VOTA ANTONIO....... LA TRIPPA ....

mercoledì 12 dicembre 2012

IL RISVEGLIO SOCIALE






 L’allarme di Brzezinski sul risveglio sociale 



La presa di consapevolezza collettiva e i social network sono una minaccia per lo sviluppo dell’agenda globale… Durante un recente discorso in Polonia, l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski e massimo guru del “Nuovo Ordine Mondiale” e della necessità di “drogare i popoli con il tittainment” (succhiare latte dalle mammelle), una versione moderna della massima imperiale romana “ludi et circenses” per soffocare le istanze dei popoli -ha avvertito i colleghi elitisti che un movimento mondiale di “resistenza” al “controllo esterno” guidata da “attivismo populista” sta minacciando di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale.
Definendo l’idea che il 21 ° secolo è il secolo americano “una disillusione condivisa”, Brzezinski ha dichiarato che il dominio americano non è più possibile a causa dell’accelerazione del cambiamento sociale guidato da “comunicazioni di massa istantanee come la radio, la televisione e Internet”, che hanno stimolato un crescente “risveglio universale della coscienza politica di massa.”
L’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha aggiunto che questo “aumento in tutto il mondo dell’attivismo populista sta dimostrando ostile alla dominazione esterna del tipo che ha prevalso nell’età del colonialismo e dell’imperialismo.”
Brzezinski ha concluso che “la resistenza populista persistente e fortemente motivata di coscienza politica e dei popoli risvegliati e storicamente avversi al controllo esterno ha dimostrato di essere sempre più difficile da eliminare.”
Anche se Brzezinski ha commentato in tono neutro, il contesto in cui ha parlato, unitamente alle sue precedenti dichiarazioni, indicherebbe che questa non è una celebrazione della “resistenza populista”, ma una perplessità per l’impatto che questo sta avendo sul tipo di “controllo esterno” che Brzezinski ha sostenuto più volte.
Queste considerazioni sono state effettuate a un evento per il Forum europeo per le nuove idee (EFNI), un’organizzazione che sosterrebbe la trasformazione dell’Unione europea in un anti-democratico federale superstato, il tipo stesso di “controllo esterno” a cui messa in pericolo è stata sottolineata da Brzezinski durante il suo speech.
In questo ambito, bisogna comprendere che l’argomentazione di Brzezinski sulla “resistenza populista” di notevole ostacolo per l’imposizione di un nuovo ordine mondiale è da interpretare più come un avvertimento che come riconoscimento/celebrazione.
Tieni anche in considerazione ciò che Brzezinski ha scritto nel suo libro Between Two Ages: il ruolo dell’America nell’era tecno-digitale, in cui ha sostenuto il controllo delle popolazioni da parte di una classe politica tramite la manipolazione digitale.
“L’era digitale comporta la comparsa graduale di una società più controllata. Una tale società sarebbe dominata da una élite, libera da valori tradizionali. Presto sarà possibile esercitare una sorveglianza quasi continua su tutti i cittadini e mantenere file completi ed aggiornati che contengono anche le informazioni più personali di ogni cittadino. Questi file potranno essere accessibili in realtime da parte delle autorità “, ha scritto Brzezinski.
“Nella società digitale la tendenza sembra essere verso l’aggregazione dei supporti individuali di milioni di cittadini non coordinati, facilmente alla portata di personalità magnetiche ed attraenti che sfruttano le più recenti tecniche di comunicazione per manipolare le emozioni e controllare le decisioni”, ha scritto nello stesso libro. La preoccupazione improvvisa di Brzezinski per l’impatto di una popolazione politicamente risvegliata globale non è figlia dell’idea che Brzezinski si identifichi con la stessa causa. Brzezinski è il fondatore della potente Commissione Trilaterale, un luminare del Council on Foreign Relations ed un partecipante regolare del Bilderberg. Una volta è stato descritto dal presidente Barack Obama come “uno dei nostri pensatori più importanti”. Questa non è affatto la prima volta che Brzezinski ha lamentato la crescita di una opposizione populista alla dominazione da parte di una piccola elite.
E’ stato nel corso di un meeting del CFR del 2010 che Brzezinski aveva avvertito i colleghi globalisti colleghi che un “risveglio politico globale”, in combinazione con lotte interne tra le élite, minacciava di far deragliare la transizione verso un governo mondiale.
Nota caprina: e noi, allora, ne avevamo parlato. Perchè quando Brzezinki parla, è sempre opportuno ascoltare con attenzione.

                                                                 

lunedì 10 dicembre 2012

LA CRISI FA PAURA





 Fonte ansa .it

 

La crisi di governo fa paura ai mercati Spread a 354, Milano crolla -3%

L'annuncio delle dimissioni di Monti scuote le Borse 

Italia sotto il fuoco dei mercati. I timori di una reazione negativa per via dell'incertezza politica, si sono materializzati all'apertura delle contrattazioni con lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi che ha aperto subito a 340 punti contro i 323 di venerdì e si è allargato progressivamente per toccare a metà giornata quota 362 punti per poi ripiegare a 354, col tasso sul decennale del Tesoro in calo al 4,81%. Il differenziale della Spagna si attesta a 432 punti base, mentre il rendimento dei Bonos è al 5,60%. Il ministro dell'economia di Madrid De Guindos ha spiegato come le incertezze a Roma "contagiano immediatamente" la Spagna.
A metà seduta Piazza Affari conferma lo scivolone e rimane nettamente la peggiore Borsa europea. L'indice Ftse Mib cede il 3,5%, affossato dalle banche: Mps e Intesa perdono il 7%, Unicredit il 6,4%. Sospesa Generali, molto male Fiat (-5%), limita le perdite Eni (-1,6%) ma è passata in negativo Mediaset (-2%) dopo una buona partenza su un buy di Deutsche Bank. Sempre in controtendenza Stmicroelectronics (+1,7%) con l'annuncio del nuovo piano industriale e l'addio alla jv con Ericsson.
L'impennata dello spread si è portato dietro anche Piazza Affari oramai diventata "un derivato" del differenziale sia perché questo esprime, seppure in maniera imperfetta, la sfiducia verso l'Italia e la sua economia sia per ragioni tecniche. La forte presenza dei titoli bancari sul listino (in caduta libera con punte del 6% per Intesa Sanpaolo e Unicredit) ha un effetto depressivo immediato sugli indici. Le banche sono doppiamente colpite da un alto spread: per il deprezzamento dei titoli di stato posseduti in forti quantità nel portafoglio e per gli alti costi che devono affrontare per raccogliere denaro rispetto alle rivali europee comprimendo così ulteriormente i margini. Un quadro che si riflette in una sempre maggiore stretta al credito a imprese e famiglie. A ottobre, secondo quanto segnala Banca d'Italia, i prestiti sono scesi dell'1% con una punta del -2,9% per i finanziamenti alle famiglie e, se lo spread non dovesse tornare a calare, il passivo potrebbe allargarsi con effetti depressivi per l'economia reale e il Pil.
 




    

Istat: rischio poverta' 1/4 italiani

Nel 2011 e' il 28,4% in pericolo, in crescita rispetto a 2010 

ROMA, 10 DIC - Oltre un quarto degli italiani e' a rischio poverta' o esclusione sociale. Lo afferma l'Istat nel rapporto 'Reddito e condizioni di vita', precisando che nel 2011 il 28,4% delle persone residenti e' a rischio poverta' o esclusione sociale, in crescita di 2,6 punti percentuali rispetto al 2010.


                                                          

                                                                        

MONTI HAA NON POTEVO


 Fonte Ansa .it




Monti: non potevo evitare le dimissioni. Barroso: Ue ha bisogno di Italia forte e stabile

Schulz: 'Berlusconi minaccia stabilita' Italia ed Ue'. La replica del Cav: 'Inaccettabile'  

"Sono convinto di aver fatto la cosa giusta e in ogni caso non potevo farne a meno, dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato naturalmente non per me ma per quel che vedo". E' la spiegazione delle ragioni delle sue dimissioni che il premier Mario Monti ha dato a chi lo ha chiamato per un saluto, come riferisce Repubblica in un resoconto firmato dal direttore, Ezio Mauro. Il premier sottolinea di non sapere proprio quale sarà il suo futuro al termine dell'esperienza del governo tecnico: "Se dovessi candidamente dire il mio sentimento oggi, direi che sono molto preoccupato. E non mi riferisco soltanto a quella parte politica da cui è venuto questo epilogo con le mie dimissioni. La mia preoccupazione è più generale".
Una decisione, quella di rassegnare le dimissioni dopo l'ok alla legge di stabilità, maturata "proprio durante il volo da Cannes a Roma", ricordando anche "cosa aveva rappresentato per l'Italia Cannes lo scorso anno, con quel G8 all'inizio di novembre in cui il nostro governo fu messo alle strette". La sua scelta, comunque, sottolinea il premier, "non ha avuto bisogno di un confronto politico. Non è vero che mi sono confrontato con gli onorevoli Bersani e Casini prima di andare al Quirinale. Non ne avevo il tempo e in qualche modo potrei dire che non ne ho avvertito la necessità. Nel senso che mi era ben chiaro cosa dovevo fare. Ecco perché non ne ho parlato nemmeno con esponenti del governo. Ho voluto confrontarmi solo con il Capo dello Stato. Poi a cose fatte ho chiamato Bersani e Casini. E dopo anche l'onorevole Alfano".
L'annuncio nel giorno di festa è arrivato per dare "a mercati chiusi, ventiquattro, trentasei ore di tempo per riassorbire un 'colpo', nella speranza naturalmente che il colpo non ci sia". E determinante non è stato tanto il timore di un 'Vietnam parlamentare' dopo la dichiarazione di Alfano, ("interpretata veramente come un attestato di sfiducia anche se non espressa in modo formale", non necessario perché "le cose sono chiare"). Il fatto "decisivo - spiega il premier - è un altro: io non sento più intorno a me una maggioranza che, sia pure con riserve e magari a malincuore, sia capace di sostenere con convinzione la linea politica e di programma su cui avevamo concordato". E "non potevo fare altrimenti. Non sarebbe stato giusto e nemmeno possibile".
UE SORPRESA DA FINE REPENTINA, CONTATTI REHN - L'Ue è stata colta di sorpresa dalla caduta del governo Monti. "Non ci aspettavamo una fine della legislatura così repentina", hanno detto fonti europee. "L'importante" è che venga approvata la legge di stabilità e, da quanto assicurato finora, "questo sarà fatto", hanno aggiunto riferendo di contatti tra Roma e Olli Rehn.
BARROSO: UE HA BISOGNO DI ITALIA FORTE E STABILE - "In Europa abbiamo bisogno di un'Italia forte e stabile": lo ha detto il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, in una intervista a Sky Tg24 parlando della situazione italiana a poche ore dalla consegna del Nobel per la Pace alla Ue ad Oslo.
MERKEL, SEMPRE LAVORATO BENE CON MONTI - Angela Merkel "ha sempre lavorato bene" con Mario Monti "e ha un rapporto di stima" con lui. Lo ha detto il portavoce della cancelliera Georg Streiter rispondendo a una domanda sulle dimissioni del premier. Ad una domanda su Silvio Berlusconi, Streiter ha precisato che il governo non commenta la politica interna degli altri Paesi.
BERLINO, CI ASPETTIAMO ROMA RISPETTI IMPEGNI - "Non ci aspettiamo alcuna destabilizzazione nell'eurozona. Ci aspettiamo che l'Italia andrà avanti nel rispetto dei suoi impegni europei". Lo ha detto la portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, rispondendo a Berlino ad una domanda sugli sviluppi della situazione italiana e i possibili contraccolpi sull'euro
TIMORI SPAGNA, CONTAGIO IMMEDIATO DA INCERTEZZA ITALIA - I dubbi sull'instabilità politica di paesi come l'Italia hanno "un contagio immediato" sulla Spagna. Così il ministro dell'Economia Luis de Guindos alla Radio Rne commenta l'annuncio di dimissioni di Monti. "Quando sorgono dubbi sulla stabilità di un paese vicino come l'Italia, a sua volta percepito come vulnerabile, ci contagiano subito"
TERZI: ITALIA CREDIBILE CON QUALSIASI ESECUTIVO - "Quale che sia l'esito dei risultati elettorali, qualsiasi governo italiano sarà un partner efficace e credibile" perché "negli ultimi mesi l'Italia ha rafforzato la sua credibilità finanziaria su tutti i mercati". Lo ha detto il ministro Giulio Terzi a margine di un convegno a Bruxelles.
                                      




    

Fine repentina governo Monti sorpende Ue

Importante per Bruxelles è ok a Legge stabilità 

BRUXELLES, 10 DIC - L'Ue è stata colta di sorpresa dalla caduta del governo Monti. "Non ci aspettavamo una fine della legislatura così repentina", hanno detto fonti europee.

"L'importante" è che venga approvata la Legge di stabilità e, da quanto assicurato finora, "questo sarà fatto", hanno aggiunto riferendo di contatti tra Roma e Olli Rehn.


                                                                                            

sabato 8 dicembre 2012

I LECCHINI DI BERLUSCA





      

La lista completa: tutti i lacchè di Berlusconi! 

Imploranti come madonne addolorate sotto la Croce, commossi come ospiti di C’è posta per te, adoranti come neanche i dipendenti della megaditta fantozziana nei confronti del direttore galattico. Sono loro, i lacché del PdL, altrimenti detti parlamentari. Consultare le agenzie di stampa, ieri, era pericoloso: si rischiava di mandare in tilt il cervello. Ogni trenta secondi circa, ecco spuntare una dichiarazione di questo o di quel deputato, tra cui tanta gente mai sentita prima. Magari quelli che vanno alla Camera o al Senato per dormire sui banchi.
Tutti allegri, pronti come soldati nordcoreani a dare il bentornato al Kim Jong Il (sì, quello vecchio trapassato un anno fa, non il giovanotto panciuto che governa oggi). Dalla Gelmini in versione bimbominkia a inondare Twitter con i suoi ardori berlusconiani (“Grande Presidente!”) alla deputata-confettara Pelino che ringrazia il Cavaliere per essersi sacrificato ancora, “per dare un po’ di serenità agli italiani”. Fino a Souad Sbai, quella che per un attimo era andata con Fini ma che ora dice “senza Silvio non esiste centrodestra”. La morte nostra.
Una sfilza di infiltrati, ominidi pronti a tutto pur di ottenere un posticino in lista, una riconferma, un posto al Sole al cospetto del Re supremo, quello che è tirato da tutte le parti da masse adoranti che gli chiedono di tornare. La Biancofiore, come sempre, dà il meglio: “Fiat lux!”, ha detto. Non è dato sapere se abbia sbagliato una consonante, la prima della seconda parola. Meglio non indagare oltre.
Lo spettacolo è indecente, e bene ha fatto uno serio come Guido Crosetto ad alzarsi e ad andarsene ieri mattina a Omnibus. La vergogna per quanto sta accadendo è tanta, troppa. L’unico sempre con la solita faccia inespressiva è lui, Angelino Alfano. Ormai è una macchietta, fa gli annunci con tono degasperiano, serio, responsabile. Poi, quando il capo lo smentisce e lo sputtana in modo palese e poco carino, ecco che lui ricompare per rimangiarsi tutto. Sempre con quella finta serietà irritante di uno che non sa più dove sia la spina dorsale. Ammesso che ce l’abbia mai avuta.

*** Marianna Venturini ha stilato la lista completa, ecco tutti i nomi:
PDL: PALMIZIO, ORA BERLUSCONI UFFICIALIZZI SUA CANDIDATURA
PDL: BACCINI-GALATI, CENTRODESTRA UNITO INTORNO A BERLUSCONI
PDL: MUSSOLINI, BENE, RILANCIO CON BERLUSCONI IN CAMPO
PDL: LABOCCETTA, CON BERLUSCONI CI GIOCHIAMO PARTITA
PDL: CASTIELLO,CON BERLUSCONI NUOVA POSSIBILITA’ PER ITALIANI
PDL: BELCASTRO, RITORNO BERLUSCONI E’ NECESSARIO
PDL: BRAMBILLA, BERLUSCONI LEADER INCONTROVERTIBILE
PDL: SENATORI CAMPANI, NOSTRA PARTE VICINO A BERLUSCONI
PDL: SBAI, SENZA BERLUSCONI NON C’E’ CENTRO DESTRA
PDL: MALAN, BERLUSCONI E’ TORNATO ORA PUNTIAMO A VINCERE
PDL: MILANESE, AVANTI TUTTA CON BERLUSCONI
PDL: FOTI, AUSPICO RITORNO IN CAMPO DI BERLUSCONI
PDL: CARFAGNA, CON BERLUSCONI NOSTRO LAVORO PIU’ FACILE
PDL, CESARIO, BERLUSCONI RIPORTI CENTRODESTRA A GOVERNO
PDL: BONDI, TUTTO IL PARTITO CHIEDA A BERLUSCONI DI TORNARE
PDL: GELMINI, SERVONO CORAGGIO E LEADERSHIP BERLUSCONI
PDL: CAPEZZONE, BERLUSCONI UNICA CHANCE CONTRO SINISTRA
PDL: ROTONDI, GIUSTO CHE BERLUSCONI SI CANDIDI
PDL: PRESTIGIACOMO, BERLUSCONI DEVE RISCENDERE IN CAMPO
PDL: POLI BORTONE, BERLUSCONI CON CORAGGIO CHIEDE SCELTA
PDL: MAZZUCA,RITORNO BERLUSCONI MIGLIOR RISPOSTA CENTRODESTRA
PDL: D’ALESSANDRO, BERLUSCONI TORNI IN CAMPO
PDL: GALAN, BENTORNATO BERLUSCONI,CAMBIARE TUTTO NEL PARTITO
PDL: COSENTINO, SIAMO AL FIANCO DI BERLUSCONI
PDL:MATTEOLI, UNITA’ DI INTENTI, BERLUSCONI MAI ANDATO VIA
PDL: NITTO PALMA, BERLUSCONI LEADER CREA PROBLEMI FUORI PDL
PDL: LA LOGGIA,PARTITO SI COMPATTI SU BERLUSCONI PER VINCERE
PDL: LAURO E FAZZONE, TUTTI DI NUOVO INTORNO A BERLUSCONI
PDL: CALABRIA, BERLUSCONI SCENDA IN CAMPO PER IL BENE DEL PAESE
PDL: BIANCOFIORE: FIAT LUX, E FU LUCE
PDL: DE LILLO, BERLUSCONI UNICO LEADER PER UNIRE MODERATI
PDL: CUTRUFO, CONTRO BERLUSCONI I SOLITI GUFACCI
PDL: SANTANCHE’, CON BERLUSCONI PER DIFENDERE LIBERTA’
PDL: BONIVER, BERLUSCONI IN CAMPO? NON VEDIAMO L’ORA
PDL: DI CATERINA, CON BERLUSCONI PARTITO UNITO SULLA SCELTA
PDL: MOLES, BERLUSCONI UNICO A RIDARE SPERANZA E FUTURO
PDL: SCANDROGLIO, ASPETTIAMO SUO RITORNO IN CAMPO DI BERLUSCONI
PDL: PAGANO, SUA DISCESA IN CAMPO SCELTA GENEROSA
PDL: CONTE, E’ IL MOMENTO DELLA RESPONSABILITA’
PDL: BERGAMINI, IL RITORNO DEL CAVALIERE RICOMPONE UN ELETTORATO DISORIENTATO
PDL. SAVINO: DA PASSI INDIETRO BERLUSCONI SOLO EFFETTI NEGATIVI
PDL: BERLUSCONI: NICOLUCCI (PDL), PREMIER CREDIBILE PER IL POPOLO DEL CENTRO DESTRA
PDL: PELINO, BERLUSCONI PER RIDARE SERENITÀ E COMPETITIVITÀ
PDL: RAVETTO, BERLUSCONI INCARNA IL CENTRODESTRA ITALIANO, MODERNO E LIBERALE
PDL: CERONI, RITORNO IN CAMPO BERLUSCONI SUPERA CONFRONTO INTERNO
PDL: GIOACCHINO ALFANO, SINISTRA NERVOSA PER RITORNO EX PREMIER
PDL: CESARO, CON RITORNO BERLUSCONI PDL TROVERÀ FORZA E UNITA
PDL: RONZULLI, CON PRESIDENTE ATTACCANTE DA DOMANI PIU’ NESSUNA INCERTEZZA
PDL: DEGIROLAMO, BERLUSCONI HA IL DOVERE DI RIMETTERSI AL LAVORO PER IL PAESE
PDL: BRAMBILLA, È IL LEADER DEL CENTRODESTRA NATURALE SIA ALLA GUIDA
PDL: MAZZOCCHI, CON PRESIDENTE PER STABILITA’ POLITICA ED ECONOMICA
PDL: BOCCIARDO, BENE RITORNO BERLUSCONI
PDL: RIZZOLI, BERLUSCONI RIPRENDA REDINI CONVOGLIO CENTRODESTRA
PDL: PETRENGA, BENE RITORNO BERLUSCONI
PDL: GIRO, BERLUSCONI SI CANDIDI AL GOVERNO
PDL: COMI, BERLUSCONI E ALFANO CONSAPEVOLI RESPONSABILITA’
PDL: BERNINI, DIRIGENTI CHIEDANO RITORNO BERLUSCONI
PDL: 13 SENATORI, BERLUSCONI RIPRENDA GUIDA DEL CENTRODESTRA
PDL: REPETTI, ORA BERLUSCONI PROSEGUA SENZA PAUR

                                                                       

OCCUPAZIONE







OCCUPAZIONE

Lavoro, solo uno stagista su 10 viene assunto

Nel 2011, su 307 mila tirocinanti il 10,6% ha avuto un contratto.. 

Solo uno stagista su 10 riesce nell'impresa di conquistare un'assunzione. Nel 2011 su oltre 307 mila tra tirocini e stage attivati la quota di quelli diventati posti di lavoro si è fermata al 10,6%: era il 12,3% nel 2010.
È quanto emerge dal sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere, l'ente guidato da Ferruccio Dardanello, in collaborazione con il ministero del Lavoro.
Passando dalle percentuali alle persone: il numero di stagisti e tirocinanti assunti o in procinto di esserlo è stata pari a 32.500 unità, dalle oltre 38 mila dell'anno precedente.
VI RICORRE IL 14,2% DELLE AZIENDE. In tempi di crisi resta tuttavia un canale che offre qualche speranza ai giovani, inoltre le aziende che vi fanno ricorso sono il 14,2% del totale delle imprese e il 71,5% delle big, ovvero di quelle con 500 e più dipendenti.