VOTA ANTONIO....... LA TRIPPA ....

sabato 9 giugno 2012

GUERRA AL GOVERNO

MARINAIO @diversamenteabi  seguite su twitter


Guerra al governo che ha in odio i lavoratori  

                       

Negli ultimi mesi abbiamo visto e sopportato di tutto.
Da governi eletti democraticamente che si fanno da parte per lasciare spazio ad altri che possano fare il lavoro sporco al posto loro, sperando in qualche modo di salvare il culo mentre qualcuno fa un mazzo tanto ai lavoratori.
A un governo che autorizzato da cotanta coalizione d’ex maggioranza ed ex minoranza compostasi per l’occasione di mazziarci, prende il compito affidatogli alla lettera comportandosi come, non un computer con una qualche intelligenza sia pur artificiale, ma come una semplice macchinetta calcolatrice del tipo a manovella degli anni sessanta/settanta.
Governo che è poco definire di merda, visto che una semplice macchinetta calcolatrice a manovella sarebbe anche più umana, perlomeno quando sbaglia.
L’unica considerazione che mi viene per logica è che quella macchinetta calcolatrice a manovella che risponde ai nomi di Monti e Fornero, per comportarsi in questo modo schifoso con i lavoratori è che ha avuto qualche trauma da bambino, non so, può darsi che da piccoli vedendo in qualche documentario sul lavoro qualche minatore uscire dalle miniere sporco e nero si siano impressionati e i genitori per non turbarli oltre abbiano detto loro che “No, state tranquilli, quelli sono lavoratori che nelle nostre case e nelle nostre famiglie non incontrerete mai!” e da quel momento Mariuccio ed Elsina se li sono messi in odio come qualcosa di brutto, sporco e cattivo.
Ma la vita con loro e con i lavoratori è stata crudele, perchè a un certo punto si sono, ci siamo, trovati gli uni di fronte agli altri, e loro dalla parte dei “belli, puliti e buoni” si sono potuti vendicare di quella brutta visione che gli abbiamo inflitto quando erano piccolini: la visione di un LAVORATORE.
Concludo dicendo che non lasciarsi sottomettere più, da parte nostra, è un dovere morale e civile.
Lo dobbiamo ai nostri lavoratori, pensionandi, pensionati e madri di famiglia.
HANNO VOLUTO LA GUERRA, E CHE GUERRA SIA!  

 HANNO MESSO UNA TASK FORCE DELLA POLIZIA POSTALE CONTRO GLI INSULTI SUL WEB AL PRESIDENTE NAPOLITANO….MA L ANIMA DELIMORTACCIVOSTRI …MA CI RENDIAMO CONTO….IL RISPETTO VA MERITATO CARO PRESIDENTE….DIA IL BUON ESEMPIO….AMMONISCA TUTTI QUESTI PARASSITI KE SPILLANO SOLDI NOSTRI SENZA FARE 1 CAZZO….PRESIDENTE LO FACCIA DURAMENTE SENNO LEI SARA COMPLICE…SI RICORDIIIIIIIIII…COMPLICEEEEEEEE….E KI è COMPLICE DI QUESTI BANDITI PUO SOLO ESSERE INSULTATO…SANDRO PERTINI SI STA A GIRA NELLA TOMBA….PER KIEDERE SACRIFICI AI POVERACCI BISOGNA KE VI DATE 1 RIDIMENSIONATA…SOLO QUESTA è LA STRADA GIUSTA….SACRIFICI DI TUTTI…LA SOLA STRADA PER USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE è QUESTA…QUI STIAMO ANDANDO VERSO 1 DITTATURA CONTROLLATA DAI POLITICI…SE LA CANTANO E SE LA SUONANO ORMAI….IL RISULTATO DEL REFERENDUM ERA KIARO….NIENTE PIU FINANZIAMENTI AI PARTITI….MA I FINANZIAMENTI ANCORA CI SONO…SAPETE KE SIGNIFICA?????? DIT-TA-TU-RA…DI QUELLO KE HA VOTATO IL POPOLO NON CE NE FREGA 1 CAZZOOOOOOO…ASSASSINI DELINQUENTI BUFFONI BANDITI LADRONI…


giovedì 7 giugno 2012

FORNERO PRIVATIZZARE LA DISABILITA

  TREMONTI  L'UNICO HANDICAPPATO SEI TU!!!"E RICORDATI CHE NON AVRAI ETERNA GIOVINEZZA E PER TE SARA' PIÙ DURA"NOI NON L'ABBIAMO CERCATA LA DISABILITA  E CONTINUIAMO A LAVORARE MAL PAGATI E SFRUTTATI !!!
FORNERO SPERO CHE SIA UNA BUFALA SENNO SEI GIÀ SIMILE A NOI BEFANA !!!!! 
           

Fornero: privatizzare la disabilità     

Da Marinaio @diversamenteabi  su twitter
Il Ministro del Lavoro Elsa ForneroNon si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’. Lo ha dichiarato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante il convegno Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla (Reatech, Milano, 25 maggio).
Il Ministro ha poi aggiunto: “Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata”.
I prodotti di cui si parla sarebbero quelli assicurativi. Infatti la Fornero prosegue: “Per evitare accuse di raggiro o frodi, il ruolo pubblico dovrebbe dare credibilità inserendosi nella relazione tra la persona e il mondo assicurativo. C’è bisogno di innovazione finanziaria e creatività”.
Parole che lasciano sconcertate le organizzazioni delle persone con disabilità, per la loro crudezza e per l’evocazione di una “cultura” che non si pensava potesse penetrare nel nostro Paese risalendo fino ai vertici di un Governo che si appella ad ogni piè sospinto all’equità.
Con la prima affermazione la Fornero gela qualsiasi ipotesi e speranza di innovazione sociale, di garanzia dei diritti civili, di efficacia ed efficienza dei servizi sociali, di miglioramento delle prestazioni per i disabili gravissimi e per i non autosufficienti.
Tradisce il retropensiero che gli stanziamenti per l’autonomia personale delle persone con disabilità siano una spesa morta, un sovraccarico insostenibile, un capriccio di pochi, e non già invece un investimento. Ricorda tragicamente alcune brutali dichiarazioni del Ministro Tremonti (“Come può un Paese con due milioni e mezzo di disabili essere davvero competitivo?”).
Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall’articolo 38 della Carta costituzionale – annota Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – e quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Getta la spugna invocando un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie… o a qualcosa di peggio”.
Ma la seconda parte delle affermazioni del Ministro ha risvolti non meno inquietanti.
Lo Stato, pur di liberarsi della spesa per la disabilità e la non autosufficienza, diventa procacciatore d’affari per le Assicurazioni e le eventuali risposte assistenziali sarebbero erogate in virtù di una polizza pagata in vita dai Cittadini.
Una privatizzazione assicurativa del welfare che inizia dalle persone con disabilità per spingersi fin dove la “creatività” può consentire.
A chi non giovi tutto ciò è presto detto: a chi non può permettersi di pagare una polizza assicurativa e a chi nasce con una grave menomazione o la contrae in tenera età.
A chi giova invece questa prospettiva oltre che allo Stato? Sicuramente il giro d’affari per le Compagnie assicuratrici è notevolissimo e, in periodo di crisi, un vero toccasana. Nuovi introiti e nuove prospettive anche sul fronte immobiliare. Tradiscono l’attesa le stesse parole della Fornero: “Qualche volta le persone anziane si trovano intrappolate in una casa che costa troppo e hanno difficoltà ad ottenere aiuti”. Un patrimonio immobiliare che fa gola a molti.
Sono dinamiche e logiche che, ovviamente, non ci appartengono – conclude Barbieri – ma che rischiano di stritolare ogni prospettiva di reale inclusione sociale o di condizionarla al censo, al patrimonio, all’età più che ad un diritto costituzionale e, prima ancora, umano”.
                                    

mercoledì 6 giugno 2012

NOVE MILIONI NON POSSONO CURARSI


Nove milioni non possono curarsi         
marinaio @diversamenteabi su twitter

   Studio Censis sulla sanità italiana: precipita la spesa per il pubblico e lievita quella del privato. Altro colpo diretto agli esclusi
Quasi un sesto degli italiani – nove milioni dei nostri concittadini – non possono curarsi perché non hanno abbastanza soldi: il dato, sconvolgente, viene dall’ultimo rapporto Rbm Salute del Censis, promosso in collaborazione con Munich Re e presentato ieri al Welfare Day. Il quadro è insieme frutto del cronico stato di disperazione del nostro sistema sanitario nazionale e dei tagli sempre più violenti ai trasferimenti statali, causati in larga parte dalla crisi. Lunghe liste di attesa, ticket alle stelle e visite o esami diagnostici di fatto irraggiungibili nel pubblico, portano chi non ha risorse sufficienti a rinunciare del tutto a curarsi, visto che non può accedere alle prestazioni professionali private. Particolarmente colpite alcune parti della popolazione, quelle tradizionalmente deboli: 4 milioni sono abitanti del Sud, 2,4 milioni sono anziani, e altri 2,5 milioni dichiarano di vivere in coppia e di avere dei figli.
Allo stesso tempo, e proprio negli anni della recessione economica, si è incrementato il ricorso al privato: +25,5% la crescita della sanità privata negli ultimi dieci anni, con un parallelo disinvestimento nel pubblico. Significativa la crescita della spesa sanitaria privata negli anni 2008-2010, esattamente quelli in cui è esplosa la crisi: aumenta del 2,3%.
Sempre riferendoci agli ultimi dieci anni rilevati dal rapporto Censis, si è avuto un crollo verticale del ritmo di crescita della spesa pubblica per la sanità: si è passati da un tasso di incremento medio annuo del 6% nel periodo 2000-2007, a solo il +2,3% nel 2008-2010. La flessione si registra soprattutto nelle regioni con piani di rientro – le cosiddette «non virtuose» – dove dal +6,2% all’anno nel periodo 2000-2007, si è scesi a meno dell’1% di crescita media annua nel periodo 2008-2010.
Ma molti italiani hanno scelto di servirsi presso i privati perché li preferiscono ai medici di ospedali e ambulatori pubblici? Non sembra così, almeno a leggere un altro numeretto importante, quello che riguarda chi dichiara di aver scelto il privato a causa delle liste di attesa troppo lunghe del pubblico: sono ben il 77%, cioè 8 italiani su 10. Costretti, dunque, a spendere di più, dalla necessità, con poca o nulla autonomia di scelta.
Pessima è l’opinione che i cittadini danno del servizio nella propria regione: per il 31,7%, la sanità è in peggioramento, con un balzo di 10 punti percentuali in più nel 2012 rispetto al 2009: solo tre anni fa, infatti, a sostenere questa tesi era il 21,7% degli italiani. Quelli che avvertono invece un miglioramento sono diminuiti di oltre il 7%.
«I tagli alla sanità pubblica – si legge nel rapporto – abbassano la qualità delle prestazioni e generano iniquità. Per questo è prioritario trovare nuove risorse aggiuntive per impedire che meno spesa pubblica significhi più spesa privata e meno sanità per chi non può pagare». Invertire quindi un trend che prevede, nel 2015, un gap di circa 17 miliardi di euro tra le esigenze di finanziamento della sanità e le risorse disponibili nelle regioni.
Allarmato lo Spi Cgil, il sindacato che difende i pensionati: «Il numero di anziani che saranno costretti a rinunciare alle cure sanitarie è destinato ad aumentare drasticamente in breve tempo a causa dell’acuirsi della crisi, della mancanza di risposte da parte del governo e per la drammatica condizione in cui versa il sistema sanitario nazionale – dice la segretaria generale Carla Cantone commentando il rapporto Salute del Censis – Ormai siamo arrivati a una situazione davvero insostenibile, in cui il diritto alla salute è garantito solo a chi può permetterselo e a chi si rivolge a strutture private. Chiediamo al governo – ha concluso Cantone – di adoperarsi con urgenza, rafforzando la sanità pubblica e garantendo la possibilità di accedere alle cure a chi ne ha più bisogno».
Lo studio sulla sanità italiana getta uno sguardo anche sul comparto integrativo: «La sanità complementare in Italia è un universo composto da centinaia di Fondi integrativi, a beneficio di oltre 11 milioni di assistiti», spiega il rapporto. La ricerca di Rbm Salute-Censis ha riguardato 14 Fondi sanitari per oltre 2 milioni di assistiti e importi richiesti per prestazioni pari a oltre 1,5 miliardi di euro nel triennio 2008-2010. Il 55% degli importi dei Fondi integrativi ha riguardato prestazioni sostitutive (come ricoveri ospedalieri e day hospital) fornite in alternativa a quelle del servizio sanitario nazionale, mentre il restante 45% ha riguardato prestazioni integrative come le cure dentarie e la fisioterapia.   

COMMENTO  

E’ del tutto evidente, a chi mastica di sanità e agli operatori, che questo stato di cose nasce dall’ormai raggiunto obbiettivo di far fallire la Riforma Sanitaria 833 del 1978. Gli ultimi colpi, quelli mortali, sono stati l’aziendalizzazione , i famigerati DRG, i ticket e l’attività privata (Intramoenia) dei medici. I Piani Socio Sanitari Regionali vengono costruiti su queste viscide basi per destrutturare quello che rimane del servizio sanitario pubblico, il tutto ben coadiuvato dai media e attraverso la denigrazione sostanziale da parte di forze politiche ed economiche, interessate alla gestione della salute del cittadino per lucro. La principale motivazione contro il servizio sanitario pubblico sarebbe quella di uno spropositato e costante aumento della spesa corrente concernente beni e servizi , mentre altre motivazioni sarebbero attribuite all'elevato costo del personale, alla sua incapacità a partecipare al controllo degli sprechi e alla domanda di prestazioni e farmaci troppo elevata o impropria da parte del cittadino. E’ curioso che chi produce i mali li denuncia addossando la responsabilità alle vittime.
E’ lo stesso Censis che dopo aver diagnosticato i mali, confonde i sintomi delle patologie proponendo il farmaco della sanità integrativa, è la chiusura dell’accerchiamento privatistico del sistema sanitario pubblico. Nove milioni di italiani non possono più curarsi? Ce ne sono altri milioni che fanno fatica a curarsi e sono destinati al peggioramento del loro stato di salute, con soddisfazione degli organismi politici ed economici, vedi il FMI.

martedì 5 giugno 2012

QUESTO FA GIRARE LE SCATOLE


SEGUITE ANCHE @diversamenteabi cè sempre notizie introvabili !!!!!!


I ROTHSCHILD IN ITALIA    

    I ROTHSCHILD IN ITALIA

I ROTHSCHILD IN ITALIA

Chi comanda veramente in Italia?? E nel mondo?

Una dinastia che dice tutto e di più…….. La gente no lo sa ma sorprendentemente essi sono i maggiori proprietari della Banca d'Italia, (come del resto possiedono anche la B.C.E., possiedono la Barclays (tra le maggiori azioniste di Intesa SanPaolo) soprattutto tramite Markus Agius, la JpMorgan (che controlla Monte dei Paschi di Siena) tramite la famiglia Rockefeller, Mediobanca (colei che controlla Unicredit) tramite Vincent Bolloré e Jean Azema della Groupama Holding S.A., Banca Carige (attraverso Francois Perol), con Ana Patricia Botin il Banco Santander Central Hispano (il quale controlla ABN AMRO, un altro pilastro di Unicredit).

La “favola”delle privatizzazioni nel Mondo ha “beneficiato” principalmente i componenti di questa famiglia i. Anche Facebook è del loro caravanserraglio attraverso Jeff Rothschild.

Seppur ebrei dichiarati (ma solo per secondi fini) sono i Guardiatesori del Vaticano, la più importante carica “laica”che il Vaticano. Costoro controllano il tesoro del Vaticano dal 1823.

Le truppe cammellate

Controllano figure di spicco com Tony Blair (l'ex Primo Ministro inglese) che lavora per loro ora con tanto di paga, come l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. VISITA WWW.NOCENSURA.COM SU FB: HTTP://FACEBOOK.COM/NOCENSURA
Carlo De Benedetti,ebreo, una delle persone più potenti in Italia, è nel Consiglio d'Amministrazione della Banca Rothschild francese. Il braccio destro di costui è Colaninno, ex Presidente di Telecom, il quale mise il figlio (ora Deputato del PD) a lavorare a stretto contatto con Casaleggio nella Webbeg S.p.a. Ora quel Casaleggio gestisce personaggi come Di Pietro, Grillo e tanti altri.

L'attuale Amministratore delegato di Telecom è Franco Bernabè, l'ex VicePresidente di Rothschild Europe ed attualmente in Rothschild Spa. Quest' ultimo è stato amministratore delegato di Eni, dal 1992 al 1998 ha privatizzato la Società. Bernabè ha inoltre ricoperto vari incarichi pubblici: nel 1999 è stato nominato dal Primo Ministro come rappresentante speciale del governo italiano per la ricostruzione del Kossovo.

La Banca francese Edmond de Rothschild possiede Air France la quale ha acquistato Alitalia.
Rodolfo De Benedetti (figlio) è Presidente di Sorgenia primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas naturale, con 500.000 clienti in tutta Italia e impianti di generazione elettrica per circa 2.900 MW di potenza.

Ennesimo collegamento Rothschild Telecom: Giovanni Stella dal 2004 al 2007 è stato Amministratore Delegato di Rothschild S.p.A. per poi passare dal 2008 a vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Telecom Italia Media.

Chicco Testa eletto alla Camera dei deputati per due legislature, nelle liste del PCI nelle elezioni del 14 giugno 1987, poi Pds fino al 1994; dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma. Dal 1996 al 2002 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel e membro del Consiglio di Amministrazione di Wind. Durante la sua presidenza, Enel è stata parzialmente privatizzata. Attualmente è Managing Director di Rothschild.

Angelo Rovati era Senior Advisor in Rothschild Italia, è un ex cestista, dirigente sportivo e politico italiano. È stato uno dei consiglieri di Romano Prodi. Divenne consigliere della presidenza del Consiglio nel maggio 2006, durante il Governo Prodi II.

Il principale organizzatore del tour europeo che lanciò Fini ed il suo Movimento fù Sir Derek Thomas. L' ex ambasciatore inglese a Roma sovraintende agli affari italiani della Banca Rothschild. Fini, nella sede della stampa estera, tempo fa’ parlò a lungo di privatizzazioni, rassicurando l' uditorio sull' atteggiamento favorevole di Alleanza Nazionale.

Stefano Rossi che in una nota intervista parlava di paesi virtuosi e dell'imminente crisi della Grecia e della Spagna, è Amministratore Delegato Edmond de Rothschild, cominciò la sua carriera a Londra nel 1988 e nel 1989 tornato in Italia si sistemò in Citibank.

Caracciolo è principe, socio di Rothschild nel quotidiano Liberation e fondatore di “La Repubblica”. Eric Alain Rothschild aveva preso in moglie Maria Beatrice Caracciolo. Gianni e Umberto Agnelli hanno sposato le due figlie di Caracciolo e da allora sono stati soprannominati "affettuosamente" i Re d'Italia. De Benedetti è stato compagno di scuola di U. Agnelli.
Tutti questi fatti citati saranno casuali? Probabilità?? Incredibili combinazioni e concatenazioni???

Le “stelle” ….. milioni di milioni ….  del loro firmamento (di aziende)

Costoro …. direttamente, o indirettamente, in maggioranza, o in partecipazione, possiedono, gestiscono e/o controllano Società di ogni genere e dimensione… potendo controllare qualunque tipo di mercato attraverso i possibili trust ….

A puro titolo di esempio elenco qualche nomi, solo delle loro aziende che operano in Italia, ma probabilmente questi rappresentano la minimissima parte delle loro controllate : British Telecom, France Telecom, Deutsche Telekom, Alcatel(Telettra), Mannesmann, AT&T(BellSouth), Vivendi, Aventis, Unilever(Bertolli-Hindustan Lever-Lipton-Té Ati-Infusi Montana-Algida[Magnum-Cornetto - Carte d'Or – Toseroni - Sorbetteria Ranieri – Calvé – Gradina - Santa Rosa – Rama - Riso Flora – Knorr – Findus – Iglo – Genepesca - Slim Fast – Milkana – Cif - Omo -  Coccolino – Vim – Lysoform –Svelto – Surf – Ciok – Axe – Rexona – Impulse – Dove – Lux – Clear – Atkinson – Mentadent –Pepsodent – Gibbs – Fabergé – Timotei – Sunsilk – Valentino - 1881 Cerruti - Calvin Klein - Cutex-….. ), Royal Canin, Pfaff, Deutch, BMW, TDK, Tiscali, Terna, Seat Pagine Gialle(Cipi – Consodata – Europages – Infomedia - Seat Corporate  ………), Eni (EniPower - Snam Rete Gas – Italgas – Polimeri Europa – Saipem – Agenzia Giornalistica Italia - Eni Corporate University - Eni International Resources Limited – Enifin –EniServizi …..), Rai, Banca di Roma, Ferretti, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Intesa San Paolo (Banca Intesa - Sanpaolo IMI …...), Bipop - Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica (Selenia – Elsag – Aeritalia/Alenia - Officine Aeronavali –  Aermacchi [Savoia-Marchetti] – ATR – Thales - Alenia Space – Telespazio - Selex Sistemi Integrati – SelexGalileo - Selex Communications – ElsagDatamat – Oto Melara – WASS – MBDA  consorzio missilistico europeo - Ansaldo Energia – AnsaldoBreda -– AgustaWestland – Aeromeccanica – SA - Alenia – Aeronautica - Ansaldo Energia – BredaMenarinibus - Fata – Finmeccanica Finance - SELEX Sistemi Integrati - SO.GE.PA.- Whitehead - Alenia Sistemi Subacquei - Europea Microfusioni Aerospaziali - Thales Alenia Space - Banca Popolare di Roma, Banca Agricola Milanese, Banca Popolare di Bologna e Ferrara, Ina Banca, Cassa di Risparmio di Alessandria e Banca di Legnano), Credem (Credito Emiliano Holding - Credito Emiliano …….), Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Carige, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Popolare S. Angelo, Banca di Credito Cooperativo "San Giuseppe" ………, Giochi Preziosi, Clessidra, ERG, Marazzi Group, AXA, Redaelli Tecna, UBI Banca, Societe Generale, La Centrale, Luxottica, Syndial, Banca Nuova, Capitalia, Banca Lombarda e Piemontese, Banca Popolare Italiana, Banca Popolare di Verona, Barilla(Mulino Bianco-Pavesi-Voiello…), British American Tabacco (MS-Nazionali-Sax-Lido-Linda- Stop-Futura-Alfa-Kent-Dunhill-Lucky Strike- Viceroy-Rothmans-Kool-Benson & Hedges-State Express 555-Peter Stuyvesant-John Player Gold Leaf-...) British Petroleum - Castrol plc. ……

Di fronte a tanto potere viene spontaneo da chiedersi “cosa possiamo fare noi cittadini – poveri diavoli???? La risposta è semplice…… Avete visto quante parole fino ad ora? Ne basta solo una per risolvere tutto…..

” N A Z I O N A L S O C I A L I Z Z A Z I O N E” .

Tutto…… esattamente come si tentò di fare nel 1943/45     

lunedì 4 giugno 2012

CASO ORLANDI, UNA NUOVA PISTA


CASO ORLANDI, UNA NUOVA PISTA: LE TRACCE PORTANO A BOSTON SULLA SCIA DELLO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI    

orlandi_emanuela
Dopo l’apertura della tomba di De Pedis, si apre una nuova pista riguardante la scomparsa di Emanuela Orlandi. Un timbro e un fermo posta di Boston sembrerebbero ricollegare la cittadina vaticana allo scandalo dei preti pedofili e alla bufera che aveva travolto nel 2002 l’arcivescovo Bernard Francis Law, e che coinvolgerebbe anche Mirella Gregori, l’altra ragazza quindicenne scomparsa pochi giorni prima di Emanuela.
A dare indicazione dell’importanza del timbro e del fermo posta che potrebbero essere decisivi per dare una svolta alle indagini è il Corriere della Sera che riporta le ragioni del collegamento dei due elementi (il primo risalente alle rivendicazioni dell’epoca della scomparsa e il secondo venuto alla luce solo 19 anni dopo) con le indagini sui preti pedofili di Boston e con il gruppo Nambla.
Proprio la Kenmore Station da cui partì la lettera su Emanuela e recapito al quale è possibile contattare e il gruppo statunitense, potrebbe essere una delle chiavi per scoprire ulteriori indizi e dettagli.
La pista era stata abbandonata in seguito all’entrata in gioco del Fronte Turkesh, coincisa con il silenzio del cosiddetto “Amerikano” dal quale erano giunte una lettera all’indirizzo del Papa e una in un furgone Rai (sulla quale compare proprio il timbro della Kinmore Station) che faceva chiaro riferimento ad Emanuela.