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sabato 12 aprile 2014
BLOGGER IN PAUSA TEMPORANEA
QUESTO BOLGGER , E GLI AUTORI, RIMARRANNO TEMPORANEAMENTE IN PAUSA .
SI RIPRENDERÀ A BREVE AUGURANDOVI UNA BUONA PASQUA, A TUTTI I SUOI LETTORI
martedì 8 aprile 2014
EUOPEE 2014 ANTONIO MAZZEO SOTTOSCRIVE I 10 PUNTI RIVOLTI AI CANDIDATI
EUROPEE 2014: Antonio Mazzeo sottoscrive i dieci punti rivolti ai candidati alle Europee 2014 da“L’Europa sono Anch’io” a Lampedusa
Antonio Mazzeo ha partecipato a
nome della lista “L’Altra Europa con Tsipas” – in cui è candidato nella
circoscrizione delle isole per le Europee 2014 – alla due giorni di
convegni e dibattiti”L’Europa sono anch’io” a Lampedusa.
L’iniziativa – si iscrive in seno al convegno internazionale
“Lampedusa Città dell’Europa: per un’Europa di uomini, donne, popoli,
dignità e diritti”, promosso da Emmaus Italia, con Emmaus Europa ed
Internazionale, Legambiente, Libera, e l’Italia sono anch’io.
L’obiettivo dell’evento è di formulare proposte dirette e concrete per
modificare le politiche sulle migrazioni e, nell’immediato, salvare vite
umane. Nel suo intervento, Antonio Mazzeo ha espresso
la massima condivisione a nome suo e dell’intera lista “L’Altra Europa
con Tsipras” per le dieci “priorità per il parlamento Europeo”
presentate dagli organizzatori dell’evento, con richiesta di
sottoscrizione rivolta ai candidati delle europee 2014. Mazzeo ha
inoltre ripercorso tutte le mancanze delle politiche rivolte
all’immigrazione e della prima accoglienza dei rifugiati, che hanno reso
l’isola di Lampedusa una frontiera iper-militarizzata, tristemente nota
per le stragi avvenute nelle acque che la lambiscono. Problemi nati non
dal fenomeno delle migrazioni in sé – che da sempre caratterizzano la
storia dell’umanità – ma dal modo securitario con cui viene gestito:
“L’isola di Lampedusa è lo
specchio delle politiche securitarie che vengono adottate per l’intera
Sicilia, considerata una frontiera da rendere invalicabile con immani
investimenti militari. Lo scandalo delle disinfestazioni di massa
esploso proprio nel centro di prima accoglienza di quest’isola, ha messo
a nudo, inoltre, il business della prima accoglienza, spesso mascherato
da ipocrite ragioni umanitarie. È ora di chiarire una volta per tutte
che operazioni come Frontex e Mare Nostrum non sono di soccorso, ma di
controllo del Mediterraneo, con il solo scopo di trasformare la Sicilia
da isola lager – quale già è – ad isola fortezza, tramite la
militarizzazione totale del Mediterraneo e lo spostamento della
frontiera invalicabile dell’Europa direttamente sulle coste del Nord
Africa. Viceversa, l’Europa che vogliamo è uno spazio aperto, di pace e
condivisione. Un’Europa che accolga e non respinga. Un Europa fondata
sul rispetto e non sulla prevaricazione dei forti sui più deboli, che
siano paesi terzi del Sud del mondo o gli stessi paesi comunitari
ridotti in ginocchio dalle politiche dell’austerity che protegge le
banche sulla pelle dei popoli”.
Ecco i 10 punti sottoscritti da Antonio Mazzeo a nome della lista “L’Altra Europa con Tsipras”:
1. Ratifica della Convenzione dell’ONU del 18/12/1990 “sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”.
A distanza di 23 anni dal varo della Carta da parte
dell’Assemblea delle Nazioni Unite, essa non è stata ancora ratificata
da parte di nessun paese europeo.
Chiediamo che l’Unione Europea ratifichi la Convenzione al fine
di assicurare un quadro di riferimento omogeneo ed universale a livello
comunitario per la garanzia dei diritti umani dei migranti e dei loro
familiari.
2. Garanzia del diritto di voto amministrativo ed europeo.
Una parte significativa dei cittadini che vivono in Europa è
esclusa dalla possibilità di partecipare attivamente alla vita della
comunità in cui risiede.
È urgente un’azione dell’Unione Europea finalizzata ad
armonizzare le legislazioni nazionali al fine di riconoscere ai
cittadini stranieri non comunitari il diritto di voto alle elezioni
amministrative ed europee, al fine di colmare una grave discriminazione
nell’esercizio del più elementare diritto alla partecipazione
democratica.
3. Riconoscimento della cittadinanza europea.
È urgente un’azione dell’Unione Europea finalizzata ad
armonizzare le legislazioni nazionali al fine di favorire l’acquisizione
della cittadinanza del paese di residenza da parte dei cittadini
stranieri stabilmente residenti e da parte dei “figli dell’immigrazione”
nati in Europa o qui trasferitisi in tenera età e che frequentano le
nostre scuole. Si tratta, anche in questo caso, di promuovere un
principio di uguaglianza e di inclusione sociale.
4. Garanzia del diritto di arrivare legalmente in Europa.
È urgente l’adozione da parte dell’Unione Europea di politiche
migratorie che rendano effettivamente possibile alle donne, agli uomini e
ai bambini di altri continenti di raggiungere legalmente il territorio
europeo senza mettere a rischio la propria vita. In particolare, è
necessario: a) ampliare e armonizzare le norme che regolano l’ingresso
nell’Unione Europea per motivi di lavoro; b) riformare il Regolamento
Dublino III, abolendo l’obbligo di presentare richiesta di asilo nel
primo paese di arrivo; c) aprire canali di ingresso protetto per le
persone bisognose di protezione internazionale.
5. Politiche migratorie aperte all’inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro.
Una gestione corretta e positiva delle politiche migratorie,
oltre che a rispondere alle necessità del mercato del lavoro consentendo
agli immigrati pari opportunità ed un permesso di soggiorno per ricerca
occupazione, cosa che non avviene con le norme irrazionali in vigore,
deve anche facilitare l’inserimento lavorativo per i richiedenti asilo e
per i titolari di protezione internazionale che sino ad oggi sono
anch’essi penalizzati dalle norme restrittive ed anch’essi in balia del
lavoro nero e del supersfruttamento.
6. Garanzia della libertà personale e chiusura dei centri di detenzione.
In tutti i paesi europei sono presenti centri di detenzione nei
quali sono detenuti i migranti colpiti da provvedimenti di espulsione.
Si tratta di strutture chiuse e presidiate dalle forze dell’ordine in
cui viene limitata la libertà personale delle persone detenute. Tali
centri espongono i migranti a trattamenti inumani e degradanti e non
garantiscono l’effettività dei provvedimenti di espulsione auspicata dai
legislatori nazionali. La chiusura delle strutture di detenzione in
tutti i paesi dell’Unione è necessaria e urgente.
7. Diritto a un’accoglienza dignitosa.
I sistemi di accoglienza dei migranti, dei richiedenti asilo e
dei rifugiati dei diversi stati membri sono fortemente differenziati e
caratterizzati da standard di accoglienza diversificati. La
standardizzazione e l’armonizzazione dei sistemi di accoglienza sono
indispensabili anche al fine di riequilibrare la presenza dei migranti e
dei richiedenti asilo nel territorio dell’Unione e favorire il loro
inserimento sociale e lavorativo nella società di residenza.
8. Garanzia della parità di accesso ai sistemi di welfare.
L’accesso dei migranti all’istruzione, ai servizi sanitari,
alle prestazioni sociali e previdenziali deve essere garantito in tutti i
paesi dell’Unione Europea. Sollecitiamo l’Unione Europea ad
intraprendere iniziative volte a rafforzare la prevenzione e la tutela
contro le discriminazioni istituzionali che diano luogo a disparità di
trattamento in questi ambiti.
9. Liberare il dibattito pubblico dalla xenofobia e dal razzismo.
Sollecitiamo un maggiore impegno delle istituzioni comunitarie
finalizzato a rafforzare la prevenzione, il monitoraggio e il contrasto
di tutte le forme di stigmatizzazione e di istigazione alle
discriminazioni e al razzismo nei confronti dei migranti e delle
minoranze da parte di rappresentanti del mondo politico, istituzionale e
dell’informazione.
10. Tutela dei diritti dei minori.
Tutti i paesi dell’Unione Europea devono proteggere i diritti
dei minori stranieri sulla base di una parità di trattamento con i
cittadini dei paesi di residenza e di transito. I minori stranieri sono
inespellibili e in nessun caso può essere limitata la loro libertà
personale.
BLIZ DI FRANCESCO LO LOR NON E' PIÙ UN REGNO
Blitz di Francesco, lo Ior non è più un regno
Roma - Ernst von Freyberg, il banchiere tedesco di 56 anni nominato da Benedetto XVI alla
presidenza dello Ior in extremis, cioè pochi giorni prima che le sue
dimissioni diventassero effettive, ce l’ha fatta. L’istituto non
chiuderà i battenti, il processo di riforma che ha subito
un’accelerazione decisiva nel corso dell’ultimo anno – come sottolineano
in Vaticano – va avanti e anzi, specifica il comunicato diffuso dalla
Santa Sede «continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi
finanziari specializzati alla Chiesa Cattolica in tutto il mondo».
Il presidente scelto da Ratzinger e confermato da papa Francesco
dunque l’ha spuntata sugli scettici, compreso qualche cardinale, cui
rimaneva il dubbio che lo Ior non poteva essere realmente riformato. Una
chiusura completa dell’istituto non è mai stata veramente presa in
considerazione, ma von Freyberg ha potuto approfittare dell’impatto di
papa Francesco sul sistema curiale per avviare quella pulizia interna
allo Ior altrimenti assai difficile.
ORE DI PAURA PER CASALEGGIO RICOVERATO E OPERATO
Ore di paura per Casaleggio ricoverato e operato
Il leader 5Stelle al Policlinico di Milano. Intervento alla testa, ora è fuori pericolo
MILANO. - Gianroberto Casaleggio è
ricoverato da sabato scorso al Policlinico di Milano, dove è stato
sottoposto a un intervento chirurgico alla testa. La moglie Sabina Del
Monego ha chiesto il silenzio stampa; i medici e la direzione sanitaria
dello storico ospedale milanese hanno rispettato la sua decisione,
mantenendo il massimo riserbo.
Il consulente d'impresa e fondatore, insieme a Beppe Grillo, del Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi era stato a Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, ospite nella villa sul mare del comico genovese. Insieme a loro un gruppo di eletti del M5S, c'era da mettere a punto la strategia politica e di comunicazione in vista delle Europee. Ore a metà tra lavoro e svago, compresi due tiri al pallone sulla spiaggia. Ma tre giorni fa l'imprenditore piemontese ha avuto strani dolori alla testa, si sentiva "confuso" e così la moglie l'ha accompagnato per una visita all'Auxologico, uno dei più qualificati centri privati che fanno parte della rete sanitaria lombarda e lì, quando gli specialisti si sono resi conto che non si trattava di un malore passeggero, è stato trasferito alla struttura di via Francesco Sforza. Qui, nella giornata di sabato, è entrata in azione l'équipe dei neurochirurghi. Secondo indiscrezioni, l'operazione si è resa necessaria per far fronte a un edema che avrebbe potuto creargli serie conseguenze. Ma il tempestivo intervento dei chirurghi è servito a risolvere il problema.
Ora Casaleggio, che ad agosto compirà 60 anni e che da tutti è considerato l'ideologo del M5S, legato da un rapporto simbiotico con Grillo, sta meglio, è ricoverato in corsia e la sua presenza in ospedale è protetta dalla massima privacy. Anche tra i parlamentari del Movimento la notizia non è ancora circolata, se non nella ristrettissima cerchia di fedelissimi ormai di casa alla Casaleggio Associati. A richiedere la massima discrezione, in maniera ferrea, è stata la moglie, preoccupata di proteggere il marito dall'assalto di cronisti e telecamere. E proprio per evitare il clamore intorno al ricovero del creatore di quello che è oggi il secondo partito italiano, in corsia non c'è stato il classico pellegrinaggio di attivisti del M5S, amici e parenti, se non quelli della stretta cerchia familiare. Ma sua la presenza in ospedale non è passata inosservata, nonostante abbia una stanza appartata.
Casaleggio comunque si è ripreso bene e pare che nel giro di quattro giorni potrà lasciare il letto d'ospedale e tornare nella sua abitazione milanese in zona Fiera, dove dovrà rispettare un periodo di convalescenza. In programma per i prossimi giorni c'era un incontro con le piccole e medie imprese in Brianza, uno degli argomenti che più gli sta a cuore. Ma soprattutto l'ultima settimana era stata particolarmente stressante per lui: proprio sul blog di Grillo c'erano state le "primarie" riservate agli iscritti per eleggere i candidati al Parlamento europeo. Un surplus di lavoro (e stress) per tutto lo staff, Casaleggio in primis.
Il consulente d'impresa e fondatore, insieme a Beppe Grillo, del Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi era stato a Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, ospite nella villa sul mare del comico genovese. Insieme a loro un gruppo di eletti del M5S, c'era da mettere a punto la strategia politica e di comunicazione in vista delle Europee. Ore a metà tra lavoro e svago, compresi due tiri al pallone sulla spiaggia. Ma tre giorni fa l'imprenditore piemontese ha avuto strani dolori alla testa, si sentiva "confuso" e così la moglie l'ha accompagnato per una visita all'Auxologico, uno dei più qualificati centri privati che fanno parte della rete sanitaria lombarda e lì, quando gli specialisti si sono resi conto che non si trattava di un malore passeggero, è stato trasferito alla struttura di via Francesco Sforza. Qui, nella giornata di sabato, è entrata in azione l'équipe dei neurochirurghi. Secondo indiscrezioni, l'operazione si è resa necessaria per far fronte a un edema che avrebbe potuto creargli serie conseguenze. Ma il tempestivo intervento dei chirurghi è servito a risolvere il problema.
Ora Casaleggio, che ad agosto compirà 60 anni e che da tutti è considerato l'ideologo del M5S, legato da un rapporto simbiotico con Grillo, sta meglio, è ricoverato in corsia e la sua presenza in ospedale è protetta dalla massima privacy. Anche tra i parlamentari del Movimento la notizia non è ancora circolata, se non nella ristrettissima cerchia di fedelissimi ormai di casa alla Casaleggio Associati. A richiedere la massima discrezione, in maniera ferrea, è stata la moglie, preoccupata di proteggere il marito dall'assalto di cronisti e telecamere. E proprio per evitare il clamore intorno al ricovero del creatore di quello che è oggi il secondo partito italiano, in corsia non c'è stato il classico pellegrinaggio di attivisti del M5S, amici e parenti, se non quelli della stretta cerchia familiare. Ma sua la presenza in ospedale non è passata inosservata, nonostante abbia una stanza appartata.
Casaleggio comunque si è ripreso bene e pare che nel giro di quattro giorni potrà lasciare il letto d'ospedale e tornare nella sua abitazione milanese in zona Fiera, dove dovrà rispettare un periodo di convalescenza. In programma per i prossimi giorni c'era un incontro con le piccole e medie imprese in Brianza, uno degli argomenti che più gli sta a cuore. Ma soprattutto l'ultima settimana era stata particolarmente stressante per lui: proprio sul blog di Grillo c'erano state le "primarie" riservate agli iscritti per eleggere i candidati al Parlamento europeo. Un surplus di lavoro (e stress) per tutto lo staff, Casaleggio in primis.
ITALCUM BRUNETTA O RENZI LO APPROVAVA PRIMA DI PASQUA
Italicum, Brunetta: O Renzi lo approva prima di Pasqua, o dimostrerà di non avere i numeri”
Di Matteo de’ Paoli – Le dichiarazioni
del Ministro Maria Elena Boschi hanno creato un caso ad alta tensione
politica. Non ci sta Renato Brunetta, capo gruppo di Forza Italia alla
Camera, il quale dopo le veloci risposte di ieri, torna oggi
sull’argomento con più veemenza. “Non e’ possibile che una riforma
elettorale che era urgentissima, che il Capo dello Stato chiedeva tutti i
giorni in termini di realizzazione, che la Corte Costituzionale ha reso
indispensabile, avendo cassato il Porcellum, non e’ possibile che
questa riforma elettorale, una volta approvata dalla Camera tre
settimane fa, giaccia da tre settimane insabbiata al Senato”, dice
Renato Brunetta ai microfoni di Sky Tg24. “O Renzi la approva prima di
Pasqua, dando il segno di volere mantenere gli impegni, oppure Renzi
dimostrerà di non avere i numeri al Senato e non avendo i numeri al
Senato sarebbe un po’ ridicolo che millantasse Def, tagli all’Irpef,
riforma del Senato, tagli all’Irap e cosi’ via. Le sue si saranno
dimostrate balle, balle cosmiche – prosegue”, aggiuge.
“Il patto Renzi-Berlusconi dipende da
Renzi. Il presidente del Consiglio mantenga gli impegni sulla riforma
elettorale, mantenga gli impegni sui tempi della riforma elettorale e
per noi si potra’ andare avanti. Se Renzi non e’ in grado, perche’ non
ha i numeri al Senato, di approvare la riforma elettorale prima di
Pasqua il patto salta e Renzi ne dovra’ trarre le conseguenze su tutta
la sua presenza di governo. Se Renzi pensa di avere un rapporto leonino
con i suoi contraenti, come siamo noi, si sbaglia e di grosso. Non siamo
mica D’Alema noi”, conclude Brunetta.
Arriva anche il supporto di Giovanni
Toti, il consigliere politico di Silvio Berlusconi. ”Alla Boschi voglio
ricordare che senza Forza Italia la legge elettorale non sarebbe passata
alla Camera, dove c’erano i franchi tiratori del Pd. Senza di noi non
sarebbe passata nemmeno l’abolizione delle province, che tra parantesi
non sono state abolite”, dichiara Giovanni Toti a “Fatti e misfatti” su
Tgcom24. Gli fa eco anche la responsabile comunicazione di Forza Italia
Deborah Bergamini: “Rispetto al percorso delle riforme, su cui in questi
ultimi giorni dalle parti del governo e del Pd si stanno alzando i toni
ad arte, Forza Italia ha dimostrato, da subito, un atteggiamento
collaborativo con Renzi: ci siamo presentati compatti sull’Italicum,
determinati sull’ammodernamento del Paese, aperti al confronto
nell’esclusivo interesse del Paese”.
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