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mercoledì 15 maggio 2013

L'EPILOGO DEL BERLUSCONISMO NEL FLOP DI CANALE 5

O no? L’epilogo del berlusconismo nel flop di Canale 5 

dipendente Rai, con il suo Report, cercava di portare,
tra le poltrone sveglie e indignate dei telespettatori italiani,
la realtà drammatica della mancanza di lavoro,
su Canale 5, più giornalisti dipendenti di Berlusconi,
con La guerra dei vent’anni, Ruby ultimo atto,
cercavano di confezionare, per le poltrone addormentate
e docili dei telespettatori del  Grande Fratello, 
l’assoluzione, del Cav. Berlusconi, nel processo Ruby,
spiegando, a chiare lettere e senza timori, anzi, quasi rischiando
di persona che
·       Ruby –per parola di Berlusconi- è la nipote di Mubarack;
·       il conflitto di interessi del Cav. Berlusconi è un’invenzione dei comunisti;
·       i “processi non si fanno in televisione”, ma a Canale 5;
·       la verità processuale non esiste fuori della TV
        del Cav. Berlusconi;
·       Berlusconi vittima, a guardar bene, come Tortora.
E’ troppo. Si legge che il programma non ha avuto successo.
E’ stato un flop. Per decisione
dei telespettatori, liberi nel mercato libero della Tv.
Per fortuna. Il “dominio proprietario sui media e su pezzi interi 
di società politica –per usare parole e immagine
di Ezio Mauro- non consente più “alla realtà virtuale 
del berlusconismo di galoppare all’apparenza indisturbata.
Forse, anche se il Paese è sempre pieno di  “maup
(creduloni a Vico del Gargano), di troppi servi liberi,
di molti fautori del danarismo avvilente, e, purtroppo,
di incredibilmente tanti, nel Pdlarghintesisti, sempre benevoli
e compiacenti, la normalità è ora a portata di mano.
O no?

LA SITUAZIONE POLITICA IN ITALIA E' GRAVE

La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria 

Come scriveva il grande Ennio Flaiano nel 1956, nel suo Diario notturno: “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”.
A leggere le ultime dichiarazioni dei Capigruppo alla Camera e al Senato del PDL, Brunetta e Schifani, la situazione politica italiana sembra peggiorata: ora oltre che grave, è diventata anche seria.
Brunetta e Schifani hanno dichiarato che prima di cambiare la legge elettorale occorre modificare la struttura costituzionale e istituzionale del Paese. Con questo Governo, con questo Parlamento? Ma se una riforma della Costituzione non è stata fatta quando sia il PDL che il PD avevano ampie maggioranze parlamentari, i due pensano che si possa risolvere oggi, con il poco tempo che durerà questo esecutivo, una riforma di questa portata?
I politici si sono già dimenticati le ragioni per cui è nato questo governo poche settimane fa? Si sono dimenticati le parole del Presidente Napolitano al Parlamento riunito in seduta comune?
Esternare che prima si fanno le riforme e poi si cambia la legge elettorale, significa una cosa sola: che il PDL vuole andare alle nuove elezioni con il Porcellum. Questa è la traduzione concreta del pensiero dei Capigruppo PDL. Perché mai questo Porcellum è così caro agli attuali politici e non vogliono modificarlo? Forse perché sono gli stessi politici che decidono chi sono i fortunati, i predestinati a sedere in Parlamento, mettendo da parte la volontà popolare degli elettori che si trovano da votare una lista preconfezionata?
E’ tornato alla casa del Padre, in questi giorni, il tanto bistrattato, se a torto o a ragione sarà la Storia a dircelo, Giulio Andreotti. Ebbene, il Sig. Giulio Andreotti ogni volta che è entrato in Parlamento, è stato eletto conquistandosi a suon di preferenze il diritto a sedere nell’emiciclo. Almeno da questo punto di vista non si può dire che Andreotti fosse il male assoluto, dalla sua mente “diabolica” non uscì mai un sistema elettorale così anti democratico come quello attuale, ideato dal leghista Calderoli nel 2005 e subito piaciuto, nei fatti, a tanta Destra e a tanta Sinistra.
Intendiamoci, sono talmente gravi e molteplici i problemi che l’Italia deve affrontare, che non è certamente la riforma elettorale la panacea di tutti i mali. Tuttavia, ridare agli italiani quella “sensazione” di incidere maggiormente, concretamente, nella scelta del proprio rappresentante da eleggere in Parlamento, senza passare per forza dalla rete grillina, può aiutare a rifondere nei cuori la fiducia e un nuovo rapporto con la classe politica.
Siamo consapevoli che la strada di questo primo Governo Letta è stretta e tutta in salita, tuttavia dobbiamo crederci. Non ci sono alternative al momento. E questo anche PD e PDL in fondo lo riconoscono. Fino a quando però le vicende personali di Berlusconi da un lato e la situazione interna al PD dall’altro non pregiudicheranno la situazione? Difficile dirlo. Il Presidente Letta in questi mesi deve cercare di far passare quelle riforme economiche che ci permettono di superare questa terribile crisi e far modificare questa legge elettorale che ormai ha stancato gli italiani. Tutto il resto sarà tema per la prossima Legislatura.

DALLA LEGGE SULLA REICHSBANK DEL 15/06/1939

Dalla “Legge sulla Reichsbank” del 15/06/1939 alla “dichiarazione di guerra” del 3/09/1939  


Gli avvenimenti relativi al secondo conflitto mondiale ed il completo controllo della cultura, dell’informazione, delle comunicazioni da parte dei “liberatori” hanno occultato per molti decenni questo evento di portata storica.
Ovviamente a guerra finita, le potenze occupanti fra i primi atti emanati hanno provveduto a eliminare quest’anomalia bancario/finanziaria /monetaria tedesca e riprendendo il controllo dell’emissione monetaria….
Ciascuno dei “liberatori/occupanti” provvide autonomamente per la zona di sua competenza ma tutti certamente in stretto coordinamento collaborativi… quantomeno temporale… :
Gli americani con la Legge n. 60 del 1° marzo 1948 (Militärregierung Deutschland, Amerikanisches Kontrollgebiet, Gesetz Nr. 60 vom 1. Marz 1948);
Gli inglesi con l’Ordinanza n. 129, del 1° marzo 1948 (Militärregierung Deutschland, Britisches Kontrollgebiet, Verordnung Nr. 129 vom 1. März 1948);
I francesi con l’Ordinanza 203 del 26 marzo 1949 (Militärregierung Deutschland, Französisches KontroUgebiet, Verordnung Nr. 203 vom 26. März 1949).
Come ormai sanno perfettamente i nostri lettori tutte le guerre sono promosse, istigate, favorite, e finanziate dai banchieri e dalle loro banche … fin dall’avvento della “moneta”…..
Infatti, come abbiamo già raccontato in altri interventi, la crisi post prima guerra mondiale della Germania, che poi aveva portato alla Repubblica di Weimar ed al cui meschino crollo aveva gettato la Germania nella fame più totale… ne uscì mediante al noto escamotage messo in atto da Hjalmar Schacht, ministro del tesoro di Hitler dal 1933 al 1938, alla fine dimessosi per contrasti operativi con Hitler… Viene il fondatissimo sospetto che questi contrasti e dissidi altro non provenissero se non dalla intenzione di Hitler di nazionalizzare l’emissione della moneta con tutte le caratteristiche in questa legge descritti… soprattutto esente da SIGNORAGGIO …cosa che a Schacht, ebreo, correligionario, collega ed affine della grande finanza anglo-americana della City e di Wall Street (per quanto di sentimenti certamente leali verso la Germania) non poteva tollerare.
Ma a Schacht probabilmente fino a che si trattava di rimettere in sesto l’economia a la vita sociale tedesca stava bene di coglionare, con il più o meno consapevole beneplacito di almeno parte della squadra degli usurai,… la cosa poteva essere accettabile ed infatti se ne occupava proprio lui… quando si fosse trattato, come si trattava,… di affrancarsi completamente dalla tirannia dell’usura… la cosa non andava bene… e guarda caso … un uomo rotto a tutte le esperienze come Schacht… ha un improvviso rigurgito di dignità e  da le dimissioni (accettate – da Hitler) e guarda caso… immediatamente Hitler assume su di sé il portafoglio del ministero del tesoro… e qualche mese dopo fa emanare la legge che adesso vedremo… e cacchio… Gran Bretagna, Francia e Stati uniti…. Che fino ad allora si erano fatti prudentemente i fatti loro (neppure facendo propaganda interventista)… se ne erano infatti strafottuti delle disgrazie dell’Austria e della Cecoslovacchia, …. improvvisamente però si risvegliano magicamente dal torpore del sonno eterno al suono della solita parolina….. “SIGNORAGGIO”… e…. istintivamente sentono l’imperiosa chiamata alla armi …. Ufficialmente per “morire per Danzica” …..Ma noi oggi sappiamo esattamente come sono andati i fatti…. Ed il motivo era il rischio che se il Terzo Reich fosse sopravvissuto abbastanza a lungo avrebbe distrutto l’incastellatura tanto pazientemente costruita in questi secoli di lavorio sotterraneo facendo conoscere al mondo la truffa del Signoraggio…. Però questo purtroppo non è successo .--- hanno vinto loro e hanno seppellito tutto sotto una coltre di stronzate…. Ora sono drammaticamente passati settant’anni e siamo vicini a ripetere di nuovo gli stessi errori……
Ecco perché esistiamo noi… per divulgare ai quattro venti il nostro urlo di disperata conoscenza che ancora non trapela dalle “secrete stanze” e per cui il “popolino” schiavo non sapendo non può correttamente decidere ed agire…. Lo vediamo in questi giorni di marasma politico… in cui la gente disperata sa per certo che la stanno prendendo per il culo… ma non sa cosa decidere per mancanza di informazioni fondate e certe. Io ed AlbaMediterranea… e tutti gli altri amici faremo tutto quanto di lecito in notro potere per divulgare quanto più possibile quello che è giusto e necessario che tutti correttamente conoscano.
Ed infatti a vera motivazione della fase più violenta dell’evoluzione della seconda guerra mondiale… è l’emanazione di questa legge
Ed ecco la traduzione dei primi sei articoli :
Il governo del Reich ha approvato la seguente legge, che viene così emanata :
I. Forma giuridica e Incombenze
(1) La Banca Tedesca del Reich fa capo direttamente al Führer e Cancelliere del Reich. (2) È persona giuridica di diritto pubblico con sede a Berlino. Può istituire delle filiali.
I compiti della Banca Tedesca del Reich derivano dalla sua posizione di banca d’emissione del Reich. Essa sola ha il diritto di emettere banconote. Deve inoltre regolamentare le transazioni e le operazioni finanziarie in Germania e all’estero. Deve anche provvedere alla utilizzazione dei mezzi economici disponibili dell’economia tedesca nel modo più appropriato per l’interesse collettivo e politico-economico.
II. Direzione e Amministrazione
(1) La Banca Tedesca del Reich è diretta e amministrata dal presidente e dagli altri componenti del comitato direttivo, secondo le disposizioni e con la supervisione del Führer e Cancelliere del Reich. (2) Nel comitato direttivo della Banca del Reich, è il presidente che prende le decisioni.
Il Führer e Cancelliere nomina il presidente della banca e gli altri componenti del comitato direttivo. Egli decide la durata del loro incarico. Gli stipendi, gli assegni di aspettativa, le pensioni e le pensioni di guerra del presidente della banca e degli altri componenti del comitato direttivo, vengono definiti da un contratto con la Banca Tedesca del Reich. II contratto necessita dell’approvazione del Führer e Cancelliere del Reich. Il Führer e Cancelliere del Reich può rimuovere il presidente della banca e gli altri componenti del comitato direttivo in qualsiasi momento, nel rispetto della salvaguardia dei diritti contrattuali.

 

TAV ALFANO POTEVANO UCCIDERE

Tav, Alfano: "Potevano uccidere"

"Fatti gravissimi, Stato non si ferma" 

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, condanna duramente l'assalto al cantiere Tav di Chiomonte, parlando di "fatti gravissimi ed esecrabili". "Lo Stato - ha scritto il vicepremier su Twitter - non si fa fermare da alcuni delinquenti che questa notte potevano uccidere". Un "grazie di cuore", ha concluso Alfano, alle forze dell'ordine e "alla magistratura per la forza con cui conduce i delicati accertamenti sulle vicende".

ILVA ARRESTATO GIOVANNI FONDO PRESIDENTE PROVINCIA

ILVA, ARRESTATO IL PRESIDENTE PROVINCIA DI TARANTO GIOVANNI FLORIDO 

Sono quattro gli arresti complessivi che la Guardia di Finanza ha eseguito per l’inchiesta “Ambiente Svenduto”, legata all’Ilva. Tra questi spicca il nome di Giovanni Florido, presidente della Provincia di Taranto, che è accusato di concussione in relazione alla gestione da parte dell’Ilva della discarica Mater Gratie.
Con Florido sono finiti in manette l’ex assessore provinciale di Taranto all’Ambiente, Michele Conserva, l’ex dirigente dell’Ilva, Girolamo Archinà, e l’ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia, che però è ai domiciliari.
L’accusa di concussione è stata fatta anche per Conserva e Specchia, mentre per Archinà, detenuto già da novembre 2012, l’accusa è di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali.
Nel dettaglio Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’Ilva anche se non erano presenti i requisiti tecnico giudiziari.