatori del Lago di Garda. E per questo il deputato del PD chiosa: "La cosa che più mi colpisce è il buono tutto. Chi si recherà alla manifestazione fascista di Torri del Benaco è per la dittatura? Possono creare disordine? Esprimeranno valori razziali e antidemocratici? Qual è il problema, portano turisti e soldi, questo conta. Con certa gente, che peraltro ricopre anche ruoli importanti di rappresentanza di interessi, l'Italia europea non la costruiremo e meno ancora rafforzeremo la nostra democrazia. Comincio a pensare che a qualcuno pesa la libertà e la democrazia".


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“Tosi ha sporto 69 querele a nostre spese”

“Tosi ha sporto 69 querele a nostre spese”
Michele Croce attacca il primo cittadino sull’incoerenza di dichiararsi contrario alle legge bavaglio per i giornalisti salvo poi sporgere quasi 70 querele contro di essi. 

 “Leggo basito l’articolo di Vvox.it, a firma di Marco Milioni, secondo cui il sindaco Flavio Tosi durante i suoi mandati da primo cittadino avrebbe sporto ben 69 querele: 34 procedimenti sono all’esame della magistratura, 11 si sono sono conclusi con la remissione della querela, 22 procedimenti sono stati archiviati, uno è finito con l’assoluzione dell’imputato ed uno solo con la condanna degli imputati. Lo stesso Tosi è però quello che aveva definito “delirio etilico” la proposta di legge che prevedeva fino a 9 anni di carcere per chi diffamava a mezzo stampa amministratori pubblici, magistrati e parlamentari. È chiaro che ci troviamo di fronte ad una diagnosi clinica di disturbo della personalità in cui Flavio Tosi non è d’accordo con Tosi Flavio“.

Michele Croce attacca il primo cittadino sull’incoerenza di dichiararsi contrario alle legge bavaglio per i giornalisti e poi sporgere quasi 70 querele contro di essi.
“Nella crociata di Tosi contro la stampa libera in alcuni casi è stato necessario conferire incarichi esterni in quanto alcuni procedimenti non erano di competenza del Tribunale penale di Verona: il costo di questi ultimi ammonterebbe quindi a 29mila euro che abbiamo pagato di tasca nostra. Tosi, i suoi amici e i politici in genere devono rassegnarsi: ad articoli e servizi scomodi si risponde con la verità e con la trasparenza, non con il mezzo della querela e della minaccia di risarcimenti milionari”.

'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito" „'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito"

'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito"
'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito" 
 'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito"
Il candidato sindaco di Tutto Cambia replica ad un altro candidato sindaco, Michele Croce di Verona Pulita, che aveva sottolineato la vicinanza tra la criminalità organizzata e gli amministratori scaligeri 
'Ndrangheta a Verona. Marco Giorlo: "Dall'indagine sono uscito pulito"Botta e risposta tra candidati sindaco a Verona. Michele Croce di Verona Pulita ha denunciato la vicinanza tra la 'Ndrangheta e gli amministratori locali di Verona e ha fatto il nome di Marco Giorlo, ora candidato sindaco con il Movimento Tutto Cambia.
"Intervengo - replica Giorlo - in merito alle gravi dichiariazioni esternate dall’avvocato Michele Croce e  ritengo gravissimo che un avvocato, per il ruolo istituzionale che ricopre, produca a mezzo stampa delle accuse invece di rivolgersi con urgenza e immediatezza alla procura della repubblica in quanto da tutore della legalità è suo dovere segnalare qualsivoglia notizia di reato. In riferimento a queste accuse, già presentate nel dicembre 2013 dal collega avvocato Luca Tirapelle e dal capogruppo del PD in consiglio comunale signor Michele Bertucco, le procure di Crotone, Catanzaro, Verona e Padova hanno aperto dei fascicoli di indagine supportati dalla attività investigativa del comandante dei Ros di Padova, Colonnello Paolo Storoni. Nel dicembre 2014, il pm Valeria Ardito, il pm Gennaro Ottaviano e il gip Giuliana Franciosi hanno dichiarato che dopo accurate indagini non è stato riscontrato nulla di penalmente perseguibile nei miei confronti".

"In merito a quanto disposto - conclude il candidato sindaco Marco Giorlo - sono venuto in possesso di tutti i fascicoli che mi riguardano e pertanto sono venuto a conoscenza di tutti coloro che sono stati protagonisti di queste accuse vergognose. Ringrazio le procure che mi hanno controllato, indagato, accertato, procure che grazie a questa indagine sono a conoscenza di tutti coloro che usano l'esposto anonimo per delegittimare l’avversario politico".



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La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi" „La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi"

La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi"
La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi"


La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi"L'Avv. Michele Croce leader del movimento Verona Pulita attacca frontalmente il primo cittadino scaligero Flavio Tosi, chiedendone le dimissioni e promettendo a breve "novità sconvolgenti" sui legami tra personaggi vicini alla 'Ndrangheta e l'attuale Amministrazione 
La denuncia di Michele Croce: "Indagati per estorsione gli sponsor di Tosi"Michele Croce, il candidato sindaco alle prossime Amministrative del 2017 per il movimento Verona Pulita, denuncia la vicinanza del sindaco Flavio Tosi a personaggi legati alla 'Ndrangheta e colpiti oggi da provvedimenti cautelari Verona: "Alfonso Giardino è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare, mentre Francesco Giardino è stato colpito dall'obbligo di dimora, entrambi con l'accusa di estorsione. Questi signori fanno parte della famiglia di costruttori crotonesi su cui i Carabinieri di Crotone avevano già scritto: «Dal complesso delle intercettazioni sono emersi i rapporti tra i Giardino e amministratori locali di Verona: da una parte si ricava il loro (dei Giardino ndr) sostegno elettorale fornito all'attuale amministrazione comunale facente capo al sindaco Tosi; dall'altra si rileva il rapporto con l'assessore Marco Giorlo (ex assessore allo Sport) per ottenere appalti pubblici».
L'Avv. Michele Croce, leader del movimento Verona Pulita, prosegue nel suo attacco frontale all'Amministrazione Tosi ricordando inoltre come "già il pentito Luigi Bonaventura aveva parlato di un summit di mafia in Calabria a cui erano presenti proprio i Giardino, riconoscendo loro caratura criminale. Flavio Tosi ha consentito a queste persone di raggiungere il cuore dell'amministrazione pubblica".
Le conseguenze da trarre in virtù dei fatti esposti sono secondo Croce chiarissime, vale a dire la richiesta di subitanee dimissioni da parte dell'attuale primo cittadino scaligero: "Non si può attendere, il sindaco rassegni immediatamente le dimissioni perché due sono le cose: o ha accettato il sostegno dei Giardino non conoscendo la pericolosità di queste persone o li ha accolti sapendo perfettamente chi erano. In entrambe le ipotesi è inadeguato a guidare Verona. A breve renderò note alcune novità sconvolgenti sui legami sporchi di questi personaggi con l'amministrazione locale".


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martedì 7 giugno 2016

L'analisi del voto nazionale. Michele Croce: "Premiate le persone, non i partiti"

L'analisi del voto nazionale. Michele Croce: "Premiate le persone, non i partiti"L'analisi del voto nazionale. Michele Croce: "Premiate le persone, non i partiti" 
 L'analisi del voto nazionale. Michele Croce: "Premiate le persone, non i partiti"
Il candidato sindaco di Verona Pulita pensa già al 2017: "Noi siamo pronti. Gli altri arriveranno con candidati frutto di chissà quali accordi, ma la città non li premierà" 
 L'analisi del voto nazionale. Michele Croce: "Premiate le persone, non i partiti"
Non si è votato solo in provincia di Verona, anzi le sfide che hanno catalizzato di più l'attenzione nazionale si sono giocate fuori dal Veneto. Le elezioni amministrative del 2016 nel veronese hanno riguardato 24 comuni e solo due erano abbastanza grandi da prevedere un eventuale ballottaggio. A Bovolone e a San Giovanni Lupatoto si tornerà a votare il 19 giugno, come anche nelle altre città italiane come Roma, Milano, Napoli e Torino.

  1. In quasi tutte le grandi città il sindaco sarà scelto al secondo turno, ma già dopo la prima tornata sono state avanzate della analisi dei dati. Mattia Fantinati del M5S parla di trand positivo dei pentastellati a livello nazionale, con l'atteso exploit di Roma con Virginia Raggi. Il Partito Democratico arretra ma resiste e la Lega Nord è soddisfatta ma non sfonda. E proprio alla Lega si rivolge il leader di Fare! Flavio Tosi: "A Salvini ricordiamo gli straordinari successi della Lega a Roma (nemmeno il 3%) e Torino (sotto al 6). Nella sua Milano, Salvini si è fermato all'11. È del tutto evidente che qualcuno sta raccontando di aver vinto, ma in realtà ha raccolto molto meno delle aspettative e di quanto vorrebbe far credere".
    Le vere vincitrici di queste elezioni sono le liste civiche, a riprova del significato poco nazionale che queste elezioni hanno avuto, ma anche di un certo clima di sfiducia attorno ai grandi partiti. E Michele Croce, candidato sindaco di Verona Pulita, pensa già alle amministrative del 2017 nel capoluogo scaligero e scrive: "In attesa dei ballottaggi si può dire che hanno ottenuto molto consenso i candidati che hanno saputo proporre battaglie di legalità e di onestà, come De Magistris a Napoli e la Raggi a Roma, o profili di competenza, come la coppia Sala-Parisi a Milano. Al di là dei partiti, la gente ha bisogno di persone. Vince chi punta sulle persone, non sulle percentuali e sui patti sottobanco. Verona Pulita già oggi è pronta per proporre un programma e delle persone; aspettiamo gli altri, che arriveranno solo qualche mese prima delle elezioni con un programma copia e incolla e con un nome frutto di chissà quali contrattazioni. Facciano pure, ma Verona non li premierà questa volta".






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L'analisi del voto locale. Tosi trionfante: "Vinti tutti gli scontri diretti con la Lega"

L'analisi del voto locale. Tosi trionfante: "Vinti tutti gli scontri diretti con la Lega"
L'analisi del voto locale. Tosi trionfante: "Vinti tutti gli scontri diretti con la Lega" 
 L'analisi del voto locale. Tosi trionfante: "Vinti tutti gli scontri diretti con la Lega"
Sale il M5S, scende il PD. Salvini è soddisfatto del risultato in Veneto, ma il sindaco di Verona è il più raggiante di tutti: "Abbiamo vinto in 14 Comuni nel veronese e siamo in vantaggio a Bovolone" 
L'analisi del voto locale. Tosi trionfante: "Vinti tutti gli scontri diretti con la Lega"

  1. E dopo il giorno delle elezioni arriva il giorno delle analisi. Dopo aver visto chi ha vinto e chi ha perso, si cerca di dare un significato ai numeri. Ha incominciato l'onorevole veronese Mattia Fantinati, con parole che hanno sottolineato la crescita dei consensi a livello nazionale e locale del Movimento 5 Stelle. La prestazione del PD è sintetizzata da due risultati, la vittoria del segretario provinciale Alessio Albertini, neo sindaco di Belfiore e la sconfitta, ammessa con serenità, di Federico Vantini che è rimasto fuori dal ballottaggio a San Giovanni Lupatoto. E a livello regionale i consensi sono in calo. Luci e ombre dunque, come per la Lega Nord che ne veronese brinda alle vittorie inaspettate di Tregnago e Roverè e non mostra rimpianti per le sconfitte in altri Comuni come Nogara e Buttapietra. Il leader Salvini è però soddisfatto per il risultato ottenuto a livello regionale, con la Lega che ottiene 8 sindaci in più rispetto a prima.
    Chi invece si mostra come trionfatore a livello locale è Flavio Tosi con Fare!. Il sindaco di Verona analizza così i risultati provinciali: "Col nostro movimento e con una serie di liste civiche, ci siamo presentati in 20 Comuni su 24. Abbiamo vinto in 14 e il quindicesimo successo arriverà auspicabilmente al ballottaggio di Bovolone, dove il candidato che abbiamo sostenuto ha rifilato 17 punti di scarto alla Lega. Negli scontri diretti la Lega nel veronese è arrivata quasi ovunque dietro: ad Affi (dove abbiamo ottenuto oltre il 70%), Arcole (dove il candidato di Fare! ha doppiato quello della Lega), a Bonavigo, Castagnaro, Cerro, Colognola, Grezzana, Garda, Isola della Scala, Nogara, Pastrengo. Qualche Comune, la Lega, se l'è aggiudicato, gliene rendiamo atto: 4. Soprattutto dove pur di vincere si è alleata col tanto vituperato Partito Democratico, a Isola Rizza e a Tregnago (dove tra l'altro ha fatto vincere il candidato democratico ma non è riuscita a far eleggere neanche un proprio consigliere). Niente di male, ci mancherebbe, ma non erano loro quelli del mai con Renzi? Per non parlare del resto del Veneto, dove tra sconfitte e ballottaggi raggiunti per un pelo, la banda di Salvini si sta leccando le ferite. Come a Rovolon (Padova), dove il candidato che abbiamo sostenuto ha preso 10 punti in più di quello leghista, oppure a Montegrotto (+22% sul candidato leghista) o ad Albignasego, dove abbiamo vinto col sestuplo dei voti della Lega, o a Grantorto. Coi nostri candidati abbiamo sfiorato la vittoria a Montagnana e a Vigodarzere. La Lega ha vinto solo a Cittadella (18%) e a Montagnana".
    Infine, tutti i partiti hanno dato la colpa degli insuccessi alla frammentazione. Il ritornello ripetuto da tutti è stato: "Abbiamo perso dove eravamo divisi". È dunque iniziata la caccia alle alleanze, con un occhio già al 2017 quando in palio ci sarà la poltrona di sindaco di Verona.





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lunedì 6 giugno 2016

Partecipate. Verona Pulita: "Con il nostro piano taglieremo 90 poltrone"

Partecipate. Verona Pulita: "Con il nostro piano taglieremo 90 poltrone"Partecipate. Verona Pulita: "Con il nostro piano taglieremo 90 poltrone"  Partecipate. Verona Pulita: "Con il nostro piano taglieremo 90 poltrone"
Il candidato sindaco Michele Croce interviene sul caso Tartaglia-Agec: "La gestione delle partecipate da parte degli amici degli amici ha fallito. Ci sono 170 milioni di euro da restituire ai veronesi"
Partecipate. Verona Pulita: "Con il nostro piano taglieremo 90 poltrone"

Aziende partecipate nel mirino delle opposizioni veronesi. Il PD è intervenuto su Amt, mentre Verona Pulita torna sul caso Agec, dopo essersi già esposta su Agsm.
Scrive il candidato sindaco Michele Croce: "Il caso Tartaglia-Agec, in cui un condannato in primo grado forse non rientrerà in azienda solo grazie ad una legge e non certo per buonsenso, conferma che la gestione delle aziende partecipate da parte degli amici degli amici spesso incapaci e a volte anche delinquenti (lo dicono le sentenze), a Verona si è dimostrata fallimentare. Noi di Verona Pulita rilanciamo il nostro Piano Legalità, che prevede: taglio dei consigli di amministrazione, sostituiti da un amministratore unico; cessione di aziende e partecipazioni non strategichebasta dirigenti a nomina. Ci sono 170 milioni di euro da restituire ai veronesi e noi lo faremo".
"Il Comune - ha spiegato poi Croce - dovrà alleggerirsi cedendo al privato quelle attività di mercato che quest'ultimo sa gestire meglio. Noi vogliamo cedere gli enti inutili e tagliare le poltrone negli enti utili: cosa ce ne facciamo del 4,65 per cento nella A4 Holding o del 5,51 nell'Autostrada del Brennero se non, nella prima, per garantire a Flavio Tosi la presidenza di Serenissima con uno stipendio principesco che non ha avuto nemmeno la decenza di dichiarare pubblicamente? Vendendo le quote ricaveremmo, a spanne, rispettivamente 40 e 55 milioni di euro. Bisognerà cedere anche le 14 farmacie comunali (incasso presunto 40 milioni di euro) e il servizio di onoranze gestito da Agec (7,5 milioni), garantendo trasparenza e massima redditività per il Comune. Gli amministratori unici delle partecipate, manager di comprovata esperienza, dovranno riferire ogni tre mesi in Consiglio comunale e avranno un tetto massimo di 120 mila euro l'anno: taglieremo così le ben 90 poltrone inutili dei Cda".

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venerdì 3 giugno 2016

“Verona in emergenza e Tosi pensa solo a se stesso e al suo futuro.

“Verona in emergenza e Tosi pensa solo a se stesso e al suo futuro. Non aspetti maggio, vada a casa subito!” 


Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, chiede al sindaco di dedicarsi pure alla faccende private, ma di lasciare subito la poltrona di Primo cittadino.
Verona – 1 giugno 2016 – “I sindacati hanno confermato i nostri numeri sull’emergenza sicurezza spiegando che talvolta a Verona gira una sola volante per tutta la città; il Centro storico è stato paragonato ad una latrina; abbiamo rischiato di perdere per sempre la Fondazione Arena, abbiamo perso i fondi del Cipe per l’Arsenale e abbiamo servito a dei ladri dei capolavori mondiali su un piatto d’argento comodi da portare via. In tutto ciò il sindaco Flavio Tosi pensa al suo nuovo partito? Tutto ciò è semplicemente vergognoso“.
Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, ha accolto con indignazione la notizia secondo la quale tra le principali occupazioni del sindaco Tosi ci sarebbe quella di costruire un nuovo partito con l’attuale ministro dell’Interno Alfano.
Tosi deve capire che non può continuare a disinteressarsi della sua città come fa dal giorno dopo le elezioni. Verona non è “cosa sua“, Verona è nostra città e dopo essere stata quella dei nostri genitori sarà quella dei nostri figli. Se non ha tempo o se vuole pensare solo al suo futuro politico lo faccia pure, ma non aspetti maggio per togliere il disturbo: compia un atto d’amore per i suoi concittadini e lasci la poltrona senza aspettare le elezioni. In questo momento Verona non è governata e sono troppi i fronti scoperti: siamo in emergenza”.

Elezioni comunali 2017, la parola a Vittorio di Dio:

Elezioni comunali 2017, la parola a Vittorio di Dio: "titolati per guidare il centrodestra"
Elezioni comunali 2017, la parola a Vittorio di Dio: "titolati per guidare il centrodestra" 
 Elezioni comunali 2017, la parola a Vittorio di Dio: "titolati per guidare il centrodestra"Come gli altri, anche la Lista Tosi si prepara alla prossima sfida elettorale per amministrare Verona. Secondo il vicecapogruppo in consiglio, hanno i numeri e i titoli per guidare la coalizione di centro destra 

 Elezioni comunali 2017, la parola a Vittorio di Dio: "titolati per guidare il centrodestra"

Mentre sta per partire la campagna di tesseramento del partito appena fondato da Flavio Tosi, Fare!, in questo fine agosto 2015, il vicecapogruppo della Lista Tosi, Vittorio di Dio già pensa alle prossime elezioni comunali del 2017. Secondo il politico veronese, la Lista Tosi ha tutte le carte in regola, ma soprattutto i numeri, per guidare la prossima coalizione di centrodestra a Verona.
Il consigliere comunale ha ben illustrato la propria posizione in diverse interviste rilasciate al quotidiano L'Arena: "Basta con l'egemonia dei partiti: sono morti". Perché? Domanda il giornale: "Perché alle elezioni comunali di tre anni fa la Lista Tosi arrivò al 37,32 per cento e alle regionali del 31 maggio scorso, insieme al Veneto del Fare, a Verona ha preso il 22, mentre la Lega ha ottenuto il 12,5 e Forza Italia il 5,1. Ho sentito molti esponenti politici pontificare sul futuro di Verona, sul futuro di Tosi, su come Tosi si dovrebbe allineare alla nuova realtà politica e su chi dovrebbe essere il candidato sindaco, ma io ritengo invece ci debba essere un dialogo tra tutte le forze politiche di centrodestra, partendo però da noi, primo partito a Verona".
L'intervista continua puntando l'attenzione sulle future coalizioni e su cui dovrebbe avere un ruolo più preminente: "Condivido che nella situazione in cui ci troviamo nessuna lista, nel centrodestra, può imporre alcun che agli altri, ma non condivido il ruolo di preminenza che qualcuno tenta di accreditare ai partiti tradizionali. I rapporti di forza, consolidati dal voto, tra le liste e i partiti, devono determinare innanzitutto chi ha il diritto di indicare alla coalizione la direzione di marcia e ancora di farsi carico di ricercare la condivisione e la sintesi. Non il contrario".
Sull'individuazione del futuro candidato sindaco, Di Dio dichiara: "Condivido che debba essere persona che unisce e che abbia riconosciute doti politiche, ma soprattutto ritengo essenziale che sia apprezzato dai cittadini e sostenuto pienamente dalle formazioni civiche votate e volute dai cittadini.
Infine, il giornalista de L'Arena accenna al fatto che in Regione ora la Lista Tosi è all'opposizione, schierata contro la Lega Nord, e Vittorio di Dio risponde che "è sbagliato considerare la composizione della maggioranza regionale come il riferimento assoluto per intraprendere un dialogo per le prossime elezioni amministrative del 2017. È vero che la Lista Tosi non è maggioranza in Regione, ma per 10 anni è stata ed è maggioranza in Consiglio comunale, per cui ritengo che per il 2017 si debba partire da qui, dall'attuale maggioranza".



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Comunali Verona 2017


Comunali Verona 2017, asse Pd-Tosi? 


Secondo l’Arena si starebbe prefigurando un’intesa fra l’ala renziana del Pd veronese e l’area che fa riferimento al sindaco Flavio Tosi in vista delle elezioni comunali del 2017. Con una nota firmata dal segretario provinciale Alessio Albertini (in foto), dal consigliere regionale Orietta Salemi, dai consiglieri comunali Elisa La Paglia, Fabio Segattini, Stefano Vallani, Damiano Fermo e Luigi Ugoli, arriva la prima presa di distanza del partito dal suo capogruppo in Comune Michele Bertucco. «Quanto sta emergendo nelle otto circoscrizioni manifesta una grave difficoltà all’interno della lista Tosi, ma più in generale un disgregamento a tutti i livelli del centrodestra veronese – recita il comunicato – Di fronte a un tale scenario riteniamo che il Pd non si debba prestare a fare da stampella ad alcuna delle diverse fazioni del centrodestra»
«Siamo alternativi a Tosi e continuiamo a opporci alle sue (mancate) scelte politiche, che stanno creando grave danno alla città. Siamo pronti anche a contribuire al suo indebolimento. Tuttavia aggiungono i sette – non è pensabile che, nell’ansia di abbattere Tosi, il Pd finisca per fare accordi con la Lega, espressione italiana della destra antieuropeista e lepenista, o con il M5S che accanitamente vede nel Pd e nel Governo i propri nemici principali, o con chi oggi ostenta una presunta verginità, ma nel primo mandato Tosi ha votato allineato tutte le delibere, compreso un piano interventi contestato e dannoso per la città». Il Pd «è al Governo del Paese e si impegna per tornare a quello di Verona e delle sue circoscrizioni. Perciò l’unica condizione che poniamo è che nelle circoscrizioni vacanti venga eletto un presidente del Pd, sotto la guida del quale condividere con chi sarà disponibile un programma diverso da quello perseguito dalle presidenze uscenti e coerente con le posizioni del Pd di Verona in questi anni. Se così non dovesse essere il Pd non deve appoggiare altre soluzioni. Pertanto in mancanza di alternative è inevitabile che le circoscrizioni vengano commissariate evidenziandosi, così, l’ingovernabilità irresponsabile del centrodestra».

Chi sarà il futuro sindaco di Verona? 2017

Chi sarà il futuro sindaco di Verona? Il toto-candidati in vista delle elezioni del 2017Chi sarà il futuro sindaco di Verona? Il toto-candidati in vista delle elezioni del 2017

 Chi sarà il futuro sindaco di Verona? Il toto-candidati in vista delle elezioni del 2017
Dopo l'incontro tra Tosi e Renzi si fa sempre più pressante la questione di correrà alla carica di sindaco di Verona nel 2017. Il centro destra scaligero si sta già preparando per la sfida elettorale





Chi sarà il futuro sindaco di Verona? Il toto-candidati in vista delle elezioni del 2017

Respirata aria di intesa tra il sindaco Tosi e il premier Matteo Renzi, magari in vista delle prossime elezioni comunali, che a Verona si terranno nel 2017. Se davvero ci sarà un avvicinamento tra Flavio Tosi e il centro sinistra veronese, per sconfiggere la Lega Nord e la sua coalizione al ballottaggio, gli scenari politici delle prossime elezioni potranno essere davvero sorprendenti.
Intanto, il quotidiano L'Arena inizia ha avviato il toto-nomi per i prossimi candidati alla carica di sindaco di Verona. Per il centro destra, restando per un attimo fuori dai partiti, si farebbe il nome di Massimo Ferro, imprenditore, consigliere della Camera di Commercio e vicepresidente di Fondazione Arena. Un altro candidato possibile sarebbe Federico Sboarina, presidente dell'associazione Battiti. Per Forza Italia, si parlerebbe del deputato Alberto Giorgetti, mentre per la Lega Nord si farebbero i nomi di Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, Paolo Tosato, senatore, e Luca Zanotto, presidente del Consiglio comunale. Le forze politiche del centro destra appena citate starebbero anche per lanciare un comune manifesto politico-programmatico per le elezioni amministrative del 2017, a cui avrebbero aderito anche Fratelli d'Italia, l'area moderata di Stefano Valdegamberi della Lista Zaia e Indipendenza Noi Veneto, in particolare, Fabrizio Comencini.
Tornando a Flavio Tosi, appare certa la frattura irreparabile con la Lega Nord e parte del centro destra che la appoggia, perciò alle prossime elezioni, i Tosiani saranno probabilmente avversari della coalizione di centro destra sopracitata. Sull'argomento, L'Arena ha sentito il deputato Alberto Giorgetti: "Tosi ha avuto una mutazione genetica che lo sta avvicinando al Governo Renzi, come del resto un'altra quota del centrodestra, e quindi questa è una svolta di non poco conto che lo allontana dal centrodestra vero. D'altra parte, visto anzitutto il veto di Salvini verso di lui, mi pare che Tosi non possa fare altro. Questa posizione verso Renzi mette Tosi in dialogo prioritario con il centrosinistra, in prospettiva 2017, anche se una parte del Pd e altre forze non vedono certo bene questa intesa. Quanto a noi: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e anche Battiti, stanno creando un progetto politico focalizzato sui grandi temi di Verona. Il candidato sindaco? Potrebbe essere di provenienza politica, anche se non partitica. Magari a capo di un grande listone, senza i simboli dei partiti".

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