E' uscita ieri l'agenzia che conferma la bontà e validità della nostra imperterrita azione di denuncia e sputtanamento...
di Orazio Fergnani
Ecco l'articolo che conferma il rinvio a giudizio dei
maggiori rappresentanti e funzionari delle agenzie di rating (anche da
no) denunciate....
L'agenzia di rating “Standard & Poor’s" mirava a destabilizzare l’Italia
La procura chiude le
indagini sull'agenzia di rating. Cinque le persone coinvolte con
l'accusa di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata.
"Fornivano intenzionalmente ai mercati un’informazione falsa in merito
all’affidabilità creditizia italiana, in modo da disincentivare
l’acquisto di Btp e deprezzarne il valore”
Aver messo in atto “una serie di artifici concretamente idonei a
provocare” tra l’altro “una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e
affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Con queste
parole i magistrati di Trani hanno notificato ieri a Milano l’avviso di
conclusione delle indagini ai vertici di Standard&Poor’s. Non solo.
Perché l’accusa dei pm all’agenzia di rating americana è anche quella di
aver utilizzato, in fase di elaborazione dei rating dell’Italia,
“analisti (non identificati) inesperti e incompetenti” nonché
comunicazioni
ai mercati fatte non “in maniera ‘tempestiva’, bensì in maniera
‘selettiva e mirata’ in relazione ai momento di maggiore criticità della
situazione politica economica italiana”.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Michele Ruggiero
della procura di Trani, ipotizza il reato di manipolazione di mercato
continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di
Standard & Poor’s financial service Deven Sharma, il managing
director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang (di S&P
Europe); Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea
del rating sui debiti sovrani. Secondo i magistrati queste persone, in
posizione apicale dell’agenzia, “attraverso descritti artifici, a
carattere informativo – costituenti condotte solo in apparenza lecite,
ma effettivamente illecite per come combinate fra loro, con modalità e
tempi accuratamente pianificati – fornivano intenzionalmente ai mercati
finanziari, quindi agli investitori, un’informazione tendenziosa e
distorta (come tale anche “falsata”) in merito all’affidabilità
creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio
economico adottate dal governo italiano, per modo di disincentivare
l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così,
il valore”.
Nell’avviso di chiusura indagini, il pm Ruggiero ricostruisce i
fatti, attraverso quattro diverse date, contestualizzando i report
dell’agenzia e gli effetti avuti sul mercato. E contesta le aggravanti:
la “rilevante offensività giacché commessi in danno dello Stato sovrano
italiano” e l’ aver “cagionato alla Repubblica Italiana un danno
patrimoniale di rilevantissima gravità”.
Tutto nasce da un esposto-denuncia dei presidenti di due associazioni
dei consumatori, Elio Lannutti, di Adusbef, e Rosario Trefiletti, di
Federconsumatori, che, dopo aver ringraziato il magistrato, annunciano
da subito che si costituiranno parte civile “a nome di migliaia di
risparmiatori frodati”. “E’ stata una indagine laboriosa – dice il pm
Ruggiero – perché abbiamo dovuto rileggere tutti gli episodi che erano
legati in pratica alle tappe dei pronunciamenti di S&P sull’Italia.
L’indagine – aggiunge – svela cosa c’è dietro”. E questo ha portato
anche a un cambiamento del reato. “L’ imputazione – spiega Ruggiero – è
stata comunque rivoluzionata perché prima si parlava di notizie false,
non vere, ora si parla di questioni molto, ma molto più gravi”.
Nell’avviso di conclusione delle indagini si fa riferimento a quattro
date chiave (venerdì 20 maggio 2011, venerdì 1 luglio 2011, lunedì 5
dicembre 2011 e venerdì 13 gennaio 2012) contestualizzando i report
dell’agenzia e gli effetti avuti sul mercato. L’accusa è quella di “aver
posto in essere una serie di artifici” tanto nell’elaborazione quanto
nella diffusione delle comunicazioni. Dall’avviso di conclusione delle
indagini i difensori degli indagati hanno venti giorni di tempo per
presentare memorie o chiedere supplementi di indagine. Con la chiusura
di questo ramo dell’inchiesta, rimangono ancora aperte le indagini che
vedono coinvolte le altre due altre società di rating,Moody’s e Fitch.
A
gennaio la Guardia di finanza aveva perquisito gli uffici milanesi di
S&P e Fitch per acquisire documenti in relazione ai report negativi
per l’Italia, diffusi tra maggio e luglio scorsi.
“Riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e
non supportate da alcuna prova. Continueremo a difendere strenuamente le
nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone”,
hanno commentato in una nota i legali di S&P.
fonte: ilfattoquotidiano.it
Qui nell’articolo nessun riferimento alla nostra denuncia… ma la nostra denuncia …. Qui di seguito allegata
evidenzia invece proprio i gravi reati a cui si riferisce la procura di
Trani …. Guarda caso… Forse anche noi abbiamo dato il nostro fattivo
contributo.
Veiensfurens.
Ecco la querela :
ROMA, 13/10/2011
Al Comando stazione dei Carabinieri
SEDE
Alla Procura Della Repubblica Competente
E, p.c. Ad Altri
QUERELA/DENUNCIA CONTRO :
- I responsabili legali dell’agenzia di “Rating” internazionale Standard & Poors, con sede in Milano
vc. San Giovanni Sul Muro,1 - 20121 - tel: 02 72111;
- I responsabili legali dell’agenzia di “Rating” internazionale Moody’s, con sede in Milano Corso di
Porta Romana, 68 – 20122;
- Eventuali responsabili legali di altre agenzie di “Rating” internazionali;
- Governatore Mario Draghi e direttore generale Fabrizio Saccomanni di “Banca d’Italia S.p.a.” ;
- L’amministratore delegato di Banca IMI S.p.A.
- L’amministratore delegato di Barclays Bank PLC
- L’amministratore delegato di BNP Paribas
- L’amministratore delegato di Citibroup Global Markets Ltd.
- L’amministratore delegato di Commerzbank A.G.
10. L’amministratore delegato di Credit Agricole Corp. Inv. Bank
11. L’amministratore delegato di Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
12. L’amministratore delegato di Deutsche Bank A.G.
13. L’amministratore delegato di Goldman Sachs Int. Bank
14. L’amministratore delegato di HSBC France
15. L’amministratore delegato di ING Bank N.V.
16. L’amministratore delegato di JP Morgan Securities Ltd.
17. L’amministratore delegato di Merrill Lynch Int.
18. L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
19. L’amministratore delegato di Morgan Stanley & Co. Int. PLC
20. L’amministratore delegato di L’amministratore delegato di Nomura Int.PLC
21. L’amministratore delegato di Royal Bank of Scotland PLC
22. L’amministratore delegato di Societè Generale Inv. Banking
23. L’amministratore delegato di UBS Ltd.
24. L’amministratore delegato di UniCredit Bank A.G.
25. ed eventuali altri, secondo il ruolo ed il grado di responsabilità risultante dalle indagini.
Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:
1) Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
2) Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
3) Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
4) Corruzione del cittadino da parte dello straniero (art. 246);
5) Disfattismo politico (art.265 cp);
6) Disfattismo economico in periodo di guerra contro Serbia, Iraq, Libia, etc., etc., (art.267 c.p.);
7) Devastazione, saccheggio e strage (art.285 c.p.);
8) Corruzione per un atto d’ufficio (art.. 318 c.p.);
9) Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.);
10) Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art.320 c.p.);
11) Rifiuto di atti d’ufficio (art.328 c.p.);
12) Abusivo esercizio di professione (art. 348 c.p.);
13) Turbata libertà degli incanti (art.353 c.p.);
14) Omessa denuncia di reato da parte del cittadino (art. 364 c.p.);.);
15) Associazione a delinquere (art.416 bis);
16) Devastazione e saccheggio )art.419 c.p.);
17) Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione
(art.499 c.p.);
18) Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
(art.501 c.p.);
19) Manovre speculative su merci (art.501 bis c.p.);
20) Turbata libertà dell’industria o del commercio (art.513 c.p.);
21) Istigazione o aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
22) Furto (art.624 c.p.);
23) Truffa (art.640 c.p.);
24) Frode informatica (art.640 ter c.p.);
25) Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate, o tendenziose, atte a turbare l'ordine
26) pubblico (art. 656 c.p.);
27) Procurato allarme presso l'autorità (art. 658 c.p.)
28) Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
29) Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.
LUOGO DI COMMISSIONE : Territorio nazionale ed internazionale
TEMPO DI COMMISSIONE : Reati in corso di esecuzione;
Arresto obbligatorio in flagranza
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono
all'arresto di chiunque colto in flagranza di un delitto non colposo,
consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena
dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni
e nel massimo a venti anni.
2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli
agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque è colto
in flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o
tentati:
a) delitti contro la personalità dello Stato
previsti nel titolo I del libro II del codice penale per i quali è
stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque
anni o nel massimo a dieci anni;
b) delitto di devastazione e saccheggio previsto dall'articolo 419 del codice penale;
c) delitti di promozione, direzione,
costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista
dall'articolo 416 commi 1 e 3 del codice penale, se l'associazione è
diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 o
dalle lettere a), b), c), d), f), g), i) del presente comma.
Persone offese: la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, tutti i Contribuenti italiani
Questa è una denuncia che chiede al potere giudiziario di
prendere una chiara ed inequivocabile posizione rispetto a questi
illeciti, politici, finanziari, economici.
SCENARIO DI RIFERIMENTO E CONDIZIONE INTERNAZIONALE ATTUALE DELL’ITALIA
L’Italia è ormai di fatto da molti anni in stato di guerra…. Il fatto che ormai sia entrata in disuso la formale notifica di
dichiarazione di guerra
non sta a significare che noi italiani siamo in periodo di pace… questo
in quanto insieme ad altri maggiori aggressori abbiamo corpi di
spedizione armati di tutto punto in una decina di Paesi esteri … in
particolare contribuiamo ad occupare massicciamente
IN ARMI
(e non con per gioco) la Serbia, Iraq, Afganistan, Libia, Libano, etc.,
etc…. e questo per me/noi sta a significare indiscutibilmente il nostro
“stato di guerra de facto e de Jure” contro i Paesi succitati …..
Tant’è, se ne occorresse riprova, che ormai quasi giornalmente muoiono
nostri giovani ragazzi colà visti, giustamente, come invasori di un
violento occupante straniero… Checchè ne dicano e tentino di
giustificarsi i nostri governanti..
Occorre prendere atto senza falsi ed ipocriti buonismi che l’Italia
da oltre un decennio è perennemente in “istato di guerra”… Per di più
noi cittadini, per essendo per la massima parte contrari costretti a
finanziarne i non lievi costi di circa due miliardi di euro l’anno…..
Per questi motivi si deve considerare quanto sotto descritto
ed i relativi reati, come commessi in periodo di guerra e come tali
considerati e valutati, e quindi i fatti di seguito descritti devono
essere visti anche secondo l’art. 265 in
vigore … < Chiunque in tempo di guerra diffonde o comunica voci o
notizie false, esagerate o tendenziose , che possano destare pubblico
allarme o …… omissis ….. , o svolge comunque un’attività tale da recare
nocumento agli interessi nazionali….. , è punito con la reclusione
…….>
E altrettanto l’articolo 267 ….. < Chiunque in tempo di
guerra adopera mezzi diretti a deprimere il corso dei cambi , o ad
influire sul mercato dei titoli o dei valori, pubblici o privati, in
modo da esporre a pericolo la resistenza di fronte al nemico, è punito
con la reclusione non inferiore a cinque anni ….. .>
PREMESSA
Sono in corso da molti anni una serie di reati di ogni genere in danno
dello Stato e dei cittadini tutti commessi da una innumerevole quantità
di personaggi italiani e stranieri di ogni ordine, grado, rango e ruolo
sia all’interno delle istituzioni pubbliche e private italiane e
altrettanto in istituzioni pubbliche e private estere… A costoro si
devono ad esempio le cosiddette “liberalizzazioni”, le “privatizzazioni”
e le continue regalie effettuate da numerosi personaggi pubblici già da
noi numerose volte denunciati.
Ora, sempre nel quadro di una medesima, continuativa e complessiva
strategia, siamo qui a denunciare un’ ulteriore serie di atti
delinquenziali messi in azione da ben precise ed individuate istituzioni
di “Rating” internazionale che da anni, ma sempre più negli ultimi
mesi, si muovono con una decisa e precisa volontà di saccheggio,
devastazione, turbativa, speculazione, su ogni tipo di risorsa e
ricchezza sottraibile sia allo Stato che ai Cittadini italiani.
CONSIDERAZIONI
Quanto segue non è una mia scoperta o teoria, ma riporta studi
economici e giuridici di carattere scientifico e prodotti da studiosi e
da accademici di diversi paesi: i proff. James Robertson e Joseph
Huber[1]; Richard Werner[2]; John Sloman[3]; il famoso Giacinto Auriti
docente in varie università italiane; l’ex P.G. presso la Corte di
Appello dell’Aquila, dr. Bruno Tarquini[4]; l’avv. Marco Della Luna[5];
Steven Zarlenga[6], presidente dell’American Monetary Institute, e tanti
altri illustri economisti.
Esiste, come anche sostenuto da questi economisti, da lungo tempo un meccanismo di
falsi contabili e falsi in bilancio (dello Stato, della Banca d’Italia, delle banche commerciali), evasione fiscale, truffa,
usurpazione, di diritto e tutta la serie innumerevole di fattispecie
di reato elencato in prima pagina tutti tesi ad un fittizio ed artefatto
“Debito Pubblico”.
Un meccanismo che porta a creare false, apparenti e indebite
passività della finanza pubblica,le quali a loro volta portano alla
presente, oppressiva, e conseguente pressione fiscale ed infine alla
perdita dei beni dei cittadini e dello Stato ed infine al DEBITO
PUBBLICO….. all’improprio, indebito, inventato, illusorio indebitamento
di enti locali, di province e di regioni.
Artificio criminoso e criminogeno per la sua perversa intensità e
falsità dei suoi presupposti, e soprattutto per l’arbitrarietà
realizzato
attraverso la costruzione di falsi ed illeciti presupposti giustificativi.
Infatti la contrazione del debito pubblico
attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico avviene in modo
pretestuoso, senza reale corrispettivo, al solo fine di attuare un
trasferimento di potere d’acquisto
dai contribuenti (dal popolo) ai banchieri privati ed un indebitamento dello Stato e del popolo verso costoro.
Quest’operazione per le sue dimensioni nel corso degli ultimi decenni in particolare ha attuato di fatto
un trasferimento di potere politico in favore dei predetti banchieri privati.
Cosa che si è apertamente manifestata pochi giorni or sono con
l’apparizione della lettera segreta, poi pubblicata, indirizzata da
Trichet (governatore della B.C.E.) al presidente del Consiglio dei
Ministri Berlusconi…. In cui gli si
imponeva
senza mezzi termini il “Diktat” delle severe restrizioni e rinunce che
lo Stato ed i cittadini italiani dovranno accettare senza condizioni,
comportamento di gravità inaudita!!
L’intera operazione configura un’eversione dell’ordinamento e
della legalità costituzionali, ed è perpetrata in forma ovviamente e
palesemente ed inconfutabilmente associativa.
La presente denuncia intende quindi provocare una risposta del potere giudiziario, nell’un senso o
nell’altro, anche per accertare quali margini di legalità e di
recupero di legalità rimangano in Italia e fino a che livello sia
pervenuta la dipendenza della politica e delle istituzioni rispetto al
potere bancario.
Il sistema bancario internazionale, in mano a finanzieri privati,
di fatto ha esautorato lo Stato e le
istituzioni democratiche e rappresentative, spogliandoli della sovranità e della stessa indipendenza, e sottomettendoli all’interesse e
alla volontà dei propri capi, per lo più stranieri.
Inoltre, il debito pubblico è illegittimo e incostituzionale,
fraudolento, in quanto nascente dall’uso di questo potere monetario da
parte di soggetti privati che non hanno titolo ad esercitarlo, per di
più nel processo di realizzazione pure truffando!.
Tutto ciò premesso come situazione di sfondo poco rassicurante, anzi tenebrosa ed infida….
L’ultima truffa in ordine di tempo messa in atto per mettere in
ginocchio la Nazione consiste in un’operazione all’apparenza del tutto
onesta, e legittima…. E cioè nel classificare i titoli di debito
pubblico degli Stati in generale … in particolare a noi interessa le
operazioni che riguardano conseguenze allo Stato italiano…. che sono
stati emessi appunto a fronte del debito pubblico dello Stato italiano e
i cui “Titoli di debito” sono stati messi all’asta in vari periodi
successivi, anche distanti molti anni tra di loro e che fluttuano di
rendimento, Interesse…… (usura…..) a seconda di vari parametri ….. fra i
quali certamente il più importante è la cosiddetta “valutazione di
rischio “che viene stilata periodicamente da delle “istituzioni”
private, che non rispondono delle proprie delinquenziali esternazioni a
nessuno Stato e a nessun codice penale…. Ma solo esclusivamente ai
propri azionisti privati cittadini per la stragrande maggioranza
esteri…..
In pratica succede questo
L’economia dello Stato necessita di denaro come unità di misura
del valore e soprattutto quando il prodotto dell’economia cresce le
banche private ed anche la Banca d’Italia hanno bisogno di nuove
“iniezioni” di valore”… per cui la Banca Centrale di emissione cede
allo Stato (direttamente o mediante l’interposizione di SIM in funzione
di foglie di fico) banconote contro la cessione di titoli del debito
pubblico soggetti a interesse passivo.
I titoli e l’interesse vengono pagati con le tasse, quindi gravano
sui contribuenti e sullo Stato, mentre vanno ad arricchire gli azionisti
privati delle banche di emissione.
L’indebito arricchimento è grosso modo pari al debito
pubblico contratto dallo Stato e dalle P.A. verso le banche suddette,
…pure se … e per di più ……. il cosiddetto “debito pubblico” IN REALTA’
non è dello Stato verso le banche, ma delle Banche verso lo Stato ed i cittadini.
Ma tralasciamo quest’aspetto che abbiamo già esaminato in precedenti denunce
Il profitto così realizzato a spese dei cittadini è stimabile, in
Italia, intorno agli 80 miliardi di euro l’anno. Lo Stato, come
suggerito dai succitati autori (Robertson, Huber, Tarquini, Della Luna
potrebbe e dovrebbe,
a rigor di logica e di diritto, emettere le banconote in proprio,
esattamente come tuttora e sempre emette in proprio le monete
metalliche, e come emetteva i biglietti di Stato di 500 Lire (negli USA,
l’amministrazione Lincoln e l’amministrazione J.F. Kennedy emettevano
pure United States Notes, ossia biglietti governativi).
In tal modo non si produrrebbe alcun tipo di debito pubblico.
Ma questo incredibilmente ed
inspiegabilmente non avviene
Ed invece lo Stato a fronte di pezzi di carta colorati (non
garantiti da nulla) “preferisce” emettere “Titoli” di indebitamento
pubblico….. garantiti (questi si) dallo Stato….
Stato che oltre ad essere succube di molti possibili ricatti,
come fin qui descritto, e nelle altre precedenti denunce …. È per di
più asservito e soccombente rispetto alle cosiddette “classificazioni”
delle cosiddette “agenzie di rating”……
È ciò completa una infame “summa” di gran porcate e
costituisce la ciliegina sulla torta di una enorme truffa, ma
soprattutto un’eversione dell’ordine costituzionale, un’usurpazione e
sottrazione di potere sovrano, in cui banchieri, ministri, alti
dirigenti dello stato, tutti concorrono e sono concorsi.
Il FATTO
L'attacco della speculazione che l’8 luglio 2011, e poi tuttI i
successivi saccheggi verificatisi ripetutamente fino ad oggi sono stati
diretti dalla finanza internazionale contro la Borsa italiana,
provocando un ribasso del 3,47% pari a una perdita di 14,1 miliardi di
capitalizzazione, solo nella prima citata occasione….
non è una semplice operazione finanziaria; continuare a parlare dei "mercati finanziari" astrattamente è pura omertà costoro hanno
nomi e cognomi, sono uomini e gruppi con precisi e chiari interessi ed obiettivi ……
la destabilizzazione di
interi Paesi.
L'Italia viene attaccata perché è uno dei Paesi più ricchi in assoluto
che resiste alla crisi finanziaria grazie alle famiglie e alla rete
delle sue piccole e medie imprese fregandosene delle idiozie della
globalizzazione finanziaria. Le imprese, le banche le aziende e gli
immobili italiani rappresentano quindi primario
obiettivo per chi spera di comprarle a costo zero fra qualche mese.
Si attacca l'Italia perché per se stessa, per dare il
colpo definitivo all'euro e perché come sempre il nostro Paese ha una
posizione determinante rispetto ai futuri assetti del Mediterraneo e del Medio Oriente.
La visione del mercato finanziario globale come potere regolatore degli
assetti economici mondiali, ha conferito alle forze speculative insite
in sé di esercitare un infinito potere di estorsione politica; non vi è
più alcun Paese al mondo che non dipenda in qualche modo da questa
ristrettissima élite di signori
dello strozzinaggio del denaro, i quali dispongono
di uno strumento di controllo imbattibile , costituito dalle agenzie di
rating che, a livello mondiale, sono soltanto cinque, delle quali
tre hanno un
monopolio di fatto del settore.
Moody's e
Standard&Poor's sono all’attacco dell'Italia, come della Grecia un anno fa, sono stati infatti principalmente gli
outlook(previsioni) di queste due agenzie di rating a dare il segnale che si poteva colpire l'Italia.
Alexander Kockerbeck, vice-presidente di Moody's, e
Alex Cataldo, responsabile Italia della stessa agenzia, emettono sentenze definitive sul presente e sul futuro economico del nostro Paese,
senza essere dotati di alcuna autorità
il loro potere deriva unicamente dal fatto di essere società
controllate a loro volta da società finanziarie internazionali, ….. le
stesse società di cui dovrebbero valutare obiettivamente prodotti e
performance.
"Il primo azionista di Moody's, con il 13,4% del capitale, era a fine dicembre del 2009, secondo rilevazioni Reuters,
Warren Buffett,
con il suo fondo Berkshire Hathaway; al secondo posto con il 10,5%
Fidelity, uno dei più grandi gestori di fondi del mondo, eppoi State
Street, BlackRock, Vanguard, Invesco,
Morgan Stanley Investment .
Goldman Sachs e JP Morgan “specialisti” della Banca d’Italia nell’aquisto di titoli del “Debito Pubblico”) ……..
I N C R E D I B I L E ! ! ! ! !
Insomma … LE BANCHE “SPECIALISTE” IN ACQUISTO DEL DEBITO PUBBLICO
ITALIANO sono anche fra i più grandi gestori di fondi a livello mondiale
….
e…. sono anche azionisti di Moody's. E guarda caso lo stesso vale anche per Standard&Poor's : ….. Blackrock, Fidelity, Vanguard. …………..
Gli stessi nomi……
Insomma tutta questa filiera di truffatori professionisti… ha tutto da guadagnare (miliardi di euro) a parlare male dell’Italia
E’ NORMALE, LECITA…… LEGALE una simile concatenazione di fatti in conflitto di interessi??????
Per di più queste agenzie non hanno alcuno status giuridico, nemmeno negli Stati Uniti……
Il loro infingardo e truffaldino ruolo è stato reso possibile dal fatto che il governo degli Stati Uniti le ha definite
Nationally Recognized Statistical Rating Organizations (NRSRO) e lo stesso ha fatto la
Securities and Exchange Commission (SEC), agenzia governativa che vigila sui mercati azionari.
Nonostante le frequentissime e numerose loro previsioni si siano
dimostrate semplicemente ridicole come mostrano il caso del crollo della
Enron o quello di Lehman Brother's, quando di queste aziende le agenzie
in questione hanno continuato a dare fino ad un minuto prima del crack
valutazioni di altissima affidabilità. Frequenti le indagini a loro
carico tenutesi negli Usa, e come anche pochi mesi fa è avvenuto presso
la Consob italiana, senza che il pubblico sia stato edotto di quanto
emerso.
E soprattutto va
tenuto ben presente che sono sempre questi mascalzoni matricolati (anzi
senza matricola) che hanno permesso la crescita esponenziale e poi
l’esplosione dei titoli tossici.
Un monitoraggio effettato dall'Adusbef su oltre 1.000 “report”
(consigli per gli acquisti o per le vendite su titoli e/o azioni) emessi
a pagamento (quindi con un potenziale conflitto di interessi, a volte
anche quando non è stato richiesto) dalle maggiori agenzie di rating,
anche di origine bancaria, ha rappresentato la prova provata che tali
rapporti sono risultati sballati al 91 per cento,efficaci al 9 per
cento. Quando le agenzie diffondono su internet, tramite lettere
finanziarie o stampa specializzata,i loro reports su società quotate, i
consigli (ad acquistare: buy; vendere: sell; o tenere: hold ) 9 volte su
10 si sono rilevati vere e proprie bufale a danno dei risparmiatori i
quali, seguendo quei non proprio
disinteressati consigli, hanno messo a repentaglio il frutto del loro
sudato risparmio, con perdite maggiori rispetto alla loro normale
capacità di investimento.
Le società di rating,poiché sono pagate dai committenti e non dagli investitori,sono portatrici di
un
conflitto di interessi, che ha mostrato tutta la sua evidenza negli
scandali finanziari mondiali: dalle Enron e Worldcom alla Parmalat.
Contro ogni logica considerazione Moody's, Standard&Poor's e
Fitch continuano da anni a macinare profitti incredibili…..Eccone il
dettaglio…. "Moody's, solo nel 2009, per ogni 100 dollari che ha
fatturato ne ha guadagnati sotto forma di utile operativo ……. Omissis ….
sul mestiere più remunerativo, quello appunto dell'assegnare pagelle,
la redditività balza al 42% sui ricavi. Un exploit il 2009? No. Gli anni
d'oro sono stati altri: nel 2007 il margine operativo era al 50% dei
ricavi e nel 2006 si è toccato il picco del 62% di utili operativi sul
fatturato. …. Omissis….. (fonte: Il sole 24 Ore).
Insomma i nostri
Paesi sono
soggetti a valutazioni di valore internazionale da parte di
agenzie che
da tali valutazioni traggono direttamente profitto e che sono per di più di
proprietà di società finanziarie
che da quelle valutazioni possono trarre a loro volta direttamente
profitto! I così detti “Specialisti investitori d’asta” un elenco di una
ventina di banche ……………
Quando queste agenzie tagliano il rating di uno Stato, accrescono il
tasso di interesse richiesto dagli “SPECIALISTI AUTORIZZATI” per
acquistare titoli di debito pubblico di questo Stato così accrescendo il
rischio della bancarotta che hanno annunciato e quindi “
realizzare” le proprie profezie.
Da evidenziare il fatto che alla base dell'attuale critica situazione dei Paesi europei ed in primis dell’Italia sta il
Trattato di Maastricht (una delle maggiori idiozie del genere umano),
che ha fatto un “regalo” ai poteri del capitale finanziario
internazionalizzato, sancendo le modalità che gli Stati membri devono
seguire per approvvigionarsi di moneta … inarrivabile oscenità
demenziale e delinquenziale…. Avendo stabilito che le banche centrali
hanno il divieto di finanziare direttamente gli Stati, i quali devono quindi trovare prestatori sui mercati finanziari. (GLI STROZZINI INTERNAZIONALI).
Vale a dire gli “specialisti delle aste” ….. che si chiamano Morgan Stanley. (vedi elenco), ……
che sono i controllori
di quelli che stabiliscono il grado di rischio dei Paesi e che quindi
determinano il salire del tasso di interesse … Così permettendo insani
guadagni alla filiera di rapina/saccheggio/estorsione….
Questa "
punizione monetaria" deriva dalla cosiddetta
"liberalizzazione finanziaria", che è l'esatto opposto delle politiche
adottate dopo la il crollo di Wall Street del ’29 ….sarà casuale?.
È ormai chiarissimo che lo scopo dei trattati europei è di
assoggettare gli Stati, giungendo a condizionare la vita di intere
generazioni di comunità nazionali: il fatto che gli Stati e le regioni,
le province, i comuni siano andati a cercare i soldi sui mercati
finanziari, proprio mentre il credito veniva, come in Italia,
trasformato per legge da funzione sociale ad attività esclusivamente
lucrativa, pone i nostri Paesi alla mercè dei signori della moneta
debito.
Se fossero semplicemente i deficit e le cattive amministrazioni pubbliche a giustificare la
speculazione finanziaria, ci si dovrebbe chiedere come mai questa colpisca l'Europa e non gli Stati Uniti,
e come mai gli attacchi si dirigano contro l'Italia o la Grecia e non
contro la California, uno stato americano che è in conclamata bancarotta
da anni!
L’unico aspetto positivo che si appalesa della tempesta che si
annuncia nei prossimi mesi sull'Italia è la presa di coscienza della
necessità di sottrarre i nostri Paesi al condizionamento del capitale
finanziario internazionale, riaffermando il principio che, nelle nostre
democrazie, la gestione della cosa pubblica
deve essere demandata esclusivamente a rappresentanti eletti dal popolo e ai “Poteri nazionali”.
È inoltre necessario ed indeferibile richiedere l'
apertura di un'inchiesta internazionale sulla condotta delle agenzie di rating,
da promuovere presso le Nazioni Unite, allo scopo di verificarne
composizione azionaria, conflitti di interesse, liceità delle attività
svolte ed effetti diretti ed indiretti della
loro condotta sulle economie dei singoli Paesi negli ultimi venti anni;
nel
frattempo le attività di rating di queste agenzie, in quanto parti
interessate, devono essere sospese a tempo indeterminato.
Nel contempo riconsiderando finalmente la
questione della sovranità economica delle comunità nazionali che è la sola via per
riscattare i nostri popoli dalla schiavitù del debito falso, artefatto e truffaldino.
Ma chi sono gli “Investitori istituzionali” che strozzano i titoli di debito pubblico degli Stati???
1) Banca IMI S.p.A.
2) Barclays Bank PLC
3) BNP Paribas
4) Citibroup Global Markets Ltd.
5) Commerzbank A.G.
6) Credit Agricole Corp. Inv. Bank
7) Credit Suisse Securities (Europe) Ltd.
8) Deutsche Bank A.G.
9) Goldman Sachs Int. Bank
10) HSBC France
11) ING Bank N.V.
12) JP Morgan Securities Ltd.
13) Merrill Lynch Int.
14) Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.
15) Morgan Stanley & Co. Int. PLC
16) Nomura Int.PLC
17) Royal Bank of Scotland PLC
18) Societè Generale Inv. Banking
19) UBS Ltd.
20) UniCredit Bank A.G.
Il modo di agire è sempre lo stesso … le recite della “pagella” sono
sempre di una ripetitività e di una banalità disarmanti: i tagli nelle
spese di bilancio non sono sufficienti e la “riforma delle pensioni”
(leggi privatizzazione delle pensioni) va troppo a rilento. Sono
giudizi, ripetuti in salse un po' diverse, che sono stati emessi per
tutti, siano questi paesi industrializzati o nazioni in via di sviluppo.
L'effetto immediato del voto negativo è un aumento dei tassi di
interesse per “ricomprare” la fiducia dei sottoscrittori di obbligazioni
e di altre forme di credito, per cui tutto il debito pubblico e privato
di una nazione costa subito di più (la stima del declassamento
italiano, calcolata da Adusbef,è pari a circa 3,3 miliardi di euro), con
ricadute negative sul bilancio statale e con l'aggiunta di ulteriori
tagli alla spesa sociale.
Inoltre le “tre sorelle” hanno partecipazioni dirette, attraverso i
membri dei loro consigli direttivi, Board of Directors, delle più grandi
corporations internazionali e delle più grandi banche internazionali,
pesantemente coinvolte nelle operazioni di finanza derivata, cioè in
quelle speculazioni finanziarie principalmente responsabili delle bolle
speculative e dell'attuale crisi finanziaria sistemica globale.
1) La Standard & Poor's (S&P) è sussidiaria della
multinazionale McGraw-Hill Companies. Il presidente di McGraw-Hill è
Harold McGraw III, che è, tra le altre cose, contemporaneamente membro
del Board of Directors della United Technology (multinazionale degli
armamenti) e della ConocoPhillips (petrolio ed energia). È stato anche
membro del “Transition Advisory Committe on Trade” del presidente George
W. Bush padre.
Tra i membri del Board of Directors della McGraw-Hill, che decidono quindi anche dell'attività della
S&P, troviamo: Sir Winfried Bishoff, presidente della
Citigroup Europa
e uomo di punta della Henry Schroder Bank di Londra; Dougals N. Daft,
presidente della Coca Cola Co.; Hilde Ochoa-Brillenmbourg, alto
responsabile della
Credit Union del FMI-World Bank;
James H. Ross, della British Petroleum; Edward B. Rust Jr., presidente
della'assicurazione State Farm Insurance Company,
direttore della Helmyck & Payne, e già membro del Transition
Advisory Team Committee on Education della presidenza di George W. Bush
(padre); Sidney Taurel, presidente della farmaceutica Eli Lilly (che in
passato ha vantato tra i suoi dirigenti anche Kenneth Lay, condannato
per la bancarotta della Enron) e direttore dell'IBM, già membro nel 2002
dell'Homeland Security Advisory Council (l'apparato dell'antiterrorismo
statunitense).
2) L'agenzia di rating Fitch di New York è
sussidiaria della multinazionale dei servizi finanziari Fimalac, con
sede centrale a Parigi. Nel 2005 la multinazionle americana delle
comunicazioni Hearst Corporation ha rilevato il 20% del pacchetto
azionario.
Il suo presidente è Marc Ladreit de Lacharriere, uomo della Renault e della
Banque Suez. Tra i membri del Board of Directors troviamo: David Dautresme della banca Lazard Freres; Philippe Lagayette della
JPMorgan & Cie; Bernard Mirat della Cholet-Dupont (finanza); Bernard Pierre della Fremapi (metalli preziosi).
La Fimalac vanta anche un International Advisory Board per dare
più lustro e potere alla multinazionale, che nel 2002 annoverava tra gli
altri: Felix Rohatyn della
Lazard Freres, l'uomo che ha recentemente smantellato l'industria americana dell'auto; Sholley della
UBS Warburg, Reimnits della
Kommerz Bank, Peberan della
Paribas, rappresentanti della Nestlè, della Bentelsmann e anche l'ex presidente della
Federal Reserve americana Paul Volker e l'italiano Lamberto Dini.
3) L'agenzia di rating Moody's è sussidiaria della Moody's Corporation,
con sede centrale a New York. Il presidente è Raymond W. McDaniel Jr.
Tra i membri del Board of Directors troviamo: Basil L. Anderson della
Stables Inc. e della Hasbro Inc (due giganti del settore vendite e
servizi); Robert Glauber della
ING Group (settore
bancario e assicurativo con base in Olanda), già sottosegretario del
ministero delle finanze americano nel periodo 1989-92; Henry Mc Kinnell,
della multinazionale farmaceutica Pfizer e della Exxon Mobil
(petrolio); Nancy S. Newcomb della
Citigroup e della Sysco Corporation (settore alimentare);
John K. Wulff, della multinazionale chimica Herculer, della
KPMG
(la multinazionale di consulenza finanziaria e di certificazione dei
bilanci), della Sunoco (petrolio) e della Fannie Mae (che insieme alla
Freddie Mac detenevano quasi tutto il pacchetto ipotecario immobiliare
americano della bolla).
Le “tre sorelle” del rating quindi, non sono solamente
l'espressione dell'intreccio dominante delle multinazionali, ma in
particolar modo sono una struttura organizzata delle principali banche
del pianeta che controllano il sistema finanziario e debitorio delle
nazioni e di tutti i settori dell'economia sia privata che pubblica. Ma
la cosa che si vuole con precisione sottolineare è l'influenza
determinante esercitata sulle “tre sorelle” da quella finanza altamente
speculativa che è responsabile della gigantesca bolla in derivati
finanziari che ha precipitato il mondo intero in un processo di crisi
sistemica.
Secondo i rapporti della Banca dei Regolamenti Internazionale
(BRI) di Basilea, la banca di coordinamento di tutte le banche centrali,
alla fine di dicembre 2005 solamente il totale del valore nozionale di
tutti i derivati finanziari Over The Counter (OTC), cioè quelli che non
appaiono sui bilanci delle banche e finanziarie che li sottoscrivono,
aveva raggiunto i 284.819 miliardi di dollari, cioè sette volte il PIL
mondiale ( alla fine del 2003 era di 197.167 miliardi, cioè quasi
100.000 miliardi in più solamente in 24 mesi!).
Oggi siamo
arrivati ad una inimmaginabile, folle cifra di circa 700.000 miliardi di
dollari ……oltre 12 volte tutto il PIL mondiale annuale …..
Queste sono operazioni finanziarie altamente speculative, soprattutto
scommesse sugli andamenti futuri dei tassi di interesse, che hanno già
portato l'intero sistema in crisi con il fallimento del fondo LTCM nel
1998 e continuano a scuotere quotidianamente il sistema finanziario e
monetario, fra cui il fallimento per 6,5 miliardi di dollari del fondo
americano Amaranth (con ricadute negative anche sui
fondi gestiti italiani,dal san Paolo Imi alle Generali). Si noti che
alla vigilia della crisi del 1998 il totale dei derivati OTC era di
28.000 miliardi di dollari.
Secondo l'ente statale di controllo sul denaro circolante negli
USA, il Comptroller of the Currency, a fine giugno 2006 la JPMorgan
vantava da sola un valore nominale di derivati OTC pari a 57.300
miliardi di
dollari (cinque volte il PIL americano) e la Citigroup vantava 25.327
miliardi di dollari in derivati OTC. Anche le altre banche sono
pesantemente coinvolte in queste operazioni sebbene seguano a grande
distanza questi due colossi della speculazione finanziaria.
Tutto questo ci porta a concludere che le “tre sorelle” sono
totalmente squalificate nella pretesa di valutare la solidità economica e
finanziaria degli stati e delle imprese,
e per di più sono
parte integrante del PROBLEMA che sta portando il mondo economico verso
il crack e la crisi sistemica con conseguenze devastanti per l'intera
vita economica, sociale e politica del pianeta. Questa
riflessione non si deve fermare soltanto al rifiuto delle ricette
imposte dalle agenzie, ma deve sollecitare un'azione, coordinata
internazionalmente, per ridefinire le regole e i progetti per un nuovo
sistema monetario e finanziario internazionale, per una nuova Bretton
Woods
capace di promuovere un nuovo ordine economico mondiale più giusto.
La risoluzione, approvata in questi giorni all'unanimità
dalla Commissione Finanze della Camera, con la quale il Parlamento
accusa le agenzie di rating di comportamenti molto gravi, "aggiotaggio e
destabilizzazione del mercato", e invita il governo a denunciare queste
agenzie alla neo costituita Authority europea per il controllo dei
mercati (Esma: European securities market authority). Si tratta di una
decisione importante, politicamente forte (l'unanimità in Parlamento è
cosa rara), una scelta che condividiamo. Di recente, autorevoli studi e
indagini, a cominciare da quelli della Sec americana (Security exchange
commission, l'organo di controllo della Borsa di New York), hanno
ampiamente dimostrato che c'è del marcio nelle agenzie di rating.
Ma la cosa che lascia davvero sbigottiti ed interdetti….. è
che nonostante quanto fin qui detto…. Del tutto a conoscenza degli
esperti economici…. Anche del presente governo italiano…. Questi rimanga
assente, passivo, remissivo ed impotente di fronte alla inoppugnabile
evidenza, sotto gli occhi di tutti…. Ed osservi imperterrito e
impassibile l’esecuzione brigantessa di sottrazione e dilapidazione
della sua ricchezza da parte di questi lestofanti…
Un governo degno di questo nome avrebbe come minimo fatto
immediatamente arrestare i sopra denunciati…. Avrebbe sospeso le
concessioni agli “specialisti delle aste dei titoli di Stato….. li
avrebbe immediatamente e temporaneamente sostituiti con altri…..e… in
attesa dell’esito delle indagini e dei procedimenti avrebbe sospeso le
licenze ad operare per le agenzie di rating (che fra l’altro già ora
sono prive di autorizzazione) ….
Salvo poi a biglie ferme…. E confermate le loro
responsabilità ……. Richiedere l’intervento di un “tribunale
internazionale” per ottenere la ferma condanna anche dell’intero orbe
terracqueo…. E “least but not last (da ultimo… ma non meno valido…)
Richiedere la restituzione del maltolto ed il giusto riconoscimento del
danno…
NULLA DI TUTTO QUESTO È STATO FATTO!!!
Si appalesa a questo punto sempre il solito dilemma …..
costoro (i governanti) sono dei poveri idioti incapaci di intendere e di
volere oppure sono collusi con la mafia dell’alta finanza che qui
denunciamo congiuntamente???
In ogni caso anche loro dovrebbero essere inquisiti da una
magistratura che fosse degna dei grandi valori di cui dovrebbe essere
portatrice…….
In conclusione lo scenario d’insieme messo in atto dalla
combriccola/masnada/orda composta da
politici/banchieri/parlamentari/tribunali nazionali ed
internazionali/società di recupero crediti è questo :
1) le banche nazionali (si fa per dire … [meglio dal
nome italiano]), le B.C.E e tutte le grandi multinazionali della
finanza/moneta, stampano ormai da decenni pezzi di carta straccia che si
ostinano pervicacemente a chiamare “banconote” mentre non hanno più
alcuna delle caratteristiche intrinseche che le distingueva (e che
quindi dava loro valore), ora non hanno più alcun controvalore
convertibile e quindi quando le banche la emettono
non possono portare in contabilità la loro entità al passivo.
2) Così facendo creano un accumulo di capitale di quantità
industriale, che addebitano allo Stato al valore facciale più costo di
produzione più interessi, che inoltre non viene dichiarato al fisco, e
attraverso queste immense disponibilità, fra i tanti infiniti scopi
comprano tutti i corruttibili sul mercato, in particolare i politici,
che fanno questo di professione.
3) I quali politici e parlamentari promulgano una serie di leggi
a favore delle banche, ed assimilate, cambiando, se necessario, il
codice civile e quello penale, nonché i rispettivi codici di procedura,
producendo leggi incostituzionali a raffica.
4) Dopodiché tutto il denaro rapinato attraverso la illegittima
ed illegale creazione di banconote tramite il signoraggio primario e
secondario, e relativo addebitamento a carico dello Stato (debito
pubblico), e quindi dei cittadini, non contenti tutti gli associati in
questa immane azione criminogena, vanno ad attaccare direttamente i beni
dello Stato, delle Regioni e degli enti locali.
5) Non ancora soddisfatti, poiché le banche sanno benissimo che
in questo regime monetario il vero valore non sta nella banconota ma nei
beni dati a garanzia dei mutui e dei fidi, e dei beni e servizi
prodotti, ….. approfittando della crisi artificiosa, assolutamente
falsa e da esse stesse indotta, …. Dopo aver dragato tutta la moneta
circolante al fine di non lasciarne più sul mercato (basta vedere i
rientri forzosi messi in atto negli ultimi mesi dalle banche
commerciali), mettono in azione le loro controllate società di recupero
crediti e attraverso l’estromissione del filtro e controllo del giudice
naturale, basando i procedimenti in Paesi stranieri.
6) 3.000.000, ed oltre, di pignoramenti dal 2008 sono la
fotografia dello stato di degrado della Legge, del Diritto e della
Giustizia e della grande sofferenza, strazio, scempio e sciagura dei
cittadini direttamente coinvolti e della Nazione nel suo complesso.
7) A questo punto la corruzione della logica, delle leggi e del
Diritto, oltrecchè della morale in senso lato, ormai ha raggiunto una
dimensione tale che soltanto l’azione decisa della magistratura
inquirente potrebbe, forse, porvi rimedio prima delle prevedibili
sommosse, delle tragiche e fratricide rivolte.
8) Ora per completare, fino a possibili future ulteriori
“sorprese”…. lo scenario che DENUNCIAMO si arricchisce di questa
insospettabile soverchieria, ricatto e rapina “istituzionale”,
apparentemente legale che viene messa in atto dalle agenzie di rating,
operanti in Italia senza alcuna delle necessarie autorizzazioni …. e che
si chiama “classificazione del rischio” la quale mette a disposizione
di queste agenzie un potere di concussione assoluto nei confronti dello
Stato….. Basta una “A” in più o meno per gonfiare il debito ed
aggiungere miliardi di in più a carico dello Stato e dei cittadini.
9) Ma la cosa davvero incredibile, inaccettabile, perversa e
delinquenziale deriva dal fatto che le agenzie di rating sono
controllate e di proprietà delle
STESSE banche
i”istituzionali” che comprano il debito dello Stato…. Ed aumentare o
diminuire del tutto fittiziamente di una “A” la classificazione di
rischio del debito pubblico di uno Stato (sovrano???) da parte delle
agenzie ……. Permette alle banche “istituzionali” che le posseggono…… di
guadagnare miliardi di euro a danno dello Stato e dei cittadini.
Semplice ed efficace truffa, furto aggiotaggio e quant’altro….
10) E gli apparati di controllo dello Stato ….. in questi decenni dove si erano persi???
Tutta questa serie di violazioni, strategicamente, organicamente e
funzionalmente strutturate per la loro stessa natura e per l’alto
livello di consapevolezza, informazione e potere di chi l’ha compiuta,
non possono che essere intenzionali e pianificate, a danno dello Stato e
a beneficio dei privati finanzieri.
Questo procedimento sopra descritto punto per punto ravvisa una pura,
perfetta, cristallina fattispecie di reati compiuti in associazione a
delinquere….. Negarlo significherebbe non capire nulla di diritto,
oppure essere collusi, oppure entrambe le ipotesi….. O forse soltanto
essere un po’ vigliacchi…....
In ambito bancario, monetario ed istituzionale, i predetti
comportamenti di reato vengono compiuti da molti anni senza che vengano
perseguiti, ma ciò non impedisce di perseguirli ora,
perché in materia penale non esiste la desuetudine delle norme, e quantomeno questa procura dovrebbe ragguagliarcene.
Tutto ciò premesso, e con riserva di fornire ulteriori chiarimenti, se del caso.
CHIEDIAMO
Valutare se si configurino le ipotesi di reato in in calce
evidenziate e finora descritte, e di procedere per la penale punizione
dei colpevoli, nonché preliminarmente, richiedere gli opportuni
sequestri di
documenti cartacei e telematici, azioni, partecipazioni, valori mobiliari e immobiliari, nonché crediti, ai fini di:
a) assicurare la prova dei reati;
b) impedirne la soppressione e l’inquinamento;
c) impedire la continuazione dei reati;
d) assicurare la solvibilità dei responsabili nei confronti dello
Stato e dei cittadini cui deve essere risarcito l’ingente ed immane
danno cagionato con i comportamenti che si descrivono.
Sollecitiamo pure l’esecuzione di opportune perizie per la conferma della qui fornita ricostruzione.
È anche vero che è possibile che alcune delle persone che concorrono
alla commissione di questi reati non siano consapevoli di come funziona
il sistema e del fatto che ciò a cui collaborano è illecito, e che
quindi non siano punibili perché in buona fede; ma i dirigenti delle
banche e dei ministeri, i governatori, i finanzieri, i direttori
generali, i ministri, ed i loro esperti e consiglieri, non possono
pretendere essere considerati inconsapevoli di ciò che stanno facendo,
perché è il loro mestiere.
Ricordo, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge
rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale in caso di evidenti
violazioni di legge ….. e qui se ne sono verificate a josa, ricordo
altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle
Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani
tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve
rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.
Chiediamo quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati
sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti a
scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della
giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.
Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale;
e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p.,
chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.
IN FEDE.
ALLEGATO :
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02406
Atto n. 3-02406
(in Commissione)
Pubblicato il 27 settembre 2011
Seduta n. 610
LANNUTTI – Al Ministro dell’economia e delle finanze. –
Premesso che:
l’agenzia di
rating Standard & Poor’s, indagata dalla
Procura di Trani per gravissimi reati, nonostante non abbia superato
l’esame dell’Esma (European securities and markets authority) ed in data
odierna non sia registrata tra le agenzie di
rating
certificate, quindi non sia abilitata ad emettere pagelle sull’Italia, a
causa di una serie di conflitti di interesse poiché all’interno del suo
azionariato vede un colosso dei fondi come Black Rock, con un
patrimonio di circa 3.000 miliardi di dollari nel suo azionariato, che è
tra i maggiori azionisti di Unicredit, nei giorni scorsi ha declassato
l’Italia portandola da A + ad A;
scrive la giornalista, Carmen Carbonara, su “Il Corriere del
Mezzogiorno” del 27 settembre 2011: «Il report di Standard & Poor’s
che ha bocciato l’Italia una settimana fa, finisce nel fascicolo della
procura di Trani che ipotizza i reati di insider trading e market abuse a
carico di una delle “tre sorelle” (le altre sono Moody’s e Fitch) del
rating americano. È l’ultimo capitolo dell’inchiesta aperta dal pm
Michele Ruggiero sulle agenzie di rating, sospettate di aver emesso
giudizi non veritieri nei confronti del sistema economico e bancario
italiano, così come denunciato da Adusbef e Federconsumatori.
La decisione, già nell’aria da qualche giorno, è diventata concreta
dopo l’incontro che il magistrato tranese ha avuto venerdì scorso con il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a Roma. È
stato un incontro del tutto informale. Letta non è stato ascoltato come
persona informata sui fatti come avvenuto invece con altri esponenti di
governo nei mesi scorsi interessati alla vicenda Moody’s, la prima
agenzia a essere finita nel registro degli indagati per un report del 6
maggio 2010 che definiva l’Italia come un Paese “a rischio” al pari di
Grecia e Spagna. Il sospetto della procura, che coincide sostanzialmente
con quello di Letta, è che l’ultimo report di S & P, che ha
declassato l’Italia da A+ ad A il 20 settembre scorso, non sia obiettivo
perché espresso non sulla base di valutazioni economiche, ma politiche.
Non a caso gli analisti, nel declassare di un nocth (cioè un gradino)
il debito italiano, hanno anche detto di aspettarsi che “la fragile
coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del
Parlamento
continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in
maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”. Per
questo il pm ha acquisito dalla Presidenza del Consiglio il
testo tradotto in italiano del report, che finirà all’attenzione di
due consulenti già individuati dalla procura: gli economisti Donato
Masciandaro della Bocconi di Milano e Giovanni Ferri dell’Università di
Bari.
In realtà, però, materiale ancora più interessante è quello che il pm
dovrebbe portare a casa dagli Stati Uniti, dove è programmata una
trasferta il mese prossimo per acquisire gli atti della Sec (Securities
and exchange commission, per intenderci la Consob americana) sul
declassamento degli Usa fatto da Standard and Poor’s il 5 agosto scorso,
quando il rating sovrano per la prima volta è passato da AAA ad AA+.
L’atto portò a un’immediata reazione dello stesso presidente Barack
Obama, che si affrettò a smentire la veridicità di quanto affermato da S
& P.
Dopo una prima richiesta di quel rapporto, la procura ha deciso di
fare una trasferta negli Stati Uniti. Lunedì, intanto, a Trani arriverà
una delegazione greca, capeggiata da Kiriakos Tobras, che nell’aprile
2010 presentò una dettagliata denuncia al procuratore capo presso la Corte di Cassazione di Atene, contro gli speculatori»;
considerato che:
«l’onda lunga dello scandalo dei mutui
subprime, trasformati
in obbligazioni “sgonfiate” dallo scoppio della bolla immobiliare del
2007 – scrive Glauco Maggi su “La Stampa”-, ha raggiunto ieri, e non è
la prima volta, Standard & Poor’s, e potrebbe avere conseguenze
finanziarie molto serie per i conti dell’agenzia, nota per aver tolto in
estate la Tripla A all’America di Obama per la prima volta. La
McGraw-Hill, la compagnia di comunicazioni e analisi societarie che ha
tra le sue divisioni l’agenzia di rating Standard & Poor’s, ha
comunicato ieri di aver ricevuto un avviso di garanzia (Wells Notice)
dalla Sec (Securities Exchange Commission, la Consob Usa), in cui è
stata informata che sono in corso indagini contro la sua divisione
aziendale responsabile della assegnazione dei rating ai debiti societari
e governativi.
Questo avviso rappresenta il sospetto della Sec di un comportamento
non etico tenuto dalla società ricevente, ed espone la lista completa
delle questioni sotto esame. Il destinatario deve rispondere dando le
sue argomentazioni a difesa, e se non lo fa, o se comunque viene
giudicato alla fine colpevole, fioccano le multe.
Questo procedimento mira a concludersi con una ingiunzione civile, e
la Sec potrà infliggere a S&P una pesante punizione pecuniaria sotto
forma di risarcimento per i danni materiali procurati, e di richiesta
di restituzione delle commissioni incassate in relazione al rating
controverso. La Standard & Poor’s Ratings Services, in particolare,
deve difendersi dall’accusa di aver violato la legge federale sulle
emissioni di titoli mobiliari per il rating AAA dato nell’agosto 2007 a
una offerta da 1,6 miliardi di dollari di obbligazioni, commercialmente
note come Delphinus Cdo 2007-1, sottoscritte per i 3/4 dalla Mizuho
International Plc (gruppo finanziario giapponese Mizuho), e gestite
dalla Delaware Asset Advisors.
La polemica sulla “generosità” delle agenzie di rating nel valutare
con addirittura tre A questi debiti costruiti sulla bolla del mattone è
annosa: Delphinus crollò al rating spazzatura già a fine 2008.
La causa civile avviata ora si aggiunge ad altre iniziative legali
della stessa Sec e del dipartimento della Giustizia contro le agenzie di
rating e le maggiori banche americane negli Usa, sempre per questi
bondbond. I Cdo,
collateralized debt obligations, erano la famiglia di titoli più in voga nella stagione di boom immobiliare del decennio scorso.
La loro caratteristica era di essere “garantiti” da assets (beni)
“collaterali”, come le rate dei mutui o di altri crediti da restituire
negli anni a venire. Non era, in sostanza, l’emittente nominale del bond
a rispondere del buon fine del credito di fronte agli investitori
acquirenti dei Cdo, ma una miriade di altri debitori.
Quando i prezzi delle case sono caduti e i mutuatari non hanno potuto
o voluto onorare le rate, i Cdo sono diventati titoli «tossici», non
più in grado di pagare le cedole né di restituire il capitale.
La
riduzione, e in molti casi l’azzeramento, del loro valore di libro da
parte delle banche che li avevano in portafoglio ha portato ai deficit
di bilancio e alla crisi del sistema finanziario, che non è ancora stata
superata.
Nel comunicare il ricevimento dell’avviso, la McGraw Hill ha aggiunto
che sta cooperando con la Sec nelle indagini. Né la società né l’organo
di vigilanza federale hanno fornito, fino a ieri, commenti più
specifici sulla natura delle accuse. Le due altre maggiori agenzie di
rating, Moody’s Investors Service, che ha tra gli azionisti Warren
Buffett, e Fitch, il cui primo azionista è la società francese Fimalac,
hanno detto di non aver ricevuto avvisi dalla Sec riguardante questo o
altri Cdo»,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga doveroso di intervenire, nelle sedi
internazionali, per impedire che società private, come Standard &
Poor’s, prive della necessaria autorizzazione dell’Esma che le abilita
ad operare in Italia, possano continuare imperterrite ad emettere report
ad orologeria anche su istituzioni, enti locali e banche italiane per
rendere più fertile il terreno alla speculazione, e se sia a conoscenza
della meritoria inchiesta della Procura della Repubblica di Trani,
avviata sulla base di denunce di Adusbef e Federconsumatori, che
registra al momento sei indagati, tra i quali tre analisti della
Standard & Poor’s, uno di Moody’s oltre ai responsabili legali per
l’Italia delle due agenzie;
se le transazioni sui mercati azionari ed obbligazionari conseguenti all’ultimo
report
con cui Standard & Poor’s ha declassato il debito sovrano italiano
da A+ ad A, che potrebbe contenere anche giudizi di natura politica, più
che economica, non abbiano risentito di eventuali informazioni
privilegiate da parte di alcuni soggetti operanti sui mercati, posto che
i titoli di Stato italiani non sembra abbiano subito grandi
oscillazioni nella data di diffusione del rapporto, ossia nella giornata
di borsa di martedì 20 settembre, mentre al contrario ci sarebbero
stati forti oscillazioni nella giornata precedente e se le transazioni
sui BTP non possano aver concretizzato il reato di
insider trading, aggiotaggio e manipolazione dei mercati;
quali misure urgenti il Governo intenda attivare, anche nelle future
riunioni del G20 convocate nei prossimi giorni, per impedire che una
consolidata cricca affaristico-finanziaria, composta da agenzie di
rating, banche di affari (
in primis
Goldman Sachs e JP Morgan), fondi speculativi, in concorso tra loro e
con le distratte autorità vigilanti quali Consob ed Esma, possano
distillare quotidiane pillole avvelenate sui mercati, per determinare i
corsi delle azioni, delle obbligazioni e dei titoli di Stato, con la
finalità di conseguire enormi profitti, sulla pelle dei risparmiatori,
delle famiglie e delle piccole e medie imprese, vessati da quelle stesse
banche, che, con i loro dolosi ed avidi comportamenti, hanno
determinato la crisi sistemica e messo a repentaglio la solidità
dell’euro e dell’Europa;
quali urgenti iniziative intenda attivare nelle prossime riunioni del
G20, per discutere regole e norme stringenti per un nuovo ordine
monetario, che sottragga alla finanza speculativa ed alla dittatura dei
cosiddetti mercati un potere enorme sugli Stati, che vedono limitare la
propria sovranità, da una finanza spregiudicata che, dopo aver creato
montagne di derivati OTC (700.000 miliardi di dollari, contro un PIL
mondiale di 55.000) scambiati su piattaforme opache, hanno assunto
funzioni arbitrarie che non dovrebbero essere nella disponibilità degli
oligarchi che alimentano leve finanziarie,
swap e CDS, ma dei
Governi democraticamente eletti che, se non vogliono assistere ai
funerali dell’euro e del sogno europeo, devono riacquistare la loro
sovranità, su banche di affari, fondi speculativi e banche centrali,
che, a giudizio dell’interrogante, appaiono come criminali seriali.