VOTA ANTONIO....... LA TRIPPA ....

martedì 5 giugno 2012

QUESTO FA GIRARE LE SCATOLE


SEGUITE ANCHE @diversamenteabi cè sempre notizie introvabili !!!!!!


I ROTHSCHILD IN ITALIA    

    I ROTHSCHILD IN ITALIA

I ROTHSCHILD IN ITALIA

Chi comanda veramente in Italia?? E nel mondo?

Una dinastia che dice tutto e di più…….. La gente no lo sa ma sorprendentemente essi sono i maggiori proprietari della Banca d'Italia, (come del resto possiedono anche la B.C.E., possiedono la Barclays (tra le maggiori azioniste di Intesa SanPaolo) soprattutto tramite Markus Agius, la JpMorgan (che controlla Monte dei Paschi di Siena) tramite la famiglia Rockefeller, Mediobanca (colei che controlla Unicredit) tramite Vincent Bolloré e Jean Azema della Groupama Holding S.A., Banca Carige (attraverso Francois Perol), con Ana Patricia Botin il Banco Santander Central Hispano (il quale controlla ABN AMRO, un altro pilastro di Unicredit).

La “favola”delle privatizzazioni nel Mondo ha “beneficiato” principalmente i componenti di questa famiglia i. Anche Facebook è del loro caravanserraglio attraverso Jeff Rothschild.

Seppur ebrei dichiarati (ma solo per secondi fini) sono i Guardiatesori del Vaticano, la più importante carica “laica”che il Vaticano. Costoro controllano il tesoro del Vaticano dal 1823.

Le truppe cammellate

Controllano figure di spicco com Tony Blair (l'ex Primo Ministro inglese) che lavora per loro ora con tanto di paga, come l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. VISITA WWW.NOCENSURA.COM SU FB: HTTP://FACEBOOK.COM/NOCENSURA
Carlo De Benedetti,ebreo, una delle persone più potenti in Italia, è nel Consiglio d'Amministrazione della Banca Rothschild francese. Il braccio destro di costui è Colaninno, ex Presidente di Telecom, il quale mise il figlio (ora Deputato del PD) a lavorare a stretto contatto con Casaleggio nella Webbeg S.p.a. Ora quel Casaleggio gestisce personaggi come Di Pietro, Grillo e tanti altri.

L'attuale Amministratore delegato di Telecom è Franco Bernabè, l'ex VicePresidente di Rothschild Europe ed attualmente in Rothschild Spa. Quest' ultimo è stato amministratore delegato di Eni, dal 1992 al 1998 ha privatizzato la Società. Bernabè ha inoltre ricoperto vari incarichi pubblici: nel 1999 è stato nominato dal Primo Ministro come rappresentante speciale del governo italiano per la ricostruzione del Kossovo.

La Banca francese Edmond de Rothschild possiede Air France la quale ha acquistato Alitalia.
Rodolfo De Benedetti (figlio) è Presidente di Sorgenia primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas naturale, con 500.000 clienti in tutta Italia e impianti di generazione elettrica per circa 2.900 MW di potenza.

Ennesimo collegamento Rothschild Telecom: Giovanni Stella dal 2004 al 2007 è stato Amministratore Delegato di Rothschild S.p.A. per poi passare dal 2008 a vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Telecom Italia Media.

Chicco Testa eletto alla Camera dei deputati per due legislature, nelle liste del PCI nelle elezioni del 14 giugno 1987, poi Pds fino al 1994; dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma. Dal 1996 al 2002 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel e membro del Consiglio di Amministrazione di Wind. Durante la sua presidenza, Enel è stata parzialmente privatizzata. Attualmente è Managing Director di Rothschild.

Angelo Rovati era Senior Advisor in Rothschild Italia, è un ex cestista, dirigente sportivo e politico italiano. È stato uno dei consiglieri di Romano Prodi. Divenne consigliere della presidenza del Consiglio nel maggio 2006, durante il Governo Prodi II.

Il principale organizzatore del tour europeo che lanciò Fini ed il suo Movimento fù Sir Derek Thomas. L' ex ambasciatore inglese a Roma sovraintende agli affari italiani della Banca Rothschild. Fini, nella sede della stampa estera, tempo fa’ parlò a lungo di privatizzazioni, rassicurando l' uditorio sull' atteggiamento favorevole di Alleanza Nazionale.

Stefano Rossi che in una nota intervista parlava di paesi virtuosi e dell'imminente crisi della Grecia e della Spagna, è Amministratore Delegato Edmond de Rothschild, cominciò la sua carriera a Londra nel 1988 e nel 1989 tornato in Italia si sistemò in Citibank.

Caracciolo è principe, socio di Rothschild nel quotidiano Liberation e fondatore di “La Repubblica”. Eric Alain Rothschild aveva preso in moglie Maria Beatrice Caracciolo. Gianni e Umberto Agnelli hanno sposato le due figlie di Caracciolo e da allora sono stati soprannominati "affettuosamente" i Re d'Italia. De Benedetti è stato compagno di scuola di U. Agnelli.
Tutti questi fatti citati saranno casuali? Probabilità?? Incredibili combinazioni e concatenazioni???

Le “stelle” ….. milioni di milioni ….  del loro firmamento (di aziende)

Costoro …. direttamente, o indirettamente, in maggioranza, o in partecipazione, possiedono, gestiscono e/o controllano Società di ogni genere e dimensione… potendo controllare qualunque tipo di mercato attraverso i possibili trust ….

A puro titolo di esempio elenco qualche nomi, solo delle loro aziende che operano in Italia, ma probabilmente questi rappresentano la minimissima parte delle loro controllate : British Telecom, France Telecom, Deutsche Telekom, Alcatel(Telettra), Mannesmann, AT&T(BellSouth), Vivendi, Aventis, Unilever(Bertolli-Hindustan Lever-Lipton-Té Ati-Infusi Montana-Algida[Magnum-Cornetto - Carte d'Or – Toseroni - Sorbetteria Ranieri – Calvé – Gradina - Santa Rosa – Rama - Riso Flora – Knorr – Findus – Iglo – Genepesca - Slim Fast – Milkana – Cif - Omo -  Coccolino – Vim – Lysoform –Svelto – Surf – Ciok – Axe – Rexona – Impulse – Dove – Lux – Clear – Atkinson – Mentadent –Pepsodent – Gibbs – Fabergé – Timotei – Sunsilk – Valentino - 1881 Cerruti - Calvin Klein - Cutex-….. ), Royal Canin, Pfaff, Deutch, BMW, TDK, Tiscali, Terna, Seat Pagine Gialle(Cipi – Consodata – Europages – Infomedia - Seat Corporate  ………), Eni (EniPower - Snam Rete Gas – Italgas – Polimeri Europa – Saipem – Agenzia Giornalistica Italia - Eni Corporate University - Eni International Resources Limited – Enifin –EniServizi …..), Rai, Banca di Roma, Ferretti, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Intesa San Paolo (Banca Intesa - Sanpaolo IMI …...), Bipop - Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica (Selenia – Elsag – Aeritalia/Alenia - Officine Aeronavali –  Aermacchi [Savoia-Marchetti] – ATR – Thales - Alenia Space – Telespazio - Selex Sistemi Integrati – SelexGalileo - Selex Communications – ElsagDatamat – Oto Melara – WASS – MBDA  consorzio missilistico europeo - Ansaldo Energia – AnsaldoBreda -– AgustaWestland – Aeromeccanica – SA - Alenia – Aeronautica - Ansaldo Energia – BredaMenarinibus - Fata – Finmeccanica Finance - SELEX Sistemi Integrati - SO.GE.PA.- Whitehead - Alenia Sistemi Subacquei - Europea Microfusioni Aerospaziali - Thales Alenia Space - Banca Popolare di Roma, Banca Agricola Milanese, Banca Popolare di Bologna e Ferrara, Ina Banca, Cassa di Risparmio di Alessandria e Banca di Legnano), Credem (Credito Emiliano Holding - Credito Emiliano …….), Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Carige, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Popolare S. Angelo, Banca di Credito Cooperativo "San Giuseppe" ………, Giochi Preziosi, Clessidra, ERG, Marazzi Group, AXA, Redaelli Tecna, UBI Banca, Societe Generale, La Centrale, Luxottica, Syndial, Banca Nuova, Capitalia, Banca Lombarda e Piemontese, Banca Popolare Italiana, Banca Popolare di Verona, Barilla(Mulino Bianco-Pavesi-Voiello…), British American Tabacco (MS-Nazionali-Sax-Lido-Linda- Stop-Futura-Alfa-Kent-Dunhill-Lucky Strike- Viceroy-Rothmans-Kool-Benson & Hedges-State Express 555-Peter Stuyvesant-John Player Gold Leaf-...) British Petroleum - Castrol plc. ……

Di fronte a tanto potere viene spontaneo da chiedersi “cosa possiamo fare noi cittadini – poveri diavoli???? La risposta è semplice…… Avete visto quante parole fino ad ora? Ne basta solo una per risolvere tutto…..

” N A Z I O N A L S O C I A L I Z Z A Z I O N E” .

Tutto…… esattamente come si tentò di fare nel 1943/45     

lunedì 4 giugno 2012

CASO ORLANDI, UNA NUOVA PISTA


CASO ORLANDI, UNA NUOVA PISTA: LE TRACCE PORTANO A BOSTON SULLA SCIA DELLO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI    

orlandi_emanuela
Dopo l’apertura della tomba di De Pedis, si apre una nuova pista riguardante la scomparsa di Emanuela Orlandi. Un timbro e un fermo posta di Boston sembrerebbero ricollegare la cittadina vaticana allo scandalo dei preti pedofili e alla bufera che aveva travolto nel 2002 l’arcivescovo Bernard Francis Law, e che coinvolgerebbe anche Mirella Gregori, l’altra ragazza quindicenne scomparsa pochi giorni prima di Emanuela.
A dare indicazione dell’importanza del timbro e del fermo posta che potrebbero essere decisivi per dare una svolta alle indagini è il Corriere della Sera che riporta le ragioni del collegamento dei due elementi (il primo risalente alle rivendicazioni dell’epoca della scomparsa e il secondo venuto alla luce solo 19 anni dopo) con le indagini sui preti pedofili di Boston e con il gruppo Nambla.
Proprio la Kenmore Station da cui partì la lettera su Emanuela e recapito al quale è possibile contattare e il gruppo statunitense, potrebbe essere una delle chiavi per scoprire ulteriori indizi e dettagli.
La pista era stata abbandonata in seguito all’entrata in gioco del Fronte Turkesh, coincisa con il silenzio del cosiddetto “Amerikano” dal quale erano giunte una lettera all’indirizzo del Papa e una in un furgone Rai (sulla quale compare proprio il timbro della Kinmore Station) che faceva chiaro riferimento ad Emanuela.

sabato 2 giugno 2012

E' USCITA IERI L'AGENZIA CHE CONFERMA


E' uscita ieri l'agenzia che conferma la bontà e validità della nostra imperterrita azione di denuncia e sputtanamento...    


E' uscita ieri l'agenzia che conferma la bontà e validità della nostra imperterrita azione di denuncia e sputtanamento...

di Orazio Fergnani

Ecco l'articolo che conferma il rinvio a giudizio dei maggiori rappresentanti e funzionari delle agenzie di rating (anche da no) denunciate....

L'agenzia di rating “Standard & Poor’s" mirava a destabilizzare l’Italia

La procura chiude le indagini sull'agenzia di rating. Cinque le persone coinvolte con l'accusa di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata. "Fornivano intenzionalmente ai mercati un’informazione falsa in merito all’affidabilità creditizia italiana, in modo da disincentivare l’acquisto di Btp e deprezzarne il valore”
Aver messo in atto “una serie di artifici concretamente idonei a provocare” tra l’altro “una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Con queste parole i magistrati di Trani hanno notificato ieri a Milano l’avviso di conclusione delle indagini ai vertici di Standard&Poor’s. Non solo. Perché l’accusa dei pm all’agenzia di rating americana è anche quella di aver utilizzato, in fase di elaborazione dei rating dell’Italia, “analisti (non identificati) inesperti e incompetenti” nonché comunicazioni ai mercati fatte non “in maniera ‘tempestiva’, bensì in maniera ‘selettiva e mirata’ in relazione ai momento di maggiore criticità della situazione politica economica italiana”.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Michele Ruggiero della procura di Trani, ipotizza il reato di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard & Poor’s financial service Deven Sharma, il managing director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang (di S&P Europe); Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani. Secondo i magistrati queste persone, in posizione apicale dell’agenzia, “attraverso descritti artifici, a carattere informativo – costituenti condotte solo in apparenza lecite, ma effettivamente illecite per come combinate fra loro, con modalità e tempi accuratamente pianificati – fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori, un’informazione tendenziosa e distorta (come tale anche “falsata”) in merito all’affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, per modo di disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore”.

Nell’avviso di chiusura indagini, il pm Ruggiero ricostruisce i fatti, attraverso quattro diverse date, contestualizzando i report dell’agenzia e gli effetti avuti sul mercato. E contesta le aggravanti: la “rilevante offensività giacché commessi in danno dello Stato sovrano italiano” e l’ aver “cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità”.

Tutto nasce da un esposto-denuncia dei presidenti di due associazioni dei consumatori, Elio Lannutti, di Adusbef, e Rosario Trefiletti, di Federconsumatori, che, dopo aver ringraziato il magistrato, annunciano da subito che si costituiranno parte civile “a nome di migliaia di risparmiatori frodati”. “E’ stata una indagine laboriosa – dice il pm Ruggiero – perché abbiamo dovuto rileggere tutti gli episodi che erano legati in pratica alle tappe dei pronunciamenti di S&P sull’Italia. L’indagine – aggiunge – svela cosa c’è dietro”. E questo ha portato anche a un cambiamento del reato. “L’ imputazione – spiega Ruggiero – è stata comunque rivoluzionata perché prima si parlava di notizie false, non vere, ora si parla di questioni molto, ma molto più gravi”.

Nell’avviso di conclusione delle indagini si fa riferimento a quattro date chiave (venerdì 20 maggio 2011, venerdì 1 luglio 2011, lunedì 5 dicembre 2011 e venerdì 13 gennaio 2012) contestualizzando i report dell’agenzia e gli effetti avuti sul mercato. L’accusa è quella di “aver posto in essere una serie di artifici” tanto nell’elaborazione quanto nella diffusione delle comunicazioni. Dall’avviso di conclusione delle indagini i difensori degli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere supplementi di indagine. Con la chiusura di questo ramo dell’inchiesta, rimangono ancora aperte le indagini che vedono coinvolte le altre due altre società di rating,Moody’s e Fitch.

A gennaio la Guardia di finanza aveva perquisito gli uffici milanesi di S&P e Fitch per acquisire documenti in relazione ai report negativi per l’Italia, diffusi tra maggio e luglio scorsi.

“Riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e non supportate da alcuna prova. Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone”, hanno commentato in una nota i legali di S&P.

fonte: ilfattoquotidiano.it


Qui nell’articolo nessun riferimento alla nostra denuncia… ma la nostra denuncia …. Qui di seguito allegata evidenzia invece proprio i gravi reati a cui si riferisce la procura di Trani …. Guarda caso… Forse anche noi abbiamo dato il nostro fattivo contributo.

Veiensfurens.


Ecco la querela :


ROMA, 13/10/2011

Al Comando stazione dei Carabinieri
SEDE

Alla   Procura Della Repubblica  Competente

E, p.c.  Ad  Altri




QUERELA/DENUNCIA  CONTRO :

  1. I responsabili legali dell’agenzia di “Rating” internazionale Standard & Poors, con sede in Milano
vc. San Giovanni Sul Muro,1 - 20121 - tel: 02 72111;
  1. I responsabili legali dell’agenzia di “Rating” internazionale Moody’s, con sede in Milano Corso di
Porta Romana, 68 – 20122;
  1. Eventuali responsabili legali di altre agenzie di “Rating” internazionali;
  2. Governatore Mario Draghi e direttore generale Fabrizio Saccomanni di “Banca d’Italia S.p.a.” ;
  3. L’amministratore delegato di Banca IMI S.p.A.
  4. L’amministratore delegato di Barclays Bank PLC
  1. L’amministratore delegato di BNP Paribas
  2. L’amministratore delegato di Citibroup Global Markets Ltd.
  3. L’amministratore delegato di Commerzbank A.G.
10.  L’amministratore delegato di Credit Agricole Corp. Inv. Bank
11.  L’amministratore delegato di Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
12.  L’amministratore delegato di Deutsche Bank A.G.
13.  L’amministratore delegato di Goldman Sachs Int. Bank
14.  L’amministratore delegato di HSBC France
15.  L’amministratore delegato di ING Bank N.V.
16.  L’amministratore delegato di JP Morgan Securities Ltd.
17.  L’amministratore delegato di Merrill Lynch Int.
18.  L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
19.  L’amministratore delegato di Morgan Stanley & Co. Int. PLC
20.  L’amministratore delegato di L’amministratore delegato di Nomura Int.PLC
21.  L’amministratore delegato di Royal Bank of Scotland PLC
22.  L’amministratore delegato di Societè Generale Inv. Banking
23.  L’amministratore delegato di UBS Ltd.
24.  L’amministratore delegato di UniCredit Bank A.G.
25.  ed eventuali altri, secondo il ruolo ed il grado di responsabilità risultante dalle indagini.

Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:

1)                  Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
2)                  Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
3)                  Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
4)                  Corruzione del cittadino da parte dello straniero (art. 246);
5)                  Disfattismo politico (art.265 cp);
6)                  Disfattismo economico in periodo di guerra contro Serbia, Iraq, Libia, etc., etc., (art.267 c.p.);
7)                  Devastazione, saccheggio e strage (art.285 c.p.);
8)                  Corruzione per un atto d’ufficio (art.. 318 c.p.);
9)                  Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.);
10)              Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art.320 c.p.);

11)              Rifiuto di atti d’ufficio (art.328 c.p.);
12)              Abusivo esercizio di professione (art. 348 c.p.);
13)              Turbata libertà degli incanti (art.353 c.p.);
14)              Omessa denuncia di reato da parte del cittadino (art. 364 c.p.);.);
15)              Associazione a delinquere (art.416 bis);
16)              Devastazione e saccheggio )art.419 c.p.);
17)              Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione
(art.499 c.p.);
18)              Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
(art.501 c.p.);
19)              Manovre speculative su merci (art.501 bis c.p.);
20)              Turbata libertà dell’industria o del commercio (art.513 c.p.);
21)              Istigazione o aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
22)              Furto (art.624 c.p.);
23)              Truffa (art.640 c.p.);
24)              Frode informatica (art.640 ter c.p.);
25)        Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate, o tendenziose, atte a turbare l'ordine
26)        pubblico (art. 656 c.p.);
27)        Procurato allarme presso l'autorità (art. 658 c.p.)
28)        Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
29)        Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.


LUOGO DI COMMISSIONE : Territorio nazionale ed internazionale

TEMPO DI COMMISSIONE : Reati in corso di esecuzione;


Arresto obbligatorio in flagranza


1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.

2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o tentati:

a) delitti contro la personalità dello Stato previsti nel titolo I del libro II del codice penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;

b) delitto di devastazione e saccheggio previsto dall'articolo 419 del codice penale;

c) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista dall'articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l'associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 o dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma.

Persone offese:  la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, tutti i Contribuenti italiani


Questa è una denuncia che chiede al potere giudiziario di prendere una chiara ed inequivocabile posizione rispetto a questi illeciti, politici, finanziari, economici.



SCENARIO DI RIFERIMENTO E CONDIZIONE INTERNAZIONALE ATTUALE DELL’ITALIA

L’Italia è ormai di fatto da molti anni in stato di guerra…. Il fatto che ormai sia entrata in disuso la formale notifica di dichiarazione di guerra non sta a significare che noi italiani siamo in periodo di pace… questo in quanto insieme ad altri maggiori aggressori abbiamo corpi di spedizione armati di tutto punto in una decina di Paesi esteri … in particolare contribuiamo ad occupare massicciamente IN ARMI (e non con per gioco) la Serbia, Iraq, Afganistan, Libia, Libano, etc., etc…. e questo per me/noi sta a significare indiscutibilmente il nostro “stato di guerra de facto e de Jure” contro i Paesi succitati ….. Tant’è, se ne occorresse riprova, che ormai quasi giornalmente muoiono nostri giovani ragazzi colà visti, giustamente, come invasori di un violento occupante straniero… Checchè ne dicano e tentino di giustificarsi i nostri governanti..

Occorre prendere atto senza falsi ed ipocriti buonismi che l’Italia da oltre un decennio è perennemente in “istato di guerra”… Per di più noi cittadini, per essendo per la massima parte contrari costretti a  finanziarne i non lievi costi di circa due miliardi di euro l’anno…..

Per questi motivi si deve considerare quanto sotto descritto ed i relativi reati, come commessi in periodo di guerra e come tali considerati e valutati, e quindi i fatti di seguito descritti devono essere visti anche secondo l’art. 265 in vigore … < Chiunque in tempo di guerra diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose , che possano destare pubblico allarme o …… omissis ….. , o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali….. , è punito con la reclusione …….>

E altrettanto l’articolo 267 ….. < Chiunque in tempo di guerra adopera mezzi diretti a deprimere il corso dei cambi , o ad influire sul mercato dei titoli o dei valori, pubblici o privati, in modo da esporre a pericolo la resistenza di fronte al nemico, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni ….. .>


PREMESSA                                                                                                

Sono in corso da molti anni una serie di reati di ogni genere in danno dello Stato e dei cittadini tutti commessi da una innumerevole quantità di personaggi italiani e stranieri di ogni ordine, grado, rango e ruolo sia all’interno delle istituzioni pubbliche e private italiane e altrettanto in istituzioni pubbliche e private estere… A costoro si devono ad esempio le cosiddette “liberalizzazioni”, le “privatizzazioni” e le continue regalie effettuate da numerosi personaggi pubblici già da noi numerose volte denunciati.

Ora, sempre nel quadro di una medesima, continuativa e complessiva strategia, siamo qui a denunciare un’ ulteriore serie di atti delinquenziali messi in azione da ben precise ed individuate istituzioni di “Rating” internazionale che da anni, ma sempre più negli ultimi mesi, si muovono con una decisa e precisa volontà di saccheggio, devastazione, turbativa, speculazione, su ogni tipo di risorsa e ricchezza sottraibile sia allo Stato che ai Cittadini italiani.

CONSIDERAZIONI

Quanto segue non è una mia scoperta o teoria, ma riporta studi economici e giuridici di carattere scientifico e prodotti da studiosi e da accademici di diversi paesi: i proff. James Robertson e Joseph Huber[1]; Richard Werner[2]; John Sloman[3]; il famoso Giacinto Auriti docente in varie università italiane; l’ex P.G. presso la Corte di Appello dell’Aquila, dr. Bruno Tarquini[4]; l’avv. Marco Della Luna[5]; Steven Zarlenga[6], presidente dell’American Monetary Institute, e tanti altri illustri economisti.

Esiste, come anche sostenuto da questi economisti, da lungo tempo un meccanismo di falsi contabili e falsi in bilancio (dello Stato, della Banca d’Italia, delle banche commerciali), evasione fiscale, truffa,
usurpazione, di diritto e tutta la serie innumerevole di fattispecie di reato elencato in prima pagina tutti tesi ad un fittizio ed artefatto “Debito Pubblico”.

Un meccanismo che porta a creare false, apparenti e indebite passività della finanza pubblica,le quali a loro volta portano alla presente, oppressiva, e conseguente pressione fiscale ed infine alla perdita dei beni dei cittadini e dello Stato ed infine al DEBITO PUBBLICO….. all’improprio, indebito, inventato, illusorio indebitamento di enti locali, di province e di regioni.

Artificio criminoso e criminogeno per la sua perversa intensità e falsità  dei suoi presupposti, e soprattutto per l’arbitrarietà realizzato attraverso la costruzione di falsi ed illeciti presupposti giustificativi.

Infatti la contrazione del debito pubblico attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico avviene in modo pretestuoso, senza reale corrispettivo, al solo fine di attuare un trasferimento di potere d’acquisto
dai contribuenti (dal popolo) ai banchieri privati ed un indebitamento dello Stato e del popolo verso costoro.

Quest’operazione per le sue dimensioni nel corso degli ultimi decenni in particolare ha attuato di fatto un trasferimento di potere politico in favore dei predetti banchieri privati.

Cosa che si è apertamente manifestata pochi giorni or sono con l’apparizione della lettera segreta, poi pubblicata, indirizzata da Trichet (governatore della B.C.E.) al presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi…. In cui gli si imponeva senza mezzi termini il “Diktat” delle severe restrizioni e rinunce che lo Stato ed i cittadini italiani dovranno accettare senza condizioni, comportamento di gravità inaudita!!

L’intera operazione configura un’eversione dell’ordinamento e della legalità costituzionali, ed è perpetrata in forma ovviamente e palesemente ed inconfutabilmente associativa.

La presente denuncia intende quindi provocare una risposta del potere giudiziario, nell’un senso o
nell’altro, anche per accertare quali margini di legalità e di recupero di legalità rimangano in Italia e fino a che livello sia pervenuta la dipendenza della politica e delle istituzioni rispetto al potere bancario.

Il sistema bancario internazionale, in mano a finanzieri privati, di fatto ha esautorato lo Stato e le
istituzioni democratiche e rappresentative, spogliandoli della sovranità e della stessa indipendenza, e sottomettendoli all’interesse e alla volontà dei propri capi, per lo più stranieri.

Inoltre, il debito pubblico è illegittimo e incostituzionale, fraudolento, in quanto nascente dall’uso di questo potere monetario da parte di soggetti privati che non hanno titolo ad esercitarlo, per di più nel processo di realizzazione pure truffando!.

Tutto ciò premesso come situazione di sfondo poco rassicurante, anzi tenebrosa ed infida….

L’ultima truffa in ordine di tempo messa in atto per mettere in ginocchio la Nazione consiste in un’operazione all’apparenza del tutto onesta, e legittima…. E cioè nel classificare i titoli di debito pubblico degli Stati in generale … in particolare a noi interessa le operazioni che riguardano conseguenze allo Stato italiano…. che sono stati emessi appunto a fronte del debito pubblico dello Stato italiano e i cui “Titoli di debito” sono stati messi all’asta in vari periodi successivi, anche distanti molti anni tra di loro e che fluttuano di rendimento, Interesse…… (usura…..) a seconda di vari parametri ….. fra i quali certamente il più importante è la cosiddetta “valutazione di rischio “che viene stilata periodicamente da delle “istituzioni” private, che non rispondono delle proprie delinquenziali esternazioni a nessuno Stato e a nessun codice penale…. Ma solo esclusivamente ai propri azionisti privati cittadini per la stragrande maggioranza esteri…..

In pratica succede questo

L’economia dello Stato necessita di denaro come unità di misura del valore e soprattutto quando il prodotto dell’economia cresce le banche private ed anche la Banca d’Italia hanno bisogno di nuove

“iniezioni” di valore”… per cui la Banca Centrale di emissione cede allo Stato (direttamente o mediante l’interposizione di SIM in funzione di foglie di fico) banconote contro la cessione di titoli del debito pubblico soggetti a interesse passivo.

I titoli e l’interesse vengono pagati con le tasse, quindi gravano sui contribuenti e sullo Stato, mentre vanno ad arricchire gli azionisti privati delle banche di emissione.

L’indebito arricchimento è grosso modo pari al debito pubblico contratto dallo Stato e dalle P.A. verso le banche suddette, …pure se … e per di più ……. il cosiddetto “debito pubblico” IN REALTA’ non è dello Stato verso le banche, ma delle Banche verso lo Stato ed i cittadini.

Ma tralasciamo quest’aspetto che abbiamo già esaminato in precedenti denunce

Il profitto così realizzato a spese dei cittadini è stimabile, in Italia, intorno agli 80 miliardi di euro l’anno. Lo Stato, come suggerito dai succitati autori (Robertson, Huber, Tarquini, Della Luna potrebbe e dovrebbe, a rigor di logica e di diritto, emettere le banconote in proprio, esattamente come tuttora e sempre emette in proprio le monete metalliche, e come emetteva i biglietti di Stato di 500 Lire (negli USA, l’amministrazione Lincoln e l’amministrazione J.F. Kennedy emettevano pure United States Notes, ossia biglietti governativi). In tal modo non si produrrebbe alcun tipo di debito pubblico.
Ma questo incredibilmente ed inspiegabilmente non avviene

Ed invece lo Stato a fronte di pezzi di carta colorati (non garantiti da nulla) “preferisce” emettere “Titoli” di indebitamento pubblico….. garantiti (questi si) dallo Stato….

Stato che oltre ad essere succube di molti possibili ricatti, come fin qui descritto, e nelle altre precedenti denunce …. È per di più asservito e soccombente rispetto alle cosiddette “classificazioni” delle cosiddette “agenzie di rating”……

È ciò completa una infame “summa” di gran porcate e costituisce la ciliegina sulla torta di una enorme truffa, ma soprattutto un’eversione dell’ordine costituzionale, un’usurpazione e sottrazione di potere sovrano, in cui banchieri, ministri, alti dirigenti dello stato, tutti concorrono e sono concorsi.

Il FATTO

L'attacco della speculazione che l’8 luglio 2011, e poi tuttI i successivi saccheggi verificatisi ripetutamente fino ad oggi sono stati diretti dalla finanza internazionale contro la Borsa italiana, provocando un ribasso del 3,47% pari a una perdita di 14,1 miliardi di capitalizzazione, solo nella prima citata occasione….non è una semplice operazione finanziaria; continuare a parlare dei "mercati finanziari" astrattamente è pura omertà costoro  hanno nomi e cognomi, sono uomini e gruppi con precisi e chiari interessi ed obiettivi …… la destabilizzazione di interi Paesi.

L'Italia viene attaccata perché è uno dei Paesi più ricchi in assoluto che resiste  alla crisi finanziaria grazie alle famiglie e alla rete delle sue piccole e medie imprese fregandosene delle idiozie della globalizzazione finanziaria. Le imprese, le banche le aziende e gli immobili italiani rappresentano quindi primario obiettivo per chi spera di comprarle a costo zero fra qualche mese.

Si attacca l'Italia perché per se stessa, per dare il colpo definitivo all'euro e perché come sempre il nostro Paese ha una posizione determinante rispetto ai futuri assetti del Mediterraneo e del Medio Oriente.

La visione del mercato finanziario globale come potere regolatore degli assetti economici mondiali, ha conferito alle forze speculative insite in sé di esercitare un infinito potere di estorsione politica; non vi è più alcun Paese al mondo che non dipenda in qualche modo da questa ristrettissima élite di signori


dello strozzinaggio del denaro, i quali dispongono di uno strumento di controllo imbattibile , costituito dalle agenzie di rating che, a livello mondiale, sono soltanto cinque, delle quali tre hanno un
monopolio di fatto del settore.

Moody'sStandard&Poor's sono all’attacco dell'Italia, come della Grecia un anno fa, sono stati infatti principalmente gli outlook(previsioni) di queste due agenzie di rating a dare il segnale che si poteva colpire l'Italia. Alexander Kockerbeck, vice-presidente di Moody's, e Alex Cataldo, responsabile Italia della stessa agenzia, emettono sentenze definitive sul presente e sul futuro economico del nostro Paese, senza essere dotati di alcuna autorità il loro potere deriva unicamente dal fatto di essere società controllate a loro volta da società finanziarie internazionali, ….. le stesse società di cui dovrebbero valutare obiettivamente prodotti e performance.

"Il primo azionista di Moody's, con il 13,4% del capitale, era a fine dicembre del 2009, secondo rilevazioni Reuters, Warren Buffett,  con il suo fondo Berkshire Hathaway; al secondo posto con il 10,5% Fidelity, uno dei più grandi gestori di fondi del mondo, eppoi State Street,  BlackRock, Vanguard, Invesco, Morgan Stanley Investment .

Goldman Sachs e JP Morgan “specialisti” della Banca d’Italia nell’aquisto di titoli del “Debito Pubblico”) …….. I N C R E D I  B I L E ! ! ! ! !

Insomma … LE BANCHE “SPECIALISTE” IN ACQUISTO DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO sono anche fra i più grandi gestori di fondi a livello mondiale ….e…. sono anche azionisti di Moody's. E guarda caso lo stesso vale anche per Standard&Poor's : ….. Blackrock, Fidelity, Vanguard. …………..Gli stessi nomi……

Insomma tutta questa filiera di truffatori professionisti… ha tutto da guadagnare (miliardi di euro) a parlare male dell’Italia

E’ NORMALE, LECITA…… LEGALE una simile concatenazione di fatti in conflitto di interessi??????

Per di più queste agenzie non hanno alcuno status giuridico, nemmeno negli Stati Uniti……

Il loro infingardo e truffaldino ruolo è stato reso possibile dal fatto che il governo degli Stati Uniti le ha definite Nationally Recognized Statistical Rating Organizations (NRSRO) e lo stesso ha fatto la Securities and Exchange Commission (SEC), agenzia governativa che vigila sui mercati azionari.

Nonostante le frequentissime e numerose loro previsioni si siano dimostrate semplicemente ridicole come mostrano il caso del crollo della Enron o quello di Lehman Brother's, quando di queste aziende le agenzie in questione hanno continuato a dare fino ad un minuto prima del crack valutazioni di altissima affidabilità. Frequenti le indagini a loro carico tenutesi negli Usa, e come anche pochi mesi  fa è avvenuto presso la Consob italiana, senza che il pubblico sia stato edotto di quanto emerso.

E soprattutto va tenuto ben presente che sono sempre questi mascalzoni matricolati (anzi senza matricola) che hanno permesso la crescita esponenziale e poi l’esplosione dei titoli tossici.

Un monitoraggio effettato dall'Adusbef su oltre 1.000 “report” (consigli per gli acquisti o per le vendite su titoli e/o azioni) emessi a pagamento (quindi con un potenziale conflitto di interessi, a volte anche quando non è stato richiesto) dalle maggiori agenzie di rating, anche di origine bancaria, ha rappresentato la prova provata che tali rapporti sono risultati sballati al 91 per cento,efficaci al 9 per cento. Quando le agenzie diffondono su internet, tramite lettere finanziarie o stampa specializzata,i loro reports su società quotate, i consigli (ad acquistare: buy; vendere: sell; o tenere: hold ) 9 volte su 10 si sono rilevati vere e proprie bufale a danno dei risparmiatori i quali, seguendo quei non proprio


disinteressati consigli, hanno messo a repentaglio il frutto del loro sudato risparmio, con perdite maggiori rispetto alla loro normale capacità di investimento.

Le società di rating,poiché sono pagate dai committenti e non dagli investitori,sono portatrici di un conflitto di interessi, che ha mostrato tutta la sua evidenza negli scandali finanziari mondiali: dalle Enron e Worldcom alla Parmalat.


Contro ogni logica considerazione Moody's, Standard&Poor's e Fitch continuano da anni a macinare profitti incredibili…..Eccone  il dettaglio…. "Moody's, solo nel 2009, per ogni 100 dollari che ha fatturato ne ha guadagnati sotto forma di utile operativo ……. Omissis …. sul mestiere più remunerativo, quello appunto dell'assegnare pagelle, la redditività balza al 42% sui ricavi. Un exploit il 2009? No. Gli anni d'oro sono stati altri: nel 2007 il margine operativo era al 50% dei ricavi e nel 2006 si è toccato il picco del 62% di utili operativi sul fatturato. …. Omissis….. (fonte: Il sole 24 Ore).

Insomma i nostri Paesi sono soggetti a valutazioni di valore internazionale da parte di agenzie che da tali valutazioni traggono direttamente profitto e che sono per di più di proprietà di società finanziarie che da quelle valutazioni possono trarre a loro volta direttamente profitto! I così detti “Specialisti investitori d’asta” un elenco di una ventina di banche ……………

Quando queste agenzie tagliano il rating di uno Stato, accrescono il tasso di interesse richiesto dagli “SPECIALISTI AUTORIZZATI” per acquistare titoli di debito pubblico di questo Stato così accrescendo il rischio della bancarotta che hanno annunciato e quindi “realizzare” le proprie profezie.

Da evidenziare il fatto che alla base dell'attuale critica situazione dei Paesi europei ed in primis dell’Italia sta il Trattato di Maastricht (una delle maggiori idiozie del genere umano), che ha fatto un “regalo” ai poteri del capitale finanziario internazionalizzato, sancendo le modalità che gli Stati membri devono seguire per approvvigionarsi di moneta … inarrivabile oscenità demenziale e delinquenziale…. Avendo stabilito che le banche centrali hanno il divieto di finanziare direttamente gli Stati, i quali devono quindi trovare prestatori sui mercati finanziari. (GLI STROZZINI INTERNAZIONALI).

Vale a dire gli “specialisti delle aste” ….. che si chiamano Morgan Stanley. (vedi elenco), …… che sono i controllori di quelli che stabiliscono il grado di rischio dei Paesi e che quindi determinano il salire del tasso di interesse … Così permettendo insani guadagni alla filiera di rapina/saccheggio/estorsione….

Questa "punizione monetaria" deriva dalla cosiddetta "liberalizzazione finanziaria", che è l'esatto opposto delle politiche adottate dopo la il crollo di Wall Street del ’29 ….sarà casuale?.

È ormai chiarissimo che lo scopo dei trattati europei è di assoggettare gli Stati, giungendo a condizionare la vita di intere generazioni di comunità nazionali: il fatto che gli Stati e le regioni, le province, i comuni siano andati a cercare i soldi sui mercati finanziari, proprio mentre il credito veniva, come in Italia, trasformato per legge da funzione sociale ad attività esclusivamente lucrativa, pone i nostri Paesi alla mercè dei signori della moneta debito.

Se fossero semplicemente i deficit e le cattive amministrazioni pubbliche a giustificare la
speculazione finanziaria, ci si dovrebbe chiedere come mai questa colpisca l'Europa e non gli Stati Uniti, e come mai gli attacchi si dirigano contro l'Italia o la Grecia e non contro la California, uno stato americano che è in conclamata bancarotta da anni!

L’unico aspetto positivo che si appalesa della tempesta che si annuncia nei prossimi mesi sull'Italia è la presa di coscienza della necessità di sottrarre i nostri Paesi al condizionamento del capitale finanziario internazionale, riaffermando il principio che, nelle nostre democrazie, la gestione della cosa pubblica deve essere demandata esclusivamente a rappresentanti eletti dal popolo e ai “Poteri nazionali”.



È inoltre necessario ed indeferibile richiedere l'apertura di un'inchiesta internazionale sulla condotta delle agenzie di rating, da promuovere presso le Nazioni Unite, allo scopo di verificarne composizione azionaria, conflitti di interesse, liceità delle attività svolte ed effetti diretti ed indiretti della

loro condotta sulle economie dei singoli Paesi negli ultimi venti anni; nel frattempo le attività di rating di queste agenzie, in quanto parti interessate, devono essere sospese a tempo indeterminato.

Nel contempo riconsiderando finalmente la questione della sovranità economica delle comunità nazionali che è la sola via per riscattare i nostri popoli dalla schiavitù del debito falso, artefatto e truffaldino.
Ma chi sono gli “Investitori istituzionali” che strozzano i titoli di debito pubblico degli Stati???

1) Banca IMI S.p.A.
2) Barclays Bank PLC
3) BNP Paribas
4) Citibroup Global Markets Ltd.
5) Commerzbank A.G.
6) Credit Agricole Corp. Inv. Bank
7) Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
8) Deutsche Bank A.G.
9) Goldman Sachs Int. Bank
10) HSBC France
11) ING Bank N.V.
12) JP Morgan Securities Ltd.
13) Merrill Lynch Int.
14) Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
15) Morgan Stanley & Co. Int. PLC
16) Nomura Int.PLC
17) Royal Bank of Scotland PLC
18) Societè Generale Inv. Banking
19) UBS Ltd.
20) UniCredit Bank A.G.

Il modo di agire è sempre lo stesso … le recite della “pagella” sono sempre di una ripetitività e di una banalità disarmanti: i tagli nelle spese di bilancio non sono sufficienti e la “riforma delle pensioni” (leggi privatizzazione delle pensioni) va troppo a rilento. Sono giudizi, ripetuti in salse un po' diverse, che sono stati emessi per tutti, siano questi paesi industrializzati o nazioni in via di sviluppo. L'effetto immediato del voto negativo è un aumento dei tassi di interesse per “ricomprare” la fiducia dei sottoscrittori di obbligazioni e di altre forme di credito, per cui tutto il debito pubblico e privato di una nazione costa subito di più (la stima del declassamento italiano, calcolata da Adusbef,è pari a circa 3,3 miliardi di euro), con ricadute negative sul bilancio statale e con l'aggiunta di ulteriori tagli alla spesa sociale.

Inoltre le “tre sorelle” hanno partecipazioni dirette, attraverso i membri dei loro consigli direttivi, Board of Directors, delle più grandi corporations internazionali e delle più grandi banche internazionali, pesantemente coinvolte nelle operazioni di finanza derivata, cioè in quelle speculazioni finanziarie principalmente responsabili delle bolle speculative e dell'attuale crisi finanziaria sistemica globale.

1) La Standard & Poor's (S&P) è sussidiaria della multinazionale McGraw-Hill Companies. Il presidente di McGraw-Hill è Harold McGraw III, che è, tra le altre cose, contemporaneamente membro del Board of Directors della United Technology (multinazionale degli armamenti) e della ConocoPhillips (petrolio ed energia). È stato anche membro del “Transition Advisory Committe on Trade” del presidente George W. Bush padre.

Tra i membri del Board of Directors della McGraw-Hill, che decidono quindi anche dell'attività della

S&P, troviamo: Sir Winfried Bishoff, presidente della Citigroup Europa e uomo di punta della Henry Schroder Bank di Londra; Dougals N. Daft, presidente della Coca Cola Co.; Hilde Ochoa-Brillenmbourg, alto responsabile della Credit Union del FMI-World Bank; James H. Ross, della British Petroleum; Edward B. Rust Jr., presidente della'assicurazione State Farm Insurance Company,

direttore della Helmyck & Payne, e già membro del Transition Advisory Team Committee on Education della presidenza di George W. Bush (padre); Sidney Taurel, presidente della farmaceutica Eli Lilly (che in passato ha vantato tra i suoi dirigenti anche Kenneth Lay, condannato per la bancarotta della Enron) e direttore dell'IBM, già membro nel 2002 dell'Homeland Security Advisory Council (l'apparato dell'antiterrorismo statunitense).

2) L'agenzia di rating Fitch di New York è sussidiaria della multinazionale dei servizi finanziari Fimalac, con sede centrale a Parigi. Nel 2005 la multinazionle americana delle comunicazioni Hearst Corporation ha rilevato il 20% del pacchetto azionario.
Il suo presidente è Marc Ladreit de Lacharriere, uomo della Renault e della Banque Suez.
Tra i membri del Board of Directors troviamo: David Dautresme della banca Lazard Freres; Philippe Lagayette della JPMorgan & Cie; Bernard Mirat della Cholet-Dupont (finanza); Bernard Pierre della Fremapi (metalli preziosi).

La Fimalac vanta anche un International Advisory Board per dare più lustro e potere alla multinazionale, che nel 2002 annoverava tra gli altri: Felix Rohatyn della Lazard Freres, l'uomo che ha recentemente smantellato l'industria americana dell'auto; Sholley della UBS Warburg, Reimnits della Kommerz Bank, Peberan della Paribas, rappresentanti della Nestlè, della Bentelsmann e anche l'ex presidente della Federal Reserve americana Paul Volker e l'italiano Lamberto Dini.

3) L'agenzia di rating Moody's è sussidiaria della Moody's Corporation, con sede centrale a New York. Il presidente è Raymond W. McDaniel Jr.
Tra i membri del Board of Directors troviamo: Basil L. Anderson della Stables Inc. e della Hasbro Inc (due giganti del settore vendite e servizi); Robert Glauber della ING Group (settore bancario e assicurativo con base in Olanda), già sottosegretario del ministero delle finanze americano nel periodo 1989-92; Henry Mc Kinnell, della multinazionale farmaceutica Pfizer e della Exxon Mobil (petrolio); Nancy S. Newcomb della Citigroup e della Sysco Corporation (settore alimentare);
John K. Wulff, della multinazionale chimica Herculer, della KPMG (la multinazionale di consulenza finanziaria e di certificazione dei bilanci), della Sunoco (petrolio) e della Fannie Mae (che insieme alla Freddie Mac detenevano quasi tutto il pacchetto ipotecario immobiliare americano della bolla).

Le “tre sorelle” del rating quindi, non sono solamente l'espressione dell'intreccio dominante delle multinazionali, ma in particolar modo sono una struttura organizzata delle principali banche del pianeta che controllano il sistema finanziario e debitorio delle nazioni e di tutti i settori dell'economia sia privata che pubblica. Ma la cosa che si vuole con precisione sottolineare è l'influenza determinante esercitata sulle “tre sorelle” da quella finanza altamente speculativa che è responsabile della gigantesca bolla in derivati finanziari che ha precipitato il mondo intero in un processo di crisi sistemica.

Secondo i rapporti della Banca dei Regolamenti Internazionale (BRI) di Basilea, la banca di coordinamento di tutte le banche centrali, alla fine di dicembre 2005 solamente il totale del valore nozionale di tutti i derivati finanziari Over The Counter (OTC), cioè quelli che non appaiono sui bilanci delle banche e finanziarie che li sottoscrivono, aveva raggiunto i 284.819 miliardi di dollari, cioè sette volte il PIL mondiale ( alla fine del 2003 era di 197.167 miliardi, cioè quasi 100.000 miliardi in più solamente in 24 mesi!). Oggi siamo arrivati ad una inimmaginabile, folle cifra di circa 700.000 miliardi di dollari ……oltre 12 volte tutto il PIL mondiale annuale …..

Queste sono operazioni finanziarie altamente speculative, soprattutto scommesse sugli andamenti futuri dei tassi di interesse, che hanno già portato l'intero sistema in crisi con il fallimento del fondo LTCM nel 1998 e continuano a scuotere quotidianamente il sistema finanziario e monetario, fra cui il fallimento per 6,5 miliardi di dollari del fondo americano Amaranth (con ricadute negative anche sui

fondi gestiti italiani,dal san Paolo Imi alle Generali). Si noti che alla vigilia della crisi del 1998 il totale dei derivati OTC era di 28.000 miliardi di dollari.

Secondo l'ente statale di controllo sul denaro circolante negli USA, il Comptroller of the Currency, a fine giugno 2006 la JPMorgan vantava da sola un valore nominale di derivati OTC pari a 57.300 miliardi di

dollari (cinque volte il PIL americano) e la Citigroup vantava 25.327 miliardi di dollari in derivati OTC. Anche le altre banche sono pesantemente coinvolte in queste operazioni sebbene seguano a grande distanza questi due colossi della speculazione finanziaria.

Tutto questo ci porta a concludere che le “tre sorelle” sono totalmente squalificate nella pretesa di valutare la solidità economica e finanziaria degli stati e delle imprese, e per di più sono parte integrante del PROBLEMA che sta portando il mondo economico verso il crack e la crisi sistemica con conseguenze devastanti per l'intera vita economica, sociale e politica del pianeta. Questa riflessione non si deve fermare soltanto al rifiuto delle ricette imposte dalle agenzie, ma deve sollecitare un'azione, coordinata internazionalmente, per ridefinire le regole e i progetti per un nuovo sistema monetario e finanziario internazionale, per una nuova Bretton Woods capace di promuovere un nuovo ordine economico mondiale più giusto.

La risoluzione, approvata in questi giorni all'unanimità dalla Commissione Finanze della Camera, con la quale il Parlamento accusa le agenzie di rating di comportamenti molto gravi, "aggiotaggio e destabilizzazione del mercato", e invita il governo a denunciare queste agenzie alla neo costituita Authority europea per il controllo dei mercati (Esma: European securities market authority). Si tratta di una decisione importante, politicamente forte (l'unanimità in Parlamento è cosa rara), una scelta che condividiamo. Di recente, autorevoli studi e indagini, a cominciare da quelli della Sec americana (Security exchange commission, l'organo di controllo della Borsa di New York), hanno ampiamente dimostrato che c'è del marcio nelle agenzie di rating.

Ma la cosa che lascia davvero sbigottiti ed interdetti….. è che nonostante quanto fin qui detto…. Del tutto a conoscenza degli esperti economici…. Anche del presente governo italiano…. Questi rimanga assente, passivo, remissivo ed impotente di fronte alla inoppugnabile evidenza, sotto gli occhi di tutti…. Ed osservi imperterrito e impassibile l’esecuzione brigantessa di sottrazione e dilapidazione della sua ricchezza da parte di questi lestofanti…

Un governo degno di questo nome avrebbe come minimo fatto immediatamente arrestare i sopra denunciati…. Avrebbe sospeso le concessioni agli “specialisti delle aste dei titoli di Stato….. li avrebbe immediatamente e temporaneamente sostituiti con altri…..e… in attesa dell’esito delle indagini e dei procedimenti avrebbe sospeso le licenze ad operare per le agenzie di rating (che fra l’altro già ora sono prive di autorizzazione) ….

Salvo poi a biglie ferme…. E confermate le loro responsabilità ……. Richiedere l’intervento di un “tribunale internazionale” per ottenere la ferma condanna anche dell’intero orbe terracqueo…. E “least but not last (da ultimo… ma non meno valido…)  Richiedere la restituzione del maltolto ed il giusto riconoscimento del danno…
NULLA DI TUTTO QUESTO È  STATO FATTO!!!
Si appalesa a questo punto sempre il solito dilemma ….. costoro (i governanti) sono dei poveri idioti incapaci di intendere e di volere oppure sono collusi con la mafia dell’alta finanza che qui denunciamo congiuntamente???

In ogni caso anche loro dovrebbero essere inquisiti da una magistratura che fosse degna dei grandi valori di cui dovrebbe essere portatrice…….

In conclusione lo scenario d’insieme messo in atto dalla combriccola/masnada/orda composta da politici/banchieri/parlamentari/tribunali nazionali ed internazionali/società di recupero crediti è questo :

1) le banche nazionali (si fa per dire … [meglio dal nome italiano]), le B.C.E  e tutte le grandi multinazionali della finanza/moneta, stampano ormai da decenni pezzi di carta straccia che si ostinano pervicacemente a chiamare “banconote” mentre non hanno più alcuna delle caratteristiche intrinseche che le distingueva (e che quindi dava loro valore), ora non hanno più alcun controvalore convertibile e quindi quando le banche la emettono non possono portare in contabilità la loro entità al passivo.

2)      Così facendo creano un accumulo di capitale di quantità industriale, che addebitano allo Stato al valore facciale più costo di produzione più interessi, che inoltre non viene dichiarato al fisco, e attraverso queste immense disponibilità, fra i tanti infiniti scopi comprano tutti i corruttibili sul mercato, in particolare i politici, che fanno questo di professione.

3)      I quali politici e parlamentari promulgano una serie di leggi a favore delle banche, ed assimilate, cambiando, se necessario, il codice civile e quello penale, nonché i rispettivi codici di procedura,
producendo leggi incostituzionali a raffica.

4)      Dopodiché tutto il denaro rapinato attraverso la illegittima ed illegale creazione di banconote tramite il signoraggio primario e secondario, e relativo addebitamento a carico dello Stato (debito pubblico), e quindi dei cittadini, non contenti  tutti gli associati in questa immane azione criminogena, vanno ad attaccare direttamente i beni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali.

5)      Non ancora soddisfatti, poiché le banche sanno benissimo che in questo regime monetario il vero valore non sta nella banconota ma nei beni dati a garanzia dei mutui e dei fidi, e dei beni e servizi prodotti, …..  approfittando della crisi artificiosa, assolutamente falsa e da esse stesse indotta, …. Dopo aver   dragato tutta la moneta circolante al fine di non lasciarne più sul mercato (basta vedere i rientri forzosi messi in atto negli ultimi mesi dalle banche commerciali), mettono in azione le loro controllate società di recupero crediti e attraverso l’estromissione del filtro e controllo del giudice naturale, basando i procedimenti in Paesi stranieri.

6)      3.000.000, ed oltre, di pignoramenti dal 2008 sono la fotografia dello stato di degrado della Legge, del Diritto e della Giustizia e della grande sofferenza, strazio, scempio e sciagura dei cittadini direttamente coinvolti e della Nazione nel suo complesso.

7)      A questo punto la corruzione della logica, delle leggi e del Diritto, oltrecchè della morale in senso lato, ormai ha raggiunto una dimensione tale che soltanto l’azione decisa della magistratura inquirente potrebbe, forse, porvi rimedio prima delle prevedibili sommosse, delle tragiche e fratricide rivolte.

8)      Ora per completare, fino a possibili future ulteriori “sorprese”…. lo scenario che  DENUNCIAMO si arricchisce di questa insospettabile soverchieria, ricatto e rapina “istituzionale”, apparentemente legale che viene messa in atto dalle agenzie di rating, operanti in Italia senza alcuna delle necessarie autorizzazioni …. e che si chiama “classificazione del rischio” la quale mette a disposizione di queste agenzie un potere di concussione assoluto nei confronti dello Stato….. Basta una “A” in più o meno per gonfiare il debito ed aggiungere miliardi di in più a carico dello Stato e dei cittadini.

9)      Ma la cosa davvero incredibile, inaccettabile, perversa e delinquenziale deriva dal fatto che le agenzie di rating sono controllate e di proprietà delle STESSE banche i”istituzionali” che comprano il debito dello Stato…. Ed aumentare o diminuire del tutto fittiziamente di una “A” la classificazione di rischio del debito pubblico di uno Stato (sovrano???) da parte delle agenzie ……. Permette alle banche “istituzionali” che le posseggono…… di guadagnare miliardi di euro a danno dello Stato e dei cittadini. Semplice ed efficace truffa, furto aggiotaggio  e quant’altro….

10)  E gli apparati di controllo dello Stato ….. in questi decenni dove si erano persi???


Tutta questa serie di violazioni, strategicamente, organicamente e funzionalmente strutturate per la loro stessa natura e per l’alto livello di consapevolezza, informazione e potere di chi l’ha compiuta, non possono che essere intenzionali e pianificate, a danno dello Stato e a beneficio dei privati finanzieri.

Questo procedimento sopra descritto punto per punto ravvisa una pura, perfetta, cristallina fattispecie di reati compiuti in associazione a delinquere….. Negarlo significherebbe non capire nulla di diritto, oppure essere collusi, oppure entrambe le ipotesi….. O forse soltanto essere un po’ vigliacchi…....

In ambito bancario, monetario ed istituzionale, i predetti comportamenti di reato vengono compiuti da molti anni senza che vengano perseguiti, ma ciò non impedisce di perseguirli ora, perché in materia penale non esiste la desuetudine delle norme, e quantomeno questa procura dovrebbe ragguagliarcene.

Tutto ciò premesso, e con riserva di fornire ulteriori chiarimenti, se del caso.

CHIEDIAMO

Valutare se si configurino le ipotesi di reato in in calce evidenziate e finora descritte, e di procedere per la penale punizione dei colpevoli, nonché preliminarmente,  richiedere gli opportuni sequestri di
documenti cartacei e telematici, azioni, partecipazioni, valori mobiliari e immobiliari, nonché crediti, ai fini di:

a) assicurare la prova dei reati;
b) impedirne la soppressione e l’inquinamento;
c) impedire la continuazione dei reati;
d) assicurare la solvibilità dei responsabili nei confronti dello Stato e dei cittadini cui deve essere risarcito l’ingente ed immane danno cagionato con i comportamenti che si descrivono.

Sollecitiamo pure l’esecuzione di opportune perizie per la conferma della qui fornita ricostruzione.

È anche vero che è possibile che alcune delle persone che concorrono alla commissione di questi reati non siano consapevoli di come funziona il sistema e del fatto che ciò a cui collaborano è illecito, e che
quindi non siano punibili perché in buona fede; ma i dirigenti delle banche e dei ministeri, i governatori, i finanzieri, i direttori generali,  i ministri, ed i loro esperti e consiglieri, non possono pretendere essere considerati inconsapevoli di ciò che stanno facendo, perché è il loro mestiere.

Ricordo, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale in caso di evidenti violazioni di legge ….. e qui se ne sono verificate a josa, ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.

Chiediamo quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti a scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.
Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale;
e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.







IN FEDE.





ALLEGATO :

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02406

Atto n. 3-02406 (in Commissione)

Pubblicato il 27 settembre 2011

Seduta n. 610

LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. –

Premesso che:

l’agenzia di rating Standard & Poor’s, indagata dalla Procura di Trani per gravissimi reati, nonostante non abbia superato l’esame dell’Esma (European securities and markets authority) ed in data odierna non sia registrata tra le agenzie di rating certificate, quindi non sia abilitata ad emettere pagelle sull’Italia, a causa di una serie di conflitti di interesse poiché all’interno del suo azionariato vede un colosso dei fondi come Black Rock, con un patrimonio di circa 3.000 miliardi di dollari nel suo azionariato, che è tra i maggiori azionisti di Unicredit, nei giorni scorsi ha declassato l’Italia portandola da A + ad A;

scrive la giornalista, Carmen Carbonara, su “Il Corriere del Mezzogiorno” del 27 settembre 2011: «Il report di Standard & Poor’s che ha bocciato l’Italia una settimana fa, finisce nel fascicolo della procura di Trani che ipotizza i reati di insider trading e market abuse a carico di una delle “tre sorelle” (le altre sono Moody’s e Fitch) del rating americano. È l’ultimo capitolo dell’inchiesta aperta dal pm Michele Ruggiero sulle agenzie di rating, sospettate di aver emesso giudizi non veritieri nei confronti del sistema economico e bancario italiano, così come denunciato da Adusbef e Federconsumatori.

La decisione, già nell’aria da qualche giorno, è diventata concreta dopo l’incontro che il magistrato tranese ha avuto venerdì scorso con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a Roma. È stato un incontro del tutto informale. Letta non è stato ascoltato come persona informata sui fatti come avvenuto invece con altri esponenti di governo nei mesi scorsi interessati alla vicenda Moody’s, la prima agenzia a essere finita nel registro degli indagati per un report del 6 maggio 2010 che definiva l’Italia come un Paese “a rischio” al pari di Grecia e Spagna. Il sospetto della procura, che coincide sostanzialmente con quello di Letta, è che l’ultimo report di S & P, che ha declassato l’Italia da A+ ad A il 20 settembre scorso, non sia obiettivo perché espresso non sulla base di valutazioni economiche, ma politiche.

Non a caso gli analisti, nel declassare di un nocth (cioè un gradino) il debito italiano, hanno anche detto di aspettarsi che “la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento
continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”. Per questo il pm ha acquisito dalla Presidenza del Consiglio il
testo tradotto in italiano del report, che finirà all’attenzione di due consulenti già individuati dalla procura: gli economisti Donato Masciandaro della Bocconi di Milano e Giovanni Ferri dell’Università di Bari.

In realtà, però, materiale ancora più interessante è quello che il pm dovrebbe portare a casa dagli Stati Uniti, dove è programmata una trasferta il mese prossimo per acquisire gli atti della Sec (Securities and exchange commission, per intenderci la Consob americana) sul declassamento degli Usa fatto da Standard and Poor’s il 5 agosto scorso, quando il rating sovrano per la prima volta è passato da AAA ad AA+. L’atto portò a un’immediata reazione dello stesso presidente Barack Obama, che si affrettò a smentire la veridicità di quanto affermato da S & P.



Dopo una prima richiesta di quel rapporto, la procura ha deciso di fare una trasferta negli Stati Uniti. Lunedì, intanto, a Trani arriverà una delegazione greca, capeggiata da Kiriakos Tobras, che nell’aprile
2010 presentò una dettagliata denuncia al procuratore capo presso la Corte di Cassazione di Atene, contro gli speculatori»;

considerato che:

«l’onda lunga dello scandalo dei mutui subprime, trasformati in obbligazioni “sgonfiate” dallo scoppio della bolla immobiliare del 2007 – scrive Glauco Maggi su “La Stampa”-, ha raggiunto ieri, e non è la prima volta, Standard & Poor’s, e potrebbe avere conseguenze finanziarie molto serie per i conti dell’agenzia, nota per aver tolto in estate la Tripla A all’America di Obama per la prima volta. La McGraw-Hill, la compagnia di comunicazioni e analisi societarie che ha tra le sue divisioni l’agenzia di rating Standard & Poor’s, ha comunicato ieri di aver ricevuto un avviso di garanzia (Wells Notice) dalla Sec (Securities Exchange Commission, la Consob Usa), in cui è stata informata che sono in corso indagini contro la sua divisione aziendale responsabile della assegnazione dei rating ai debiti societari e governativi.

Questo avviso rappresenta il sospetto della Sec di un comportamento non etico tenuto dalla società ricevente, ed espone la lista completa delle questioni sotto esame. Il destinatario deve rispondere dando le sue argomentazioni a difesa, e se non lo fa, o se comunque viene giudicato alla fine colpevole, fioccano le multe.

Questo procedimento mira a concludersi con una ingiunzione civile, e la Sec potrà infliggere a S&P una pesante punizione pecuniaria sotto forma di risarcimento per i danni materiali procurati, e di richiesta di restituzione delle commissioni incassate in relazione al rating controverso. La Standard & Poor’s Ratings Services, in particolare, deve difendersi dall’accusa di aver violato la legge federale sulle emissioni di titoli mobiliari per il rating AAA dato nell’agosto 2007 a una offerta da 1,6 miliardi di dollari di obbligazioni, commercialmente note come Delphinus Cdo 2007-1, sottoscritte per i 3/4 dalla Mizuho International Plc (gruppo finanziario giapponese Mizuho), e gestite dalla Delaware Asset Advisors.

La polemica sulla “generosità” delle agenzie di rating nel valutare con addirittura tre A questi debiti costruiti sulla bolla del mattone è annosa: Delphinus crollò al rating spazzatura già a fine 2008.

La causa civile avviata ora si aggiunge ad altre iniziative legali della stessa Sec e del dipartimento della Giustizia contro le agenzie di rating e le maggiori banche americane negli Usa, sempre per questi bondbond. I Cdo, collateralized debt obligations, erano la famiglia di titoli più in voga nella stagione di boom immobiliare del decennio scorso.

La loro caratteristica era di essere “garantiti” da assets (beni) “collaterali”, come le rate dei mutui o di altri crediti da restituire negli anni a venire. Non era, in sostanza, l’emittente nominale del bond a rispondere del buon fine del credito di fronte agli investitori acquirenti dei Cdo, ma una miriade di altri debitori.

Quando i prezzi delle case sono caduti e i mutuatari non hanno potuto o voluto onorare le rate, i Cdo sono diventati titoli «tossici», non più in grado di pagare le cedole né di restituire il capitale. La riduzione, e in molti casi l’azzeramento, del loro valore di libro da parte delle banche che li avevano in portafoglio ha portato ai deficit di bilancio e alla crisi del sistema finanziario, che non è ancora stata superata.

Nel comunicare il ricevimento dell’avviso, la McGraw Hill ha aggiunto che sta cooperando con la Sec nelle indagini. Né la società né l’organo di vigilanza federale hanno fornito, fino a ieri, commenti più specifici sulla natura delle accuse. Le due altre maggiori agenzie di rating, Moody’s Investors Service, che ha tra gli azionisti Warren Buffett, e Fitch, il cui primo azionista è la società francese Fimalac, hanno detto di non aver ricevuto avvisi dalla Sec riguardante questo o altri Cdo»,


si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga doveroso di intervenire, nelle sedi internazionali, per impedire che società private, come Standard & Poor’s, prive della necessaria autorizzazione dell’Esma che le abilita ad operare in Italia, possano continuare imperterrite ad emettere report ad orologeria anche su istituzioni, enti locali e banche italiane per rendere più fertile il terreno alla speculazione, e se sia a conoscenza della meritoria inchiesta della Procura della Repubblica di Trani, avviata sulla base di denunce di Adusbef e Federconsumatori, che registra al momento sei indagati, tra i quali tre analisti della Standard & Poor’s, uno di Moody’s oltre ai responsabili legali per l’Italia delle due agenzie;

se le transazioni sui mercati azionari ed obbligazionari conseguenti all’ultimo report con cui Standard & Poor’s ha declassato il debito sovrano italiano da A+ ad A, che potrebbe contenere anche giudizi di natura politica, più che economica, non abbiano risentito di eventuali informazioni privilegiate da parte di alcuni soggetti operanti sui mercati, posto che i titoli di Stato italiani non sembra abbiano subito grandi oscillazioni nella data di diffusione del rapporto, ossia nella giornata di borsa di martedì 20 settembre, mentre al contrario ci sarebbero stati forti oscillazioni nella giornata precedente e se le transazioni sui BTP non possano aver concretizzato il reato di insider trading, aggiotaggio e manipolazione dei mercati;

quali misure urgenti il Governo intenda attivare, anche nelle future riunioni del G20 convocate nei prossimi giorni, per impedire che una consolidata cricca affaristico-finanziaria, composta da agenzie di rating, banche di affari (in primis Goldman Sachs e JP Morgan), fondi speculativi, in concorso tra loro e con le distratte autorità vigilanti quali Consob ed Esma, possano distillare quotidiane pillole avvelenate sui mercati, per determinare i corsi delle azioni, delle obbligazioni e dei titoli di Stato, con la finalità di conseguire enormi profitti, sulla pelle dei risparmiatori, delle famiglie e delle piccole e medie imprese, vessati da quelle stesse banche, che, con i loro dolosi ed avidi comportamenti, hanno determinato la crisi sistemica e messo a repentaglio la solidità dell’euro e dell’Europa;

quali urgenti iniziative intenda attivare nelle prossime riunioni del G20, per discutere regole e norme stringenti per un nuovo ordine monetario, che sottragga alla finanza speculativa ed alla dittatura dei cosiddetti mercati un potere enorme sugli Stati, che vedono limitare la propria sovranità, da una finanza spregiudicata che, dopo aver creato montagne di derivati OTC (700.000 miliardi di dollari, contro un PIL mondiale di 55.000) scambiati su piattaforme opache, hanno assunto funzioni arbitrarie che non dovrebbero essere nella disponibilità degli oligarchi che alimentano leve finanziarie, swap e CDS, ma dei Governi democraticamente eletti che, se non vogliono assistere ai funerali dell’euro e del sogno europeo, devono riacquistare la loro sovranità, su banche di affari, fondi speculativi e banche centrali, che, a giudizio dell’interrogante, appaiono come criminali seriali.


2 GIUGNO L'INDIGNAZIONE DEGLI EMILIANI


2 GIUGNO, L’INDIGNAZIONE DEGLI EMILIANI. ANCHE IL MINISTRO RICCARDI DISERTA LA PARATA   


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I festeggiamenti per l’anniversario della Repubblica italiana ha scatenato tante polemiche. In molti hanno preferito non partecipare alla parata delle forze armate ai Fori Imperiali a Roma. Sono diversi anche gli esponenti politici che hanno condannato la scelta di non annullare la parata. Tra questi il sindaco capitolino Gianni Alemanno, che si è fatto fautore della campagna su Twitter #no2giugno e Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, che, sempre sul social network aveva preso una posizione analoga.
Anche gli abitanti dell’Emilia Romagna, vittime del sisma che ha causato 17 morti e oltre 14.000 sfollati, sono indignati per la decisione del Capo dello Stato di non sospendere le feste.
Gli emiliani hanno urlato il proprio sdegno ai microfoni di Sky tg 24. “Non mi interessa niente di quello che succede a Roma, mi preoccupa solo il condominio crollato e la mia famiglia rimasta senza casa”. Così ha commentato uno dei tanti terremotati dell’Emilia. “A L’Auila sono ancora nella merda, e anche noi ci rimarremo per chissà quanto tempo” ha detto una donna la cui casa era stata distrutta. “Decidono sempre dall’alto, non tenendo conto delle nostre esigenze” accusa un’altra voce del popolo emiliano.
Di certo la decisione di festeggiare anche quest’anno il 2 giugno porterà con se strascichi di polemiche per diverso tempo.
IL MINISTRO RICCARDI ASSENTE ALLA PARATA – “Sono qua per dire che la Festa della Repubblica e’ la festa della solidarieta’ con tutti gli italiani e soprattutto con i terremotati”. Così il ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi ha annunciato il motivo per cui ha deciso di non presenziare alla parata ai Fori imperiali. I terremotati, ha aggiunto, “non sono soli, non lo sono oggi e non lo saranno domani”.

IO STO CON LA FIOM E VOI ?

   


   Controlacrisi.org intervista Maurizio Landini (Fiom): "Ora la Cgil deve dichiarare lo sciopero generale".



  Raggiungere Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, è in questi giorni convulsi molto difficile. Riunioni che si susseguono un clima caratterizzato da molteplici iniziative e altrettanti problemi da affrontare. Il Senato ha appena approvato la controriforma del mercato del lavoro Monti – Fornero, senza che finora si siano levate voci troppo forti o grandi mobilitazioni diffuse. La Cgil mentre il testo passava in aula, si è limitata con un presidio a criticare il fatto che il voto di fiducia impediva qualsiasi tipo di modifica o di emendamento. Ma cosa intende fare la Fiom?
«Abbiamo proclamato per il 13 e 14 giugno, giorni in cui il testo sarà in aula alla Camerai, mobilitazioni generali. Il 13 saremo presenti con iniziative in tutto il Paese, il giorno dopo, quando la votazione entrerà nel vivo, saremo davanti al parlamento e al ministero per lo sviluppo economico e ci faremo sentire. Ma ora è l’intera Cgil che deve rispettare l’impegno assunto nel direttivo e dichiarare lo sciopero generale. Le modifiche alla vita dei lavoratori non riguardano solo la Fiom ma tutte le lavoratrici e i lavoratori e occorre una reazione dell’intero sindacato. Il testo che verrà licenziato non è accettabile, non riduce le forme di precarietà, peggiora l’accesso e la consistenza degli ammortizzatori sociali e compie una mutilazione dell’articolo 18 impedendo di fatto la reintegra per chi viene licenziato. Questo non è più l’articolo 18».
Nel frattempo la crisi precipita e sempre più analisti anche di stampo liberale, dicono che austerità, contrazione dei salari e dei diritti, non risolvono ma accrescono le difficoltà.
«Siamo di fronte alla necessità di ricostruire l’idea di Europa. L’integrazione europea è stata fondata sulla moneta, sul mercato e sulla finanza, seguendo la logica secondo cui il mercato privo di vincoli avrebbe garantito sviluppo per tutti. Io credo che bisogna fare un bilancio dopo 20 anni altrimenti cadiamo in una recessione senza fine. Dobbiamo operare per un cambiamento sostanziale intervenendo sulla finanza, tassando le transazioni finanziarie e andando a stanare i capitali che finiscono nei “paradisi fiscali”. Occorre un controllo pubblico sull’economia per avviare una fase di crescita. E si tratta anche di una questione democratica generale. Va ripensato il ruolo dei governi e della rappresentanza dei soggetti politici, c’è insomma bisogno di un forte cambiamento politico. Le politiche di Monti sono sbagliate e ci stiamo avviando in una fase di profonda recessione anche a causa di queste scelte. Serve una svolta che sia tanto politica quanto sociale».
Invece si approva tranquillamente il “fiscal compact” e si modifica la costituzione in nome delle scelte dettate dalla Bce
«Il fiscal compact non doveva essere applicato né in Italia né nel resto d’Europa. Al contrario servono piani straordinari di investimenti pubblici e privati per creare lavoro. Il patto di stabilità imposto ai Comuni e l’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione costituiscono gravissimi errori politici. Bisogna invece ridare spazio alla sfera pubblica per riattivare l’economia e la produzione. Serve non solo a uscire dalla recessione ma anche per produrre diritti e libertà reali, per garantire democrazia. Gli ordini imposti dalla Bce non sono giusti e le persone se ne stanno accorgendo. Il risultato delle elezioni francesi lascia ben sperare, si potrebbe aprire una fase nuova in Europa. Ma il fondamento deve essere sociale, si devono creare le condizioni per colpire la dittatura della finanza e avviare un processo di partecipazione democratica alle scelte che vengono fatte. Dobbiamo ad esempio tenere conto dei dati della disoccupazione che da noi sono in forte crescita e creano una forte situazione di rischio».
Resta la scarsa presenza della “politica”. La Fiom per il 9 giugno ha convocato a Montesilvano i principali leader delle forze di sinistra e di centro sinistra per una discussione di ampio respiro. Cosa chiederete e soprattutto cosa vi aspettate da questa giornata?
«Si ritorna un po’ a quanto ho già detto. L’incontro del 9 vuole mettere al centro della discussione il fatto che mercato e finanzia condizionano la politica. Il lavoro e i problemi del lavoro non sono completamente rappresentati sia nelle scelte che vengono compiute sia nella rappresentanza concreta e reale. Noi vorremo ragionare attorno a cinque o sei questioni per definire un programma alternativo a Berlusconi e a Monti. Intanto la questione della democrazia. La Fiat realizza accordi separati ed espelle i sindacati non graditi, ma questo non capita solo nel mondo del lavoro. Crediamo che vadano riformati i luoghi di partecipazione e che la politica debba riformarsi dalle fondamenta mostrandosi capace di rispondere alle istanze delle persone. Ma vogliamo anche parlare di quello che il governo Monti ha fatto: per noi la riforma delle pensioni non può essere considerata definitiva. Non accetteremo che si vada in pensione a 70 anni e indipendentement dal lavoro che si svolge. Poi vogliamo parlare di come introdurre elementi di equità che questo governo non ha certo offerto, parlare di come ridurre la precarietà e come estendere gli ammortizzatori sociali. Ovviamente per noni resta fondamentale anche il ripristino dell’articolo 18. Oltre alla critica dell’esistente le proposte: come costruire nuovi posti di lavoro, come avviare una nuova politica industriale e che nuovo modello di sviluppo siamo in grado di proporre? Non si tratta solo di crescere ma di decidere cosa produrre e perché, come ripensare la qualità della vita e come garantire l’ambiente. Per questo abbiamo provato a mettere insieme le forze tradizionali ma anche soggetti che hanno aperto un processo di riflessione su questi temi. Vogliamo capire se hanno intenzione di assumere o meno questi contenuti programmatici».
In queste ore c’è una forte polemica che collega il dramma del terremoto in Emilia con la parata del 2 giugno. Cosa ne pensa, anche a titolo personale, Maurizio Landini?
«Io sono di origine emiliana conosco le terre travolte dal sisma. Sono stato nelle zone più colpite e si tratta di una tragedia di dimensioni spaventose. E si pongono numerosi problemi. Ci saranno ragioni per cui sono caduti i capannoni nuovi e sono rimasti in piedi quelli vecchi? È stato evidentemente possibile costruire senza alcun vincolo. Ora dobbiamo pensare a come ricostruire una zona che non solo è abitata ma è piena di distretti produttivi di eccellenza a livello europeo. E occorre farlo pensando al fatto che simili eventi non debbano più ridurre una popolazione e i luoghi di lavoro in cui operano in simili condizioni. E bisogna dimostrare un coordinamento fra governo Regione e le forze sociali per unire al meglio gli sforzi. Mi limito a dire che in questa situazione è fondamentale muoversi con sobrietà nell’utilizzo di risorse pubbliche per cose non fondamentali. Sarebbe saggio convogliare l’utilizzo delle risorse concrete limitando altre spese. Anche esempi che si caratterizzino per un forte valore simbolico hanno importanza».