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mercoledì 25 luglio 2012

MILANO TRUFFATO IL POPOLO ITALIANO

Milano, a processo il "sistema bancario". Il pm: "Truffato il popolo italiano" di Redazione 18/07/2012 

 Milano, a processo il "sistema bancario". Il pm: "Truffato il popolo italiano" di Redazione 18/07/2012 Fonte : www.today.it

Milano, a processo il "sistema bancario". Il pm: "Truffato il popolo italiano"

Il pm Robledo ha chiesto la condanna di quattro istituti di credito: Deutsche Bank, Ubs, Depfa e Jp Morgan. Al centro, la "truffa sui derivati" nei confronti del Comune. "Le banche hanno raggirato l'amministrazione e aggredito la comunità".

Pena pecuniaria di un milione e mezzo di euro e confisca di 72 milioni di euro come profitto proveniente da una truffa nei confronti del Comune di Milano. E' questa la richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo nei confronti di quattro istituti di credito: Deutsche Bank, Ubs, Depfa e Jp Morgan.

Durissime le parole del pm: "Le banche hanno raggirato il Comune di Milano". E ancora: l'operazione con i derivati effettuata dalle quattro banche estere ai danni del Comune di Milano "è stata un'aggressione alla comunità". Il rappresentante dell'accusa ha sostenuto che i funzionari imputati nel processo hanno agito sulla base di "direttive precise, puntuali, direi quotidiane" impartite dalle banche, il cui comportamento "è stato improntato a una opacità assoluta".

L'inchiesta - Il processo, giunto alla richieste di condanna da parte della Procura di Milano dopo circa 90 udienze, è iniziato nel maggio del 2010 ed è il frutto di un'indagine nata nel 2008 che ha avuto al centro uno "swap triennale" del 2005 tra il Comune di Milano e le quattro banche su un "bullet bond" da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035.

Secondo la procura, le banche hanno ottenuto da questa operazione un "profitto illecito" per circa 100 milioni di euro.

Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. E' uno dei più moderni strumenti di finanziamento delle imprese, ma ormai anche degli enti pubblici.

Si presenta come un contratto nominato (ma atipico in quanto privo di disciplina legislativa), a termine, consensuale, oneroso e aleatorio.

Il sistema dei derivati - Per esempio, un soggetto A può acquistare un'obbligazione a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce a un soggetto B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso. Questa struttura (chiamata IRS, cioè interest rate swap) può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni (con la strategia CPPI). Nell'accordo di swap vengono stabilite le date in cui i pagamenti verranno effettuati e il modo in cui saranno calcolati.

Richieste di condanna - Alfredo Robledo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna di quattro banche, e cioe' Gp Morgan, Deutsche Bank, la filiale londinese di Ubs e la filiale di Dublino di Depfa Bank ad una pena pecuniaria pari ad 1 mln e mezzo ciascuna oltre alla confisca di 72 mln come profitto dei reati contestati. Per le 4 banche, inoltre, l'accusa ha chiesto l'interdizione per un anno a contrarre con la pubblica amministrazione.

Nove condanne e quattro assoluzioni sono state invece chieste per le tredici persone fisiche imputate.

L'assoluzione con la vecchia formula dell'insufficienza delle prove è stata sollecitata per Giorgio Porta, ex city manager di Palazzo Marino; Mario Mauri, ex consulente del Comune; Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini, entrambi all'epoca dei fatti funzionari di Jp Morgan.

Condanna a 12 mesi e mille euro di multa è stata chiesta per Antonio Creanza (Jp Morgan), Marco Santarcangelo (Depfa) e William Marrone (Depfa).  Undici mesi e novecento euro di multa sono stati sollecitati per Carlo Arosio e Tommaso Zibordi (entrambi Deutsche Bank), mentre dieci mesi e 800 euro sono stati chiesti per due ex funzionari di Ubs, Gaetano Bassolino e Matteo Stassano. Infine, otto mesi e settecento euro di multa per Fulvio Molvetti (Jp Morgan) e sei mesi e seicento euro per Alessandro Foti (Ubs).

La requisitoria - ''In questo Paese ci si affida solo alle banche'' per le operazioni degli enti pubblici legate ai derivati e ''questa è una situazione anomala dell'Italia'' . Lo ha detto in aula il procuratore aggiunto Alfredo Robledo durante la sua requisitoria al processo per la truffa sui derivati al Comune di Milano. Robledo ha osservato che in tutta Italia ci sono oltre 500 operazioni aperte di questo genere ma ''sfido a trovare un solo ente che abbia nominato un consulente esterno. Nessuno lo ha fatto ha aggiunto - perchè in questo paese ci si affida alle banche''. Inoltre il Procuratore ha voluto sottolineare come il ''valore della trasparenza è fondamentale in questo tipo di operazioni'. Trasparenza che deve diventare un ''valore giuridico''.

Le difese - JpMorgan accoglie "con rispetto le richieste del pubblico ministero nei confronti della banca e dei suoi esponenti, tanto quelle di assoluzione di Francesco Rossi Ferrini e Simone Rondelli, quanto quelle di condanna". Così in una nota il gruppo bancario Usa commenta le richieste della procura di Milano nel processo per truffa ai danni di Palazzo Marino, relativo al caso derivati, che vede imputato l'istituto per legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il gruppo si dice convinto, inoltre, "che tutti i nostri dipendenti e la banca abbiano agito con professionalita' e in maniera del tutto appropriata nel contesto delle operazioni con il Comune di Milano, e confidiamo in un sereno giudizio da parte della Corte".

Per la banca svizzera Ubs "i fatti presentati al processo dimostrano l'assenza di collusione tra le banche e il Comune di Milano, nessuna frode da parte di alcun individuo impiegato presso Ubs e nessun danno per il Comune di Milano".

Lannutti (Idv): "Accusa chiara alle banche" - ''Quello della procura di Milano è un atto di accusa chiaro e durissimo nei confronti del sistema bancario per l'abuso criminale che ha fatto dei derivati, vere e proprie armi di distruzione di massa delle democrazie e della sovranità popolare. Siamo accanto ai magistrati perchè siano accertate tutte le responsabilità di una vicenda gravissima''. Lo afferma il senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze, che sui contratti sui derivati stipulati da diversi enti locali ha presentato più di un'interrogazione.

''Sta emergendo in tutta la sua evidenza - aggiunge - la gigantesca truffa perpetrata da alcune banche a danno di quasi 500 enti locali, tra cui il Comune di Milano, nel silenzio e nell'immobilismo, quando non nella complicità, di chi avrebbe dovuto vigilare. Come ha sottolineato nella sua requisitoria il procuratore Robledo, da parte delle banche c'è stata un'aggressione alla comunità, ossia ai cittadini, che alla fine sono chiamati a pagare il conto dell'inganno delle banche e della sconsideratezza dei loro amministratori. Ora è fondamentale che i colpevoli paghino - conclude Lannutti - ma è necessario anche che il governo intervenga con opportune contromisure per impedire che questa vergogna si possa ripetere in futuro''.

domenica 15 luglio 2012

INCHIESTA ESM LANNUTTI IDV DENUNCI




Lannutti lasci IDV e denunci la complicità del suo partito, oppure mente. Attenti alle trappole: chiedete spiegazioni.  


Con grande sorpresa, visto il silenzio indecente di tutti questi mesi sulla questione ESM/MES, un parlamentare di Italia dei Valori si accorge che si tratta di uno strumento che “garantirà dorate poltrone a tecnocrati, burocrati e ottimati che, come novelli principi di Valacchia, continueranno a succhiare il sangue ai popoli europei già dissanguati…”.
E se ne è accorto solo ora, mentre anche il cittadino attivo meno esperto, capendo la gravità della situazione, ha appoggiato una protesta che va avanti da diversi mesi? Beh, anche se fosse in buona fede, non è sicuramente all’altezza della situazione, sollevare in aula un problema gigantesco per la sopravvivenza dello Stato democratico quando è ormai praticamente ovvio che Monti incassi la ratifica puzza di furbata, un modo per “ripulirsi la faccia” dopo mesi di complicità. Non pare essere un atteggiamento nuovo in questo partito, visto che alcuni suoi parlamentari sono stati fra i promotori del DDL sull’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione salvo poi, all’ultimo momento, tirarsi indietro quando non c’era più nulla fare.

Sono uscita da Italia dei Valori proprio perché con il loro silenzio hanno dichiarato di volere appoggiare questo trattato tenendo i cittadini all’oscuro di tutto.

Colpevoli imperdonabili di questa complicità sono proprio i suoi colleghi/amici del partito per cui ho preparato una mozione sull’argomento chiedendo di intervenire con una importante battaglia politica. Lannutti era chiaramente in mezzo a loro.

Per fortuna decine e decine di migliaia di italiani sanno cosa è accaduto, anche all’interno dello stesso partito in cui, tranne qualche caso isolato, restano anch’essi a guardare senza esprimersi nonostante qui ci sia in gioco anche il futuro dei loro figli, che pagheranno con “lacrime e sangue” queste scelte.

Insomma, la storia dell’atteggiamento di questo partito rispetto al “governo delle banche” la conosciamo bene, ed infatti si sono astenuti durante le votazioni in Senato, ridicoli.

Adesso invito tutti a porre all’on. Lannutti le seguenti domande:
  • On. Lannutti con grande stupore apprendiamo la sua opposizione dell’ultimo momento sul trattato ESM che lei stesso ha definito come uno strumento che garantirà dorate poltrone a tecnocrati, burocrati e ottimati che, come novelli principi di Valacchia, continueranno a succhiare il sangue ai popoli europei già dissanguati. Poiché è ovvio che i suoi colleghi parlamentari si sono rilevati complici di questo sistema, prima tenendo all’oscuro i cittadini quando la società civile chiedeva battaglia politica e poi con una astensione imbarazzante al voto in Senato, perché non denuncia pubblicamente la loro posizione abbandonando questo partito?
  • Ci spiega, visto anche che vi manteniamo con stipendi d’oro per fare i nostri interessi, come è stata affrontata la questione all’interno del partito e perché è stata ignorata la denuncia della dott.ssa Lidia Undiemi contro l’ESM quando ancora si poteva fare qualcosa per evitare il voto favorevole?
  • E’ per ignoranza che lei si è dimostrato favorevole a questo “fondo salva-stati” nelle mozioni di fine gennaio in favore di Mario Monti? (Già solo per questo, viste le sue ultime considerazioni sull’ESM, dovrebbe dimettersi anche da parlamentare)
  • Lei propone di istituire un Tribunale Internazionale per crimini economici contro l’umanità e processare i banchieri. Non sarebbe meglio iniziare con l’istituzione di un tribunale italiano per i crimini economici contro l’umanità da parte dei partiti politici italiani che fanno scelte politiche in favore delle banche che lei vorrebbe incriminare?

Ricordiamo all’on. Lannutti che se i poteri finanziari potranno adesso aumentare vertiginosamente l’esercizio dei propri poteri nel territorio nazionale è soprattutto grazie al silenzio e al consenso dei parlamentari italiani circa la ratifica di due trattati, ESM e fiscal Compact, che possono entrare in vigore in Italia soltanto con l’approvazione del Parlamento.

Ecco la mail di Lannutti: lannutti_e@posta.senato.it a cui inviare le domande.

lunedì 9 luglio 2012

LA GRANDE TRUFFA DA ITALIA DEI DOLORI


La Grande Truffa – Ponzi Austerity: che cosa significa?  

Molte persone si chiedono cosa sia la Ponzi Austerity. Spiego brevemente.
Ponzi Austerity dev’essere in simbiosi con:
(a) una riduzione su larga scala dei servizi pubblici ed una stretta di cinghia al contribuente (per tener le redini delle finanze pubbliche);
(b) un nuovo meccanismo per il rifinanziamento del debito di un ramo della macroeconomia (comprese le perdite bancarie) con la creazione di nuovi debiti insostenibili in alcuni altri rami.
In breve, Ponzi Austerity aumenta il debito aggregato intenzionalmente spostandolo sulla macroeconomia, nella speranza che l’occhio del pubblico venga distratto da tutto questo movimento. [CHOMSKY strategie della manipolazione] – Basta dare un’occhiata furtiva a ciò che sta accadendo oggi qui in Europa, al fine di trarre la conclusione inevitabile che l’austerità praticata nella zona euro è forse il caso più lampante possibile della Ponzi Austerity.
Il potere si prenderà il suo tempo a scapito della solvibilità ed – infine - ci saranno quelli che riusciranno a riprendersi i loro soldi fuori dal “sistema” prima del crollo inevitabile, lasciando così il contribuente sfortunato a raccogliersi i cocci quando tutta questa faccenda finirà con le gambe all’aria.

Così, una volta compresi questi semplici punti, si nota che:
1. dato che i salvataggi vengono realizzati con i soldi dei contribuenti, allora abbiamo il diritto di sapere esattamente cosa stia succedendo e di come i soldi di questi salvataggi vengano spesi.
2. dato che le nostre economie sono inestricabilmente interdipendenti ed i salvataggi le stanno rendendo ancor più intrecciate, i cittadini provenienti da qualsiasi paese europeo hanno il diritto di conoscere in modo totalmente trasparente tutti i flussi di denaro di tali salvataggi in tutta Europa, SENZA esserne limitati dai nonconfini
In quanto cittadina europea, voglio ed ho il diritto di sapere se il tedesco o greco o qualsiasi altro governo facente parte dell’UE, sono collusi con questo o quel interesse privato, essendo delle banche o qualsiasi altra cosa. E se sono queste ultime a distorcere i processi decisionali in modo tale da aumentarne il rischio complessivo del fallimento della zona euro.
Ho il diritto di sapere perché questo sta andando ad incidere su me: a prescindere se posso votare alle elezioni per quei governi o no. Purtroppo, l’opinione pubblica europea è ancora frammentata a causa della stessa frammentazione dei media europei.
Ma vorrei fare un appello a qualsiasi giornalista europeo che sta leggendo questo articolo: se si pensa che l’opinione pubblica europea abbia il diritto di sapere e se si dispone dei mezzi per contribuire a renderlo possibile, beh… li usino! Qui in Italia abbiamo già troppa schifosa e scandalosa CENSURA.
Scandalo Madoff e schema Ponzi


                                                                               
                             
                                                      Bernie Madoff e lo schema Ponzi   


                                                                        
                                                                           

I NOSTRI FIGLI E QUELLI DEI MINISTRI


I figli dei ministri? Tutti geni (con posto fisso e vicino a mammà) – Nomi, foto, storie  


Sarà forse una questione genetica ma i figli di questi ministri incartapecoriti, che da una settimana somministrano al Paese dosi mai viste di delirio senile, sono tutti ma proprio tutti dei grandi fenomeni della natura, una sfida alle leggi della statistica. Oh nemmeno uno “sfigato” ma tutti autentici geni con uno o più posti fissi e con compensi che i comuni mortali possono solo sognare. O forse no. Forse sono solo i figli di una classe dirigente che predica bene e razzola malissimo. Forse sono soltanto la punta dell’iceberg di un sistema malato, fondato sul nepotismo e sulla clientela e ostile al merito. E tuttavia, le sparate di Monti, Fornero e Cancellieri, ci offrono una grande opportunità, ossia quella di aprire nel Paese una grande discussione sul tema della mobilità sociale. Dobbiamo interrogarci su come sia possibile offrire a tutti (al figlio di Monti come a quello dell’operaio) le stesse condizioni di partenza e le stesse opportunità così come recita l’articolo 3 della Costituzione che qui ricordiamo: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Ecco a voi i ritratti di questi fenomeni della natura e, come si suol dire, Una coincidenza è una coincidenza due coincidenze sono un indizio tre coincidenze sono una prova:
GIOVANNI MONTI (figlio di Mario)
39 anni. A poco più di 20 anni è già associato per gli investimenti bancari per la Goldman Sachs, la più potente banca d’affari americana, la stessa in cui il padre Mario ricopre il ruolo apicale di  International Advisor. A 25 anni è già consulente di direzione da Bain & company, dove rimane fino al 2001.  Dal 2004 al 2009, vale a dire fino al suo approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citigroup e poi a Morgan & Stanley: a Citigroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti  per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan  si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York.
SILVIA DEAGLIO (figlia di Elsa Fornero)
37 anni. A soli 24 anni, mentre già svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, il prestigioso college di Boston. La figlia del ministro inizia ad insegnare medicina a soli 30 anni. Diventa associata all’università di Torino a 37 anni con sei anni di anticipo rispetto alla media di accesso in questo ruolo. Il concorso lo vince a Chieti, nel 2010, nella facoltà di Psicologia, prima di essere chiamata a Torino, l’università dove insegnano mamma e papà, nell’ottobre 2011. alla professoressa Deaglio ha certamente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo unità di ricerca all’Hugef, ottenuto nel settembre 2010 quando era ancora al gradino più basso della carriera accademica, e a ridosso dell’ultima riunione della commissione di esame che l’ha nominata docente di seconda fascia. Come detto, l’Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all’epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero.
PIERGIORGIO PELUSO (figlio di Annamaria Cancellieri)
Appena laureato viene catapultato subito all’Arthur Andersen. Un fenomeno della natura. Da lì balza a Mediobanca. Passa poi per diversi enti e dirigenze bancarie tra cui Aeroporti di Roma (consigliere d’amministrazione), Gemina (consigliere) Capitalia, Credit Suisse First Boston e Unicredit per finire, poco tempo fa, alla Fondiaria Sai dove ricopre il ruolo di direttore generale con compenso da 500mila euro all’anno.
MICHEL MARTONE (figlio di Antonio)
Figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, amico di Previti e Dell’Utri e Brunetta, già  nominato da Brunetta presidente dell’authority degli scioperi, ruolo da cui si è dimesso dopo essere stato coinvolto come testimone nell’inchiesta P3. Il superaccomandato Michel Martone ha una carriera universitaria molto rapida: a 23 anni ha un dottorato all’università di Modena. A 26 anni diventa ricercatore di ruolo all’università di Teramo. A 27 anni diventa professore associato. Al concorso, tenutosi tra gennaio e luglio 2003, giunse al secondo posto su due candidati, in seguito al ritiro di altri 6. Presentò due monografie, una delle quali in edizione provvisoria (ossia non ammissibile); ottenne 4 voti positivi su 5, con il parere negativo di Franco Liso, contro i cinque voti positivi ricevuti dall’altra candidata, 52enne con due lauree e 40 pubblicazioni. Tuttavia fu Martone ad ottenere il posto da ordinario. A 37 anni diventa viceministro del governo Monti. 

I ragazzi studiano troppo poco? No, la colpa è tutta degli insegnanti 

CHE BASTARDI !!! TUTTA L' ITALIA SI LAMENTA FIGLI CHE HANNO STUDIATO ONEROSAMENTE CON DEVOZIONE INAUDITA PER RAGGIUNGERE UN PERSONALE SUCCESSO AMMESSI AL' ESAME CON LA MEDIA DEL 8 ALCUNI BOCCIATI E ALCUNI GLI HANNO DATO IL 60  ( POLITICO) IL MIGLIORE USCITO CON 71 CHE VERGOGNA PORCI COMMI-SIONISTI  CORROTTI !!! LO FARESTE CON VOSTRO FIGLIO ????  MAIALI 
DA MARINAIO @diversamenteabi   SU TWITTER

Ho letto una dichiarazione della Fornero che dice che i ragazzi di oggi studiano troppo poco, ma non diciamo stupidaggini.
Poniamoci invece serie domande sul fallimentare corpo insegnati.
Ho riscontrato purtroppo in molti di loro una vera mancanza “umana”, questi professori sono consapevoli di
quanti disastri riescono a fare su questi ragazzi? Ritengo inaccettabile che vengano umiliati psicologicamente in classe.
Nel caso specifico, esistono e non sono poche, situazioni di massimo disagio per quegli alunni che più di altri sono meno veloci ad apprendere quando il loro insegnante spiega. Esistono docenti bravissimi nella loro materia ma non adatti all’insegnamento dove alunni più bravi seguono, i meno pronti, sommandosi queste problematiche, faticano e “soccombono”.
Mi è capitato, proprio quest’anno di incorrere in un’insegnante di un liceo scientifico di Milano (per ora non faccio nomi), che già a novembre ha deciso che mia figlia non avrebbe superato l’anno, condizionandole tutto il percorso scolastico.
Secondo me il compito dell’insegnate è anche quello di capire ,con l’aiuto, ovviamente, dei genitori e degli psicologi, per comprendere la sua timidezza i suoi punti lacunosi e soprattutto non sanno coinvolgerlo per far si che la materia non sia arida ma fonte di sapere.
Perché allora non si prendono seriamente in considerazione valutazioni proprio sugli insegnanti? Perché l’insegnante deve avere sempre ragione e noi genitori dobbiamo stare zitti perché abbiamo paura per i nostri figli?
I nostri ragazzi sono la cosa più preziosa che abbiamo sono il nostro futuro ma dobbiamo tutti insieme aiutarli a crescere e maturare in modo corretto e onesto.
Vorrei concludere con l’etimologia della parola INSEGNARE (cfr. Vocabolario Zingarelli) :” Esporre e spiegare in modo progressivo un’arte, un mestiere”………… ma se non lo sanno fare neanche loro………

domenica 8 luglio 2012

G8 SENZA DIGNITÀ

G8, De Gennaro si limita a scuse formali. Agnoletto: "E' inaccettabile che resti al governo nel silenzio colpevole di tutto il parlamento"





''Per quanto mi riguarda ho sempre ispirato la mia condotta e le mie decisioni ai principi della Costituzione e dello Stato di diritto e continuerò a farlo con la stessa convinzione nell'assolvimento delle responsabilità che mi sono state affidate in questa fase''. A dichiararlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro, in merito alla sentenza sui fatti al G8 di Genova. "Resta comunque nel mio animo un profondo dolore - aggiunge - per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze ed un sentimento di affetto e di umana solidarieta' per quei funzionari di cui personalmente conosco il valore professionale e che tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalita' organizzata'', conclude De Gennaro.
"Le parole di De Gennaro però non sono certo quelle che si aspettano da un uomo che ha giurato di servire le istituzioni e che oggi rappresenta il governo. Sono parole simili a quelle di un capobanda che, dopo aver subito una sconfitta, resta consapevole dell'enorme potere di cui ancora dispone''. A dichiararlo è Vittorio Agnoletto portavoce del GSF al G8 di Genova commentando la dichiarazione del sottosegretario De Gennaro. ''Nelle parole dell'ex capo della polizia - aggiunge - non c'è nemmeno l'ombra delle scuse che, se pur solo formalmente, ha chiesto il suo successore Manganelli''.
''De Gennaro, con arroganza rivendica ogni cosa e - prosegue - sfottendo i giudici osa addirittura affermare, che tutto si è svolto secondo la Costituzione, lui che a Genova nel 2001 era il capo della polizia e quindi il responsabile della gestione dell'ordine pubblico''.
''Nemmeno una critica -rileva Agnoletto - verso i dirigenti di polizia condannati per reati estremamente gravi, ai quali va anzi la sua solidarietà. La stessa solidarietà in nome della quale per undici anni i vertici della polizia hanno cercato di impedire l'azione dei pubblici ministeri e di bloccare i processi. Per tutti gli altri resta solo un generico dolore; nemmeno un accenno alle vittime della violenza provocata dai suoi sottoposti. In qualunque altro Paese europeo - conclude Agnoletto - De Gennaro sarebbe statosospeso dall'incarico già nel 2001; è inaccettabile - conclude - che resti al governo nel silenzio colpevole di tutto il parlamento''.