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sabato 4 maggio 2013

SANITA' I DATI FAMIGLIE SEMPRE PIU POVERE

Sanità, i dati sulle esenzioni dai ticket per reddito parlano chiaro: famiglie sempre più povere 

Sono i dati rilevati dall’analisi dell Ministero della Salute sulle ricette di specialistica ambulatoriale a dimostrare delle verità importanti.
Il boom delle esenzioni registrate – parliamo di una media nazionale pari al 70% delle ricette – rendono note le condizioni gravi in cui si ritrovano le famiglie italiane.
Si tratta di cittadini sempre più poveri. Tra queste esenzioni infatti poco meno della metà, ovvero 67 milioni su 144 milioni, sono  legate al reddito.
Queste cifre evidenziano gli effetti discriminatori dei ticket elevati e delle liste interminabili di attesa, ma anche le minacce gravi che incombono su cure e prestazioni in termini se ci rfieriamo all'equità e all'adeguatezza.
E sull'evasione fiscale? Una parte dei pazienti esenti lo risultano per una parziale o totale evasione.
E’ doveroso dunque individuare strategie efficaci per combattere questo fenomeno, senza mai penalizzare i lavoratori dipendenti che devono pagano le tasse e garantire il diritto del cittadino a poter ricevere le tutele e le prestazioni adeguate da parte del Servizio Sanitario Nazionale.
"Come abbiamo sottolineato più volte - dichiara federconsumatori - ulteriori ticket e ulteriori tagli alla sanità risulterebbero insostenibili per le famiglie, soprattutto per quelle in maggiore difficoltà: investire in salute è un dovere a cui il nuovo Governo non può e non deve sottrarsi".

ITALIA Cgia: IL PAESE PIU TASSATO D'EUROPA

Italia, Cgia: "Il quarto paese più tassato d'Europa" 

L'Italia è il paese più tassato d'Europa. Un'analisi della Cgia di Mestre ha infatti elaborato i dati presentati dall'Eurostat.

Escludendo la Danimarca (47,4%), la Svezia (36,8%) e la Finlandia (30,5%), paesi da sempre notti per una pressione tributaria molto elevatta, ma anche con servizi pubblici e livelli di welfare decisamente stimabili e non riscontrabili in nessun altro Paese d'Europa, l'Italia si trova al quarto posto con una percentuale pari al 30,2%, ben 1,3 punti in più rispetto al 2011.
In Italia il peso delle tasse, delle imposte e dei tributi sul Pil risulta di 3,7 punti percentuali in più e anche superiore di 4,5 punti della media dei Paesi dell'area dell'Euro (25,7%).
"Con un livello di tassazione del genere - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - dovremmo ricevere una quantita' di servizi con livelli di qualita' non riscontrabili altrove. Invece, tolta qualche punta di eccellenza che registriamo in tutti i settori, la giustizia civile funziona poco e male, il deficit delle nostre infrastrutture materiali ed immateriali e' spaventoso, in molte regioni del Sud la sanita' e' al collasso, senza contare che la nostra Pubblica amministrazione presenta ancora livelli di inefficienza non giustificabili".
"Se in Italia - aggiunge Berolussi - le tasse continuano ad aumentare e negli ultimi due anni il debito pubblico sul Pil e' passato dal 120 a quasi il 130% e dall'inizio della crisi i disoccupati sono aumentati di circa un milione e mezzo, forse c'e' qualcosa che non va. Dobbiamo assolutamente invertire la rotta, alleggerendo il carico fiscale su cittadini ed imprese, condizione necessaria per far crescere la domanda interna e, molto probabilmente, anche l'occupazione".

SANITA' IL PERICOLO E' LA PRIVATIZZAZIONE DI FATTO

"Sanità, il pericolo è la privatizzazione di fatto. Ecco come...". Intervista a Eleonora Artesio 

Eleonora Artesio è consigliere regionale Federazione della Sinistra in Piemonte.
Cosa sta accadendo in Piemonte per quanto riguarda la privatizzazione della sanità?

La situazione piemontese ha delle caratteristiche originali. E’ l’unica regione del nord sottoposta ad un piano di rientro e quindi si trova in una situazione di controllo sulle azioni di rientro del piano sanitario a cui partecipano soggetti come il ministero della Sanità. A questo la Giunta ha associato l’assegnazione di alcune competenze ad una figura esterna al mondo dei servizi pubblici, cioè un manager della Fiat Iveco. L’operazione che questo assessore ha fatto è stata quella di nuova architettura istituzionale in cui compare un livello intermedio tra le aziende sanitarie e la Regione, ovvero la federazione sovrazonale.
Invenzione pura. Come è stata giustificata?
Questa operazione è stata giustificata con l’idea di dare la gestione, nelle aree no core, dai magazzini all’amministrazione tanto per intenderci, ad amministratori delegati nominati dalle aziende sanitarie che rispondessero direttamente all’assessore. Quindi, si pone da subito un problema di democrazia e di regole, perché i direttori rispondono direttamente alla Regione ma, dall’altro lato rispondono alle conferenze dei sindaci che intervengono sulla definizione delle priorità e valutano l’operato dei direttori generali. Queste nuove figure, ivnece, rispondono solo al proprio consiglio di amministrazione. Così si salta il controllo sociale. E la questione che ha preoccupato molto rispetto alle prospettive future era il fatto che in capo a queste federazioni ci fossero nuove modalità organizzative, dal project financing al partenariato con il privato puro che interviene nel campo dell’informatica, dei trasporti della gestione dei magazzini. In qualche modo è stata ipotizzata una sorta di ingresso di quella imprenditoria che del mondo sanitario non si è mai occupata, eppure sbandiera lo slogan del “privato è bello”. Un modello diverso dalla Lombardia, vorrei sottolineare, che invece ha un rapporto con un erogatore di cura privato. Questo tipo di privato che si sta affacciando all’interno del sistema piemontese è un privato a prescindere, che non ha la cura della sanità ma dei processi organizzativi, sui quali sottrae gestione e direzionalità. Tutto entra nel calcolo dei budget del consiglio di amministrazione.
Un modello complesso, però
Non è finita, perché a questo hanno associato il fondo immobiliare. Ad un certo punto è cominciata a crescere con la scusa della ricerca delle risorse aggiuntive a causa dei tagli la possibilità che un modo per risolvere la crisi di liquidità potesse essere il fondo immobiliare: 66% dal pubblico e il 33% dal privato. Il pubblico, le aziende sanitarie; e il privato, fondazioni bancarie e assicurazioni sanitarie. Il fondo immobiliare prende le garanzie dal patrimonio asl, che in questo modo avrebbero dovuto avere in cambio quote di partecipazione. Ovviamente poi le aziende stesse avrebbero dovuto pagare un canone di locazione per il le strutture. Il vantaggio accampato è che le asl avrebbero avuto risorse subito.
Una cosa molto simile sono le cartolarizzazioni.
Simile, sì, ma non è la tessa cosa. La cosa che però oltre ad avere questo aspetto inedito inquietava è che in capo al fondo immobiliare si sarebbero messe anche le funzioni legate alla gestione del patrimonio. Quindi di nuovo una operazione per cui ad occuparsi di ampliamento e cura degli edifici fino alle tecnologie non sarebbe stato il direttore generale ma un altro ente, del tutto opaco rispetto al rapporto con i cittadini. Tutta questa vicenda ha livelli di realizzazione diversi. Le federazioni sono nate un anno fa, e stanno ricevendo una resistenza passiva da parte del personale sanitario di tutti i livelli. Tanto che la resistenza passiva sta provocando dei costi aggiuntivi, e il ministero ha messo in mora il Piemonte chiedendo di giustificare quale profitto trae da una operazione del genere. Sul fondo immobiliare, la parola d’ordine della vendita degli ospedali ha suscitato immediatamente l’opinione contraria dei cittadini che ovviamente sono attaccati ai loro ospedali.
E questo ha bloccato il processo?
Non arriveranno a metterlo in campo, tanto è che la stessa Giunta sta tergiversando. L’assessore se ne è andato un mese fa sbattendo la porta contro la politica. L’accusa è di incapacità a governare i costi.
Vuol dire che la privatizzazione fa un passo indietro?
Non direi. In mezzo c’è quello che accade nel quotidiano sul piano della qualità dei servizi. E che riguarda una convinzione che ho, e basta vedere i dati. Cioè che con questa riduzione costante dei trasferimenti non saremo più in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza. Dentro questo quadro c’è una grande ipocrisia. Nella riforma del titolo quinto sono stati definiti sì i livelli e quindi gli obblighi di chi fornisce il servizio, ma quello che è saltato però è il rapporto tra le risorse trasferite e la garanzia del rispetto di questi livelli essenziali. A ogni riduzione si è sostenuto che sì le risorse erano minori e il trend concordato nel patto con la salute della crescita del 3-4% annuo si è interrotto ma non bisogna preoccuparsi perché si sta incidendo su sprechi e inefficienza. E’ ragionevole ragionare che nelle macro organizzazioni ci possono essere delle inefficienze ma a volte la dispersione è in qualche modo nello svolgimento del servizio stesso quando, per esempio, la popolazione stessa è distribuita su un’area ampia. o casi particolari come le malattie professionali particolari. Tutto questo quando parlano di sprechi può essere raccontato, come la vicenda della siringa. Il problema è che governare gli sprechi vuol dire guardarli da vicino. La realtà, alla fine, è che se lo fai a distanza di fatto usi il taglio lineare della spesa e l’unica cosa che ti succede è che gli sprechi non li riduci e così metti a rischio la qualità dei servizi.
Per esempio?
Hanno bloccato il turn overe con la perdita di 2.750 unità lavorative nel combinato disposto di tagli e piani di rientro. E la ricerca che fine fa? E le eccellenze? E questo è stato sbandierato come un risparmio di 25 milioni. Si sono prodotte le liste di attesa, non quelle classiche di diagnostica ma quelle del ricovero per anziani e non autosufficienti. Persone che da due anni hanno avuto la certificazione e che invece stanno pagando la loro assistenza e siamo a quota 30mila in lista di attesa.
Ecco, siamo al punto credo…
In questa vicenda qui mi son dovuta ricredere sui criteri di interpretazione del rapporto pubblico-privato. Dentro la spending review c’è anche una ricontrattazione dei contratti con la sanità privata. Il privato accreditato si è visto ridurre del 5% la remunerazione. Quindi, pensare che i tagli rappresentino il favore verso il privato non è l’interpretazione più giusta. Il problema è che è possibile che il privato raccolga una domanda che non è più soddisfatta nel pubblico, che non riesce più a garantire i livelli minimi. E questo lo vediamo abbastanza sui ticket. Quando il governo fece a giugno il mancato rimborso e quindi obbligò le Regioni ad aumentare i ticket quello che venne fuori è che il cittadino va con la sua prescrizione con la ricetta e si sente dire dal privato che se viene con il sistema convenzionato pagherà la tua quota parte ma se viene privatamente pagherà solo 10 euro in più. Questo movimento sposta verso la gestione privatistica, non c’è dubbio. Il privato sta recuperando gli spazi, che nella spending review sono stati tagliati, in una sorta di competizione nell’offerta con il pubblico e l’obiettivo è il cittadino che paga di tasca sua. Aumenterà tutta questa parte di popolazione che finché può paga. Magari si può anche cominciare a pensare che su questo modello si può innescare quello delle coperture assicurative. L’ingresso di un sistema assicurativo nella sanità perché ormai si dà per scontato che i lea non saranno più garantiti e quindi le persone che possono assumono su di sé l’onere, sta nei mumeri.

GOVERNO ALLA BIANCO FIORE LE DELEGHE SULLA P.A.

Governo, alla Biancofiore le deleghe sulla P.A.

Dopo le polemiche della comunità gay, niente Pari opportunità. Tutta "colpa" di una intervista 

Dopo le critiche di questi giorni, dietrofront di palazzo Chigi. Il presidente del consiglio, Enrico Letta, ha infatti comunicato che al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Michaela Biancofiore, non verranno assegnati compiti nell'ambito delle deleghe per le Pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, bensì compiti nell'ambito delle deleghe per la Pubblica amministrazione e la semplificazione.
Per Michaela Biancofiore è ''l'ultima chance'', perché è venuta meno alle ''regole di ingaggio'' fissate da Letta. E' quanto trapela da Palazzo Chigi dopo la secca nota con la quale sono state modificate le deleghe alla sottosegretaria. ''Tecnicamente'', si premette, non si tratta di ''revoca'' delle deleghe, perché in realtà non erano ancora state assegnate ufficialmente, ma in origine Biancofiore era destinata a coprire quelle per le "pari opportunità, sport e politiche giovanili" e non alla P.A..
Tutta colpa dell'intervista a La Repubblica - ''Non sono omofoba. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte''. Parlando a Repubblica, Messaggero e Corriere della Sera, Michaela Biancofiore si difende dalle accuse di omofobia. ''Nei miei confronti - dice - è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate''. ''I gay sono discriminati? Se e' per questo sono piu' discriminate le donne. Perche', invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perche' non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?'', dichiara Biancofiore. ''Odio le discriminazioni verso gli animali, figuriamoci verso le persone! Potrei anche prendere qualche collaboratore gay. E sono pronta a incontrare le associazioni'', prosegue Biancofiore. ''Al prossimo Gay Pride ''se mi invitano ci andro', ma non mi mettero' a ballare seminuda sui carri''. Sulle unioni omosessuali, ''alle nozze gay sono contraria, da cattolica, ma se il governo decidesse di vararle mi atterrei al mio governo'', aggiunge, mentre sulle unioni civili ''non ho preclusioni''.
 

Fonte TG.Com

MINACCIE A BOLDRINI LA PROCURA DI ROMA INDAGA

Minacce a Boldrini, la Procura di Roma indaga

La polizia postale ha già provveduto a far rimuovere foto e frasi incriminate: si cercano gli autori 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle minacce subite dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e sui fotomontaggi che la riguardano apparsi sul web. La polizia postale ha già provveduto a far rimuovere foto e frasi minacciose. Il pm Luca Palamara procede per minacce, diffamazione e violazione della privacy.
Le indagini disposte dalla Procura sulle minacce subite dalla Boldrini proseguono ora per risalire agli autori dei fotomontaggi e dei messaggi lasciati in Rete. Già da diversi giorni la presidente della Camera ha denunciato il fatto di essere perseguitata dalla pubblicazione su internet e social network di minacce a lei indirizzate tramite la pubblicazione di sue foto, accompagnate a testi scabrosi e violenti.
Vendola (Sel): "Solidarietà a una donna coraggiosa" - "Laura Boldrini è coraggiosa e denuncia l'umiliazione perenne delle donne sul web e nella vita quotidiana. Siamo con lei. Sotto gli occhi della politica si consuma una spirale di violenza senza fine. Anche oggi piangiamo delle vittime: la violenza alle donne è il pilastro dell'insicurezza in Italia". Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, in una serie di messaggi di Twitter esprime il sostegno al presidente della Camera e rilancia l'allarme sull'elenco senza fine dei fenomeni di femminicidio nel nostro Paese.
Speranza (Pd): "Fatto preoccupante, no tregua a violenza" - "Preoccupante racconto di Laura Boldrini: la violenza sulle donne non concede tregua. Noi non concederemo tregua alla violenza". Così il capogruppo del Pd, Roberto Speranza, commenta su Twitter le minacce subite dalla presidente della Camera.
Gasparri (Pdl): "Impedire violenza telematica" - "Laura Boldrini pone la questione degli abusi che si verificano sul web nella più totale impunità. Da tempo questa nuova forma di violenza doveva essere assolutamente contrastata. Invece si confonde la intangibile libertà di espressione con il diritto di linciare chiunque". Lo dice Maurizio Gasparri, vicepresidente di Palazzo Madama, che invita a "trovare norme e strumenti che impediscano la violenza telematica". 

Fonte TG.com