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giovedì 13 dicembre 2012

IL Ppe PEREME X MONTI

 Fonte ansa .it
 

Il Ppe preme per Monti, Berlusconi: si candidi

Merkel chiede al premier di scendere in campo. Olanda: i popolari appoggiano lui, non il Cav 

Il Ppe chiede a gran voce a Mario Monti di candidarsi premier alla guida del centrodestra italiano. "Noi abbiamo detto chiaramente a Monti che ci piacerebbe vedere la sua candidatura e abbiamo avuto un buon feeling". Lo riferisce Elmar Brok, influente eurodeputato della Cdu al termine del pre vertice dei popolari a Bruxelles.
Anche il presidente del Pdl Silvio Berlusconi ha invitato oggi il presidente del Consiglio, incontrato al vertice di Bruxelles, a candidarsi alle prossime elezioni. "Silvio Berlusconi ha ribadito che gli piacerebbe una candidatura di Monti, ma il premier non ha risposto". A raccontarlo è Elmar Brok.
La riunione dei leader popolari europei, è iniziata poco dopo le 14 con l'arrivo a sorpresa di Mario Monti nella sede dell'Academie Royale de Belgique. Monti è entrato pochi istanti dopo l'arrivo della cancelliera Angela Merkel. Berlusconi era arrivato poco prima delle 13. Monti ha partecipato su invito del presidente Wilfrid Martens. Da premier, Monti ha partecipato all'incontro del gruppo Ppe di Fiesole di settembre. Ma oggi era la prima volta che presenziava ad un pre-vertice dei popolari prima dei summit dei leader Ue.
FONTI, MERKEL HA CHIESTO A MONTI DI RICANDIDARSI - La cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe chiesto a Mario Monti di ricandidarsi, durante la riunione del Ppe: lo riferiscono diverse fonti all'ANSA.
PREMIER OLANDA: PPE APPOGGIA MONTI, NON BERLUSCONI - "E' chiaro che il Ppe supporta Mario Monti e non Silvio Berlusconi": lo ha detto il premier olandese Mark Rutte al termine del vertice. "I popolari europei apprezzano i risultati raggiunti dal premier Monti", ha aggiunto Rutte, ribadendo che nel summit si é parlato molto del caso Italia.
BERLUSCONI, IO SFIDUCIATO DA PPE? NO, COCCOLATISSIMO - "Sfiduciato? No, mi sono sentito coccolato, anzi coccolatissimo", ha assicurato Silvio Berlusconi parlando con i cronisti dopo il vertice dei popolari europei. "Aspetto di vedere cosa succede", ha risposto il Cavaliere a chi gli chiedeva se, anche alla luce della sua proposta Monti, si ricandiderà a Palazzo Chigi. "Wait and see...", ha poi aggiunto. Ha inoltre affermato di avere sondaggi in base ai quali se si presentasse "potrei prendere gli stessi voti del 2008". "Ho ricordato al Ppe di aver chiesto a Mario Monti di essere il riferimento per il Pdl nonostante questo crei qualche problema con la Lega", ha raccontato Berlusconi. "Spero Monti accetti la mia proposta, anche se per ora non l'ha fatto. Capiamo le difficoltà di chi si è posto sopra le parti a diventare parte, non avremmo rincrescimenti se dovesse non accettare", ma con i moderati uniti e la Lega guidati da Monti si vince. Il Ppe è preoccupato da un possibile ritorno della sinistra in Italia, ha affermato l'ex premier.
BERLUSCONI A FT: MONTI PUO' UNIRE MODERATI IN ITALIA - ''Se Monti non corre, se non possiamo mettere insieme tutti i partiti di centro-destra, il centro sinistra vincera'. Monti e' una personalita' che puo' unite tutti i moderati in Italia'': lo dichiara Silvio Berlusconi al Financial Times. - ''E' chiaro che il Ppe auspica che l'Italia non cada nelle mani della sinistra, come in Francia, dove tutti sono disperati e stanno scappando a causa delle tasse elevate''. Lo ha detto Silvio Berlusconi spiegando, in un'intervista al Financial Times, perche' alla riunione del Ppe a Bruxelles ''tutti noi abbiamo chiesto'' a Monti di restare.
MONTI, DA PPE GRANDE SOSTEGNO A GOVERNO ITALIANO - Dal Ppe "c'é grande sostegno al governo italiano", ha detto Mario Monti lasciando la sede del Ppe sottolineando che il sostegno è stato ribadito dal presidente Martens. "Sono venuto qui, su invito di Martens, per spiegare la situazione politica italiana: ho ricordato qual era la situazione quando ho iniziato, le cose fatte e le condizioni che hanno determinato la mia decisione" di lasciare. Lo ha raccontato Monti, e ricordando le parole di Alfano dopo le quali "é mancata la fiducia".
"Ho espresso la speranza e la convinzione che quale che sia il prossimo governo, questo si collocherà nel solco della partecipazione europea perché è anche nell'interesse nazionale", ha affermato il premier.
Poco prima, Monti non aveva risposto a una domanda su una sua eventuale candidatura nelle prossime elezioni. "Nessun commento. Non sarebbe questo il momento e il luogo", ha affermato in conferenza stampa con Barroso, precisando di essere ancora concentrato "per qualche breve tempo" nella "condotta spedita" di ciò che il governo deve "ancora compiere".

JUNCKER,GRANDE SOSTEGNO A MONTI A VERTICE PPE - "Non sono il portavoce di Berlusconi", così il premier lussemburghese e presidente di Eurogruppo ha risposto a chi gli chiedeva come l'ex premier avesse spiegato al vertice Ppe le sue posizioni. "Posso solo dire che c'é stato grande sostegno per Monti", ha aggiunto Juncker lasciando la riunione.
HOLLANDE, MONTI HA FATTO RIALZARE ITALIA - "Monti è l'uomo che ha consentito all'Italia di rialzarsi e di riprendere un ruolo chiave, e ha fatto sì che l'Italia sia rispettata": lo ha detto il presidente francese Francois Hollande entrando la summit Ue.
Lunga stretta di mano tra Monti e Hollande all'arrivo al summit Ue: il premier italiano è sceso dall'auto, si è diretto verso Hollande che aveva appena parlato di lui con la stampa, e gli ha stretto a lungo la mano. Il presidente francese gli ha poi detto: "Stavo proprio parlando di te..".
FMI, BENE MONTI, CONTINUARE SU SUA STRADA - Le misure decise dal premier Mario Monti sono "coraggiose" e vanno nelle giusta direzione e "dovrebbero essere attuate. L'Italia è sulla strada giusta e bisogna continuare su questa strada". Lo ha affermato il portavoce del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Gerry Rice.
BARROSO, HO DETTO BERLUSCONI IMPORTANZA ITALIA STABILE - "Ho parlato ieri con Silvio Berlusconi" e gli ho ribadito "molto francamente l'importanza di avere un'Italia stabile e che prosegua sulla strada delle riforme. Questo è cruciale per l'Italia e per l'Europa". Lo ha detto il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso.
"Abbiamo bisogno di un'Italia forte e stabile in Europa", ha aggiunto. Il presidente della Commissione europea ha lodato il premier italiamo Mario Monti per le riforme avviate e i risultati conseguiti finora per risolvere la crisi in Italia. Barroso ha parlato oggi a Bruxelles con accanto a sè lo stesso Monti.
MARTENS, MONTI CONTINUI, ESSENZIALE PER ITALIA E UE - "Monti deve continuare la sua azione, è essenziale per l'Italia e l'Europa" Lo ha dichiarato il presidente del Ppe, il belga Wilfred Martens, al termine del vertice, aggiungendo che è "di una importanza primordiale".
In seno al Partito Popolare europeo (Ppe) siamo "uniti contro il populismo e l'antieuropeismo". E' questa la posizione del partito, espressa dal suo presidente, l'ex premier belga Wilfried Martens, che ha risposto a una domanda sulla situazione politica in Italia al vertice del Ppe che precede di qualche ora il Consiglio Europeo.
SCHULZ, BERLUSCONI NON TORNERA', ITALIANI RICORDANO - "Berlusconi non tornerà perché gli italiani non hanno dimenticato che è lui che ha governato negli ultimi dieci anni": lo ha detto il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz, spiegando come le sue idee politiche siano "discutibili".
DAUL SMENTISCE BERLUSCONI, NON INFLUENZATO DA NESSUNO - "La mia posizione sulla situazione politica in Italia non è stata influenzata da nessuno e riflette quella del Ppe". Così Joseph Daul, capogruppo del Ppe al Parlamento Ue, ha voluto smentire Silvio Berlusconi che ieri ha parlato di un'influenza di Mario Mauro sulla 'scomunica' espressa martedì dallo stesso Daul. In una nota da Strasburgo, il francese ha ribadito che il Ppe è "con chi dice la verità ai cittadini sperando di ottenere voti con vane promesse populistiche".
FINI: BENE PPE SU MONTI E RICHIESTA ITALIA NO POPULISTA -  Gianfranco Fini ha telefonato al Presidente del Ppe, Martens, congratulandosi per la riunione di oggi che, nell'esprimere vivo apprezzamento per l'operato di Monti, ha ribadito la necessita' che il futuro Governo italiano continui con una politica autenticamente europeista, ostile ad ogni forma di demagogia e di populismo.
                                                                    

SPRECHI ENTI SORDI

fonte corriere della sera

Quella relazione mai vista sugli sprechi dell'Ente per i Sordi

La relazione della Corte dei conti che mancava dal 2006 esce dieci giorni dopo la richiesta dei deputati radicali.
In allegato la relazione della Corte dei conti inviata alla presidenza della Camera l'11 dicembre - Sabrina Giannini


Non c’è peggior sordo di chi non vuole vedere.
Ed è finita che mentre l’Ente nazionale sordi (Ens) sprofondava in un disavanzo economico di 12,5 milioni di euro i governi che dal 2006 avrebbero dovuto vigilare non l’hanno fatto continuando però ad elargire un contributo annuo di 516 mila euro.
Soltanto ieri, con sei anni di ritardo e a seguito della sollecitazione dei deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco, la Corte dei Conti ha inviato alla Presidenza della Camera la relazione degli esercizi dal 2006 al 2010 (e il 2011?) senza motivare le ragioni del proprio intervento tardivo che, se fosse stato redatto tempestivamente, avrebbe arginato l’emorragia.
Si legge che “l'Ente non ha redatto un bilancio consuntivo. Ha, invece, stilato una sorta di bilancio consolidato, non conforme alle disposizioni vigenti, fornendo a supporto una documentazione contabile incompleta e discordante, così da rendere impossibile l’interpretazione della reale situazione economica e patrimoniale”.
Vai a sapere come hanno usato i soldi e come hanno gestito le vendite delle proprietà ricevute in donazione. Scrive la Corte, “Non è stato possibile verificare le argomentazioni presentate dall’Ente a proposito della dismissione del cospicuo patrimonio immobiliare”.
Si è saputo che l’attuale dirigenza ha ipotizzato di affittare parte del prestigioso immobile della sede centrale dell'ente a due passi da San Pietro ad un hotel di lusso con annesso centro massaggi.
Chissà se potranno accedervi con uno sconto i tesserati.
Nell’aprile del 2011 Ida Collu, presidente dell’Ens in carica dal '95, viene accusata della gestione disastrosa e sostituita da Giuseppe Petrucci che, oltre a promettere un riordino, rende noto il disavanzo di 12,5 milioni di euro (sebbene avesse approvato fino ad allora i bilanci in quanto membro del direttivo).
Oggi cliccando sul sito internet dell’Ens alla voce “Progetti e campagne” compare la comunicazione cristallizzata a marzo del 2012 che la pagina è in allestimento. Così come non compare alcuna rendicontazione, quella che dovrebbe essere richiesta dal Ministro dell’Interno deputato alla vigilanza.
Però le spese non mancano.
Petrucci vive in una casa in affitto arredata a spese dell’ente e possiede una carta di credito per spese di rappresentanza con un tetto di cinquemila euro al mese (risultano acquisti di abiti e viaggi all’estero certamente non low budget).
Se la mission dell’Ente “è l'integrazione delle persone sorde nella società, la promozione della loro crescita, autonomia e piena realizzazione umana”, non c’è dubbio che quella dei presidenti è quella di trattarsi molto bene.
Un governo attento avrebbe messo l’ente nelle mani di una dirigenza estranea alle gestioni precedenti. Anzi, i governi dal 2006 ad oggi avrebbero dovuto fare molto di più.
Come fa notare Maria Antonietta Farina Coscioni “dopo l’accertamento di un disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi andava nominato un commissario e l’ente posto in liquidazione coatta amministrativa. Ma in questo caso non si sono accorti perché non hanno controllato. Questo governo come i precedenti”.
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri subentrata a Maroni sono i responsabili del mancato controllo e prima di loro l’ex ministro Giuliano Amato (2006-2008) che nel 2007, in via straordinaria, concesse all’Ente Nazionale per i sordi una contribuzione doppia rispetto all’ordinario assegno di 516 mila euro.
È lo stesso Giuliano Amato al quale Monti ha chiesto di redigere un dossier sui tagli alle risorse pubbliche?
Leggi la relazione della Corte dei conti inviata alla presidenza della Camera l'11 dicembre


                                                                    

mercoledì 12 dicembre 2012

IL RISVEGLIO SOCIALE






 L’allarme di Brzezinski sul risveglio sociale 



La presa di consapevolezza collettiva e i social network sono una minaccia per lo sviluppo dell’agenda globale… Durante un recente discorso in Polonia, l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski e massimo guru del “Nuovo Ordine Mondiale” e della necessità di “drogare i popoli con il tittainment” (succhiare latte dalle mammelle), una versione moderna della massima imperiale romana “ludi et circenses” per soffocare le istanze dei popoli -ha avvertito i colleghi elitisti che un movimento mondiale di “resistenza” al “controllo esterno” guidata da “attivismo populista” sta minacciando di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale.
Definendo l’idea che il 21 ° secolo è il secolo americano “una disillusione condivisa”, Brzezinski ha dichiarato che il dominio americano non è più possibile a causa dell’accelerazione del cambiamento sociale guidato da “comunicazioni di massa istantanee come la radio, la televisione e Internet”, che hanno stimolato un crescente “risveglio universale della coscienza politica di massa.”
L’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha aggiunto che questo “aumento in tutto il mondo dell’attivismo populista sta dimostrando ostile alla dominazione esterna del tipo che ha prevalso nell’età del colonialismo e dell’imperialismo.”
Brzezinski ha concluso che “la resistenza populista persistente e fortemente motivata di coscienza politica e dei popoli risvegliati e storicamente avversi al controllo esterno ha dimostrato di essere sempre più difficile da eliminare.”
Anche se Brzezinski ha commentato in tono neutro, il contesto in cui ha parlato, unitamente alle sue precedenti dichiarazioni, indicherebbe che questa non è una celebrazione della “resistenza populista”, ma una perplessità per l’impatto che questo sta avendo sul tipo di “controllo esterno” che Brzezinski ha sostenuto più volte.
Queste considerazioni sono state effettuate a un evento per il Forum europeo per le nuove idee (EFNI), un’organizzazione che sosterrebbe la trasformazione dell’Unione europea in un anti-democratico federale superstato, il tipo stesso di “controllo esterno” a cui messa in pericolo è stata sottolineata da Brzezinski durante il suo speech.
In questo ambito, bisogna comprendere che l’argomentazione di Brzezinski sulla “resistenza populista” di notevole ostacolo per l’imposizione di un nuovo ordine mondiale è da interpretare più come un avvertimento che come riconoscimento/celebrazione.
Tieni anche in considerazione ciò che Brzezinski ha scritto nel suo libro Between Two Ages: il ruolo dell’America nell’era tecno-digitale, in cui ha sostenuto il controllo delle popolazioni da parte di una classe politica tramite la manipolazione digitale.
“L’era digitale comporta la comparsa graduale di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da una élite, libera da valori tradizionali. Presto sarà possibile esercitare una sorveglianza quasi continua su tutti i cittadini e mantenere file completi ed aggiornati che contengono anche le informazioni più personali di ogni cittadino. Questi file potranno essere accessibili in realtime da parte delle autorità “, ha scritto Brzezinski.
“Nella società digitale la tendenza sembra essere verso l’aggregazione dei supporti individuali di milioni di cittadini non coordinati, facilmente alla portata di personalità magnetiche ed attraenti che sfruttano le più recenti tecniche di comunicazione per manipolare le emozioni e controllare le decisioni”, ha scritto nello stesso libro. La preoccupazione improvvisa di Brzezinski per l’impatto di una popolazione politicamente risvegliata globale non è figlia dell’idea che Brzezinski si identifichi con la stessa causa. Brzezinski è il fondatore della potente Commissione Trilaterale, un luminare del Council on Foreign Relations ed un partecipante regolare del Bilderberg. Una volta è stato descritto dal presidente Barack Obama come “uno dei nostri pensatori più importanti”. Questa non è affatto la prima volta che Brzezinski ha lamentato la crescita di una opposizione populista alla dominazione da parte di una piccola elite.
E’ stato nel corso di un meeting del CFR del 2010 che Brzezinski aveva avvertito i colleghi globalisti colleghi che un “risveglio politico globale”, in combinazione con lotte interne tra le élite, minacciava di far deragliare la transizione verso un governo mondiale.
Nota caprina: e noi, allora, ne avevamo parlato. Perchè quando Brzezinki parla, è sempre opportuno ascoltare con attenzione.

                                                                 

lunedì 10 dicembre 2012

LA CRISI FA PAURA





 Fonte ansa .it

 

La crisi di governo fa paura ai mercati Spread a 354, Milano crolla -3%

L'annuncio delle dimissioni di Monti scuote le Borse 

Italia sotto il fuoco dei mercati. I timori di una reazione negativa per via dell'incertezza politica, si sono materializzati all'apertura delle contrattazioni con lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi che ha aperto subito a 340 punti contro i 323 di venerdì e si è allargato progressivamente per toccare a metà giornata quota 362 punti per poi ripiegare a 354, col tasso sul decennale del Tesoro in calo al 4,81%. Il differenziale della Spagna si attesta a 432 punti base, mentre il rendimento dei Bonos è al 5,60%. Il ministro dell'economia di Madrid De Guindos ha spiegato come le incertezze a Roma "contagiano immediatamente" la Spagna.
A metà seduta Piazza Affari conferma lo scivolone e rimane nettamente la peggiore Borsa europea. L'indice Ftse Mib cede il 3,5%, affossato dalle banche: Mps e Intesa perdono il 7%, Unicredit il 6,4%. Sospesa Generali, molto male Fiat (-5%), limita le perdite Eni (-1,6%) ma è passata in negativo Mediaset (-2%) dopo una buona partenza su un buy di Deutsche Bank. Sempre in controtendenza Stmicroelectronics (+1,7%) con l'annuncio del nuovo piano industriale e l'addio alla jv con Ericsson.
L'impennata dello spread si è portato dietro anche Piazza Affari oramai diventata "un derivato" del differenziale sia perché questo esprime, seppure in maniera imperfetta, la sfiducia verso l'Italia e la sua economia sia per ragioni tecniche. La forte presenza dei titoli bancari sul listino (in caduta libera con punte del 6% per Intesa Sanpaolo e Unicredit) ha un effetto depressivo immediato sugli indici. Le banche sono doppiamente colpite da un alto spread: per il deprezzamento dei titoli di stato posseduti in forti quantità nel portafoglio e per gli alti costi che devono affrontare per raccogliere denaro rispetto alle rivali europee comprimendo così ulteriormente i margini. Un quadro che si riflette in una sempre maggiore stretta al credito a imprese e famiglie. A ottobre, secondo quanto segnala Banca d'Italia, i prestiti sono scesi dell'1% con una punta del -2,9% per i finanziamenti alle famiglie e, se lo spread non dovesse tornare a calare, il passivo potrebbe allargarsi con effetti depressivi per l'economia reale e il Pil.
 




    

Istat: rischio poverta' 1/4 italiani

Nel 2011 e' il 28,4% in pericolo, in crescita rispetto a 2010 

ROMA, 10 DIC - Oltre un quarto degli italiani e' a rischio poverta' o esclusione sociale. Lo afferma l'Istat nel rapporto 'Reddito e condizioni di vita', precisando che nel 2011 il 28,4% delle persone residenti e' a rischio poverta' o esclusione sociale, in crescita di 2,6 punti percentuali rispetto al 2010.


                                                          

                                                                        

MONTI HAA NON POTEVO


 Fonte Ansa .it




Monti: non potevo evitare le dimissioni. Barroso: Ue ha bisogno di Italia forte e stabile

Schulz: 'Berlusconi minaccia stabilita' Italia ed Ue'. La replica del Cav: 'Inaccettabile'  

"Sono convinto di aver fatto la cosa giusta e in ogni caso non potevo farne a meno, dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato naturalmente non per me ma per quel che vedo". E' la spiegazione delle ragioni delle sue dimissioni che il premier Mario Monti ha dato a chi lo ha chiamato per un saluto, come riferisce Repubblica in un resoconto firmato dal direttore, Ezio Mauro. Il premier sottolinea di non sapere proprio quale sarà il suo futuro al termine dell'esperienza del governo tecnico: "Se dovessi candidamente dire il mio sentimento oggi, direi che sono molto preoccupato. E non mi riferisco soltanto a quella parte politica da cui è venuto questo epilogo con le mie dimissioni. La mia preoccupazione è più generale".
Una decisione, quella di rassegnare le dimissioni dopo l'ok alla legge di stabilità, maturata "proprio durante il volo da Cannes a Roma", ricordando anche "cosa aveva rappresentato per l'Italia Cannes lo scorso anno, con quel G8 all'inizio di novembre in cui il nostro governo fu messo alle strette". La sua scelta, comunque, sottolinea il premier, "non ha avuto bisogno di un confronto politico. Non è vero che mi sono confrontato con gli onorevoli Bersani e Casini prima di andare al Quirinale. Non ne avevo il tempo e in qualche modo potrei dire che non ne ho avvertito la necessità. Nel senso che mi era ben chiaro cosa dovevo fare. Ecco perché non ne ho parlato nemmeno con esponenti del governo. Ho voluto confrontarmi solo con il Capo dello Stato. Poi a cose fatte ho chiamato Bersani e Casini. E dopo anche l'onorevole Alfano".
L'annuncio nel giorno di festa è arrivato per dare "a mercati chiusi, ventiquattro, trentasei ore di tempo per riassorbire un 'colpo', nella speranza naturalmente che il colpo non ci sia". E determinante non è stato tanto il timore di un 'Vietnam parlamentare' dopo la dichiarazione di Alfano, ("interpretata veramente come un attestato di sfiducia anche se non espressa in modo formale", non necessario perché "le cose sono chiare"). Il fatto "decisivo - spiega il premier - è un altro: io non sento più intorno a me una maggioranza che, sia pure con riserve e magari a malincuore, sia capace di sostenere con convinzione la linea politica e di programma su cui avevamo concordato". E "non potevo fare altrimenti. Non sarebbe stato giusto e nemmeno possibile".
UE SORPRESA DA FINE REPENTINA, CONTATTI REHN - L'Ue è stata colta di sorpresa dalla caduta del governo Monti. "Non ci aspettavamo una fine della legislatura così repentina", hanno detto fonti europee. "L'importante" è che venga approvata la legge di stabilità e, da quanto assicurato finora, "questo sarà fatto", hanno aggiunto riferendo di contatti tra Roma e Olli Rehn.
BARROSO: UE HA BISOGNO DI ITALIA FORTE E STABILE - "In Europa abbiamo bisogno di un'Italia forte e stabile": lo ha detto il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, in una intervista a Sky Tg24 parlando della situazione italiana a poche ore dalla consegna del Nobel per la Pace alla Ue ad Oslo.
MERKEL, SEMPRE LAVORATO BENE CON MONTI - Angela Merkel "ha sempre lavorato bene" con Mario Monti "e ha un rapporto di stima" con lui. Lo ha detto il portavoce della cancelliera Georg Streiter rispondendo a una domanda sulle dimissioni del premier. Ad una domanda su Silvio Berlusconi, Streiter ha precisato che il governo non commenta la politica interna degli altri Paesi.
BERLINO, CI ASPETTIAMO ROMA RISPETTI IMPEGNI - "Non ci aspettiamo alcuna destabilizzazione nell'eurozona. Ci aspettiamo che l'Italia andrà avanti nel rispetto dei suoi impegni europei". Lo ha detto la portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, rispondendo a Berlino ad una domanda sugli sviluppi della situazione italiana e i possibili contraccolpi sull'euro
TIMORI SPAGNA, CONTAGIO IMMEDIATO DA INCERTEZZA ITALIA - I dubbi sull'instabilità politica di paesi come l'Italia hanno "un contagio immediato" sulla Spagna. Così il ministro dell'Economia Luis de Guindos alla Radio Rne commenta l'annuncio di dimissioni di Monti. "Quando sorgono dubbi sulla stabilità di un paese vicino come l'Italia, a sua volta percepito come vulnerabile, ci contagiano subito"
TERZI: ITALIA CREDIBILE CON QUALSIASI ESECUTIVO - "Quale che sia l'esito dei risultati elettorali, qualsiasi governo italiano sarà un partner efficace e credibile" perché "negli ultimi mesi l'Italia ha rafforzato la sua credibilità finanziaria su tutti i mercati". Lo ha detto il ministro Giulio Terzi a margine di un convegno a Bruxelles.
                                      




    

Fine repentina governo Monti sorpende Ue

Importante per Bruxelles è ok a Legge stabilità 

BRUXELLES, 10 DIC - L'Ue è stata colta di sorpresa dalla caduta del governo Monti. "Non ci aspettavamo una fine della legislatura così repentina", hanno detto fonti europee.

"L'importante" è che venga approvata la Legge di stabilità e, da quanto assicurato finora, "questo sarà fatto", hanno aggiunto riferendo di contatti tra Roma e Olli Rehn.