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sabato 11 maggio 2013

GRILLO DIMEZZARE STIPENDI PARLAMENTARI

Grillo, dimezzare stipendi parlamentari

Appello a Letta: 'Firmi un decreto legge. Estenda la buona pratica introdotta dal M5S a tutti i partiti'

ROMA - "Bene! Bravo! Bis! Ora, signor presidente, firmi un decreto anche per l'abolizione immediata dei rimborsi elettorali e il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari". Con queste parole Beppe Grillo si rivolge ad Enrico Letta dal suo blog.
Facciamo un po' di conti. Il MoVimento 5 Stelle rinuncia a: 42 milioni di euro di rimborsi elettorali rifiutati alle ultime elezioni politiche; 5 milioni di euro l'anno derivanti dal dimezzamento dell'indennità parlamentare 3,5 milioni di euro l'anno derivanti dalla rinuncia alle spese generali aggiuntive (informatica, telefoni, taxi) 1,6 milioni di euro l'anno derivanti dalla rinuncia all'indennità di fine mandato; 175mila euro l'anno derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica dei presidenti, dei vicepresidenti e dei questori. Quello che resta della diaria di ogni parlamentare. Se tutti i partiti e i parlamentari facessero lo stesso si risparmierebbero centinaia di milioni di euro all'anno. Prima di lei mi sono rivolto senza esito a Bersani. Lei ha il potere di estendere la buona pratica introdotta dal M5S a tutti i partiti. Lo faccia. Firmi il decreto! L'Italia le sarà grata", conclude Grillo

 

BERSANI GUARDARE AVANTI LA SITUAZIONE E'DELICATA

Bersani: guardare avanti, la situazione è delicata

Epifani: 'Ho dato una disponibilità per spirito di servizio'. Puppato: 'No non mi candido' 

Assemblea blindata quella del Pd che oggi è chiamata ad eleggere il segretario del partito: il servizio d'ordine ha infatti tenuto fuori dal padiglione dove si svolgono le Assise i pochi esponenti di OccupyPd presenti, mentre il noto disturbatore Tv Paolini è stato tenuto fuori dal compound della Fiera di Roma. I circa 30 esponenti di OccupyPd indossano una maglietta bianca con una scritta che contrasta con il loro numero effettivo ("Siamo più di 101") ma che evoca il numero di franchi tiratori che hanno bocciato l'elezione di Prodi al Quirinale. La maglietta viene venduta a due euro e Michele Emiliano, sindaco di Bari, ne ha acquistata una pur non indossandola. Anche i giornalisti sono tenuti a debita distanza: per loro una ampia sala stampa con wi fi, ma divieto di accesso nella sala dove si svolge l'Assemblea.
"Oggi, assolutamente, se comprendiamo la delicatezza estrema della situazione dobbiamo mostrare a noi stessi e al Paese che guardiamo avanti". Lo ha detto il segretario dimissionario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervenendo all'inizio dell'assemblea del partito e facendo un appello in vista della votazione del nuovo segretario.

"Ho dato una disponibilità per spirito di servizio". Lo ha detto il deputato del Pd, Guglielmo Epifani, che dovrebbe essere il nuovo segretario del Pd eletto oggi, arrivando all'assemblea del partito. Epifani ha ricevuto da alcuni manifestanti di Occupypd, il loro volantino e la maglia. A chi gli chiedeva se ci fossero problemi nel Pd, ha replicato che i problemi sono "sopratutto con la propria base". Secondo Epifani è necessario che il partito ritorni "in mezzo alla gente".

"No". Così la senatrice del Pd, Laura Puppato, replica arrivando all'assemblea del Pd a chi le chiede se si candiderà oggi in alternativa a Guglielmo Epifani. "Spero - dice a proposito del segretario che verrà eletto oggi - che questo traghettatore comprenda come oggi è importante sapere su quale sponda si sta".

di Giovanni Innamorati

Il Pd sfiora il suo ''8 settembre'', cioe' un Assemblea nazionale al buio, ma alla fine trova l'intesa sul nome di Guglielmo Epifani quale segretario-traghettatore che, se oggi avra' il voto dei 1000 delegati, dovra' condurre il partito sino al Congresso di ottobre. E sara' li' che verranno affrontati i nodi della linea politica, sulla quale ci sono visioni antitetiche tra correnti, che pero' non saranno oggetto della discussione dell'Assemblea. In tal senso il premier Enrico Letta sta limando il proprio intervento alle Assise per evitare uno slittamento della discussione sul tema tuttora divisivo delle larghe intese. In queste ore le nubi che si erano addensate negli ultimi giorni si sono diradate, soprattutto perche' si e' andato chiarendo un elemento: l'Assemblea dei 1.000 convocata alla Fiera di Roma non deve anticipare il Congresso, scegliendo un segretario con una linea politica; deve piuttosto eleggere un garante per tutte le componenti. Queste poi si confronteranno con le rispettive mozioni al Congresso, e li' si scioglieranno i nodi. E' cio' che hanno spiegato a tutti i componenti del Comitato preparatore dell'Assemblea, composto dai due vice-presidenti, Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, i tre capigruppo Roberto Speranza, Luigi Zanda e David Sassoli, e dal coordinatore dei segretari regionali, Vincenzo Amendola. Ed e' quello che hanno tentato di spiegare ai giovani di OccupyPd, riuniti oggi a Roma, il 'lettiano' Marco Meloni, il 'franceschiniano' Sassoli e alcuni giovani deputati di area bersaniana guidati da Fausto Raciti. L'incontro, pur spigoloso, e' servito per lo meno ad riassorbire i nuovi ''girotondini'' nella dialettica interna al partito. E in questa ottica e' estraneo all'Assemblea anche il documento preparato da Laura Puppato e oggi sottoscritto dal prodiano Sandro Gozi contro le larghe intese, che potrebbe non essere messo nemmeno ai voti. Nell'ottica dunque del traghettatore era stato fatto il nome ''istituzionale'' del capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, che aveva pure il vantaggio di essere giovane. Ma l'interessato, nelle riunioni con gli altri componenti del Comitato preparatorio ha spiegato di non essere disponibili: ''sono innamorato del mio mestiere di capogruppo'' ha detto. Si e' puntato allora a tre nomi di esperienza e sempre di garanzia, come quelli di Anna Finocchiaro, Piero Fassino e Guglielmo Epifani. I primi due pero' hanno cariche istituzionali che mal si sposano con il nuovo ruolo per ragioni diverse (presidente della commissione Affari costituzionali del Senato e sindaco di Torino), mentre Epifani puo' conciliare il suo attuale incarico di presidente della commissione Industria della Camera con il ruolo di segretario. Dopo una consultazione tra le varie anime del partito e' emersa una ''ampia convergenza'' sull'ex segretario della Cgil, come hanno detto in una nota i membri del Comitato preparatorio, e al quale spettera' il compito, ha detto Dario Franceschini, di ''sostenere il governo e rilanciare il partito tenendolo unito''. Tutti gli altri nodi, a partire dalla decisione se il futuro segretario dovra' essere anche candidato premier o meno, saranno affrontati a partire da lunedi'.

MURO SHOCK A PISTOIA SPARATE ALLA KYENGE

Muro shock a Pistoia: "Sparate alla Kyenge"

Scritte infamanti contro il ministro dell'lntegrazione: colpite lei invece dei carabinieri

Ancora attacchi contro il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge. "Sparare al ministro Kyenge e non ai Cc" e "Ministro Kyenge fuori dai c.... FN", si legge su un muro a Pistoia. Lo rende noto il Comune che, si spiega, "ha subito mobilitato i cantieri comunali per un'immediata ripulitura" ed ha avvisato le autorità competenti. "Sono scritte volgari e spregevoli dettate dalla paura e dall'odio", ha affermato il sindaco, Samuele Bertinelli.
"Sono frasi che offendono, insieme al ministro Kyenge, tutta la città di Pistoia che quotidianamente coltiva, nelle sue scuole, nelle numerose associazioni di volontariato, nei suoi circoli e nelle sue parrocchie, il progetto di una comunità ispirata ai principi di solidarietà, eguaglianza, libertà e giustizia", ha proseguito il primo cittadino".

"Il ministro Kyenge - aggiunge Bertinelli - ha fatto sua una battaglia civile e culturale che viene da lontano: il riconoscimento della cittadinanza ai figli di migranti nati sul territorio italiano. Ad una cultura violenta e prigioniera del passato, che identifica la comunità di appartenenza sulla base del sangue, se ne contrappone un'altra, democratica e rivolta al futuro, che riconosce parte della nazione chiunque contribuisca, solidalmente, alla sua crescita e scelga di condividerne il destino".
A Macerata indagato coordinatore di Forza Nuova - Il
coordinatore provinciale di Forza Nuova a Macerata, Tommaso Golini, è stato iscritto nel registro degli indagati per lo striscione "Kyenge torna in Congo" affisso due notti fa davanti alla sede maceratese del Pd. Secondo la procura, sarebbe lui l'autore del manifesto contro il ministro dell'Integrazione. Giovedì la Digos ha perquisito la sede di Fn e l'abitazione di Golini. Nel suo garage gli agenti hanno sequestrato un vaso di colla fresca, un pennello, materiale vario di Forza Nuova e alcuni cellulari.

Fonte Tg Com

 

venerdì 10 maggio 2013

AGNESE BORSELLINO E LO STATO

Agnese Borsellino e lo Stato   

E sì! Sino all'ultimo questo Stato ha dimostrato davvero d'essere prepotente; d'essere persino disumano verso la famiglia di Paolo Borsellino, verso una piccola ma Grande donna qual è stata Agnese Piraino Leto, moglie del Giudice Paolo Borsellino. La presenza di alcuni esponenti di Governo ha marcato ancor di più il mio disagio, la mia idiosincrasia verso i personaggi presenti al rito funebre. E credo di interpretare il sentimento collettivo, quando affermo che la presenza di costoro era immotivata, inopportuna, talchè rappresentava per intero il ventennio di depistaggi, di bugie e di verità negate. Lo stato non aveva colpito solo  Agnese Borsellino, i suoi figli e familiari tutti, ma all'intero Popolo italiano: Popolo ricco di morale e rettitudine che nulla ha a che spartire con codesti rappresentanti del nulla. Che senso ha avuto partecipare ai funerali di Agnese Borsellino, quando lei stessa ha dovuto subire l'ignominia dello Stato? Certo, sbandierare ai quattro venti che qualcuno meriterebbe un premio per la palese opera di contrasto alla mafia, appare risibile e anche criticabile. Ma poi partecipare al funerale se non si è stati capaci di dare ad una donna, ad una mamma, ad una sposa una risposta di Giustizia, che senso ha?
E non riesco nemmeno a comprendere affermazioni contro i Magistrati, profferite da un personaggio, peraltro già condannato in primo grado. Infatti, non posso dimenticare le accuse gravissime nei confronti della Magistratura, del tipo “per fare il magistrato occorre essere mentalmente disturbato” o “ i giudici sono più pericolosi della mafia”. E si badi bene che proprio un partecipante ai funerali aveva l'obbligo morale, per il ruolo Istituzionale, di difendere i Magistrati; invece non una sillaba, non una parola. Mai ha difeso la Magistratura, del resto non poteva contraddire il suo padre padrone. Allora si presenzia al funerale di una moglie di un Magistrato, senza mai difendere l'onore della categoria. E oggi, con le facce funeree di circostanza, erano lì a rappresentare uno Stato che in vent'anni ha distillato, piano piano e goccia dopo goccia, tantissimo dolore ad Agnese Borsellino. Eppoi vedere Salvatore Borsellino “soffrire” - ne sono certo - per la presenza dei suddetti rappresentanti dello Stato, ha particolarmente colpito il mio cuore.
No! In virtù del fatto che lo Stato non ha voluto fornire un briciolo di verità alla signora Agnese Borsellino, non doveva permettersi di partecipare al lutto della famiglia Borsellino. Il dolore per la scomparsa della signora Agnese, oltre alla famiglia, apparteneva a noi cittadini che l'abbiamo amata, perchè Agnese era parte di noi. Di lei apprezzavamo, giorno dopo giorno, la tenacia, il coraggio e la perseveranza. E quindi le esequie dovevano essere un momento di raccolta, un momento di preghiera e di alta gratitudine per una fragile ma forte Donna che ha speso vent'anni della sua vita, lottando contro quello Stato che oggi, era presente. Non so se qualche inquilino di Roma, abbia mandato parole di condoglianza o corone di fiori: mi auguro proprio di no, altrimenti credo che l'ipocrisia sia davvero l'espressione della classe politica. E come ho scritto ieri “non fiori, ma la verità su via d'Amelio”. Conoscere la verità era il sogno di Agnese Borsellino, ora spetta a noi tutti esaudirlo.

BERLUSCONI UNA SENTENZA POILITICA INTOLLERABILE

Silvio è stato condannato a ottobre. Non è dispiaciuto perchè non è arrivato al panettone, è dispiaciuto perchè non è arrivato a Carnevale.

Naturalmente Berlusconi, tessera P2 N° 1816, è intervenuto immediatamente a Studio Aperto dichiarando: Una sentenza politica intollerabile, qui non si va avanti.
Sono andati avanti comunque i suoi suonando la grancassa della propaganda che sanno suonare molto bene: Berlusconi condannato senza prove.
Era convinto dell’assoluzione, dice, ed è per questo che per 10 anni è andato avanti con legittimi impedimenti , decreti ad hoc per impedire il lavoro dei magistrati.
Dal Fatto Quotidiano:
Il Pdl, intanto, si compatta in difesa dell’ex premier. Nota congiunta per Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: ”L’uso politico della giustizia scrive oggi un’altra brutta pagina nella storia del nostro Paese – scrivono nel messaggio – . Mentre Silvio Berlusconi orienta le sue scelte innanzi tutto tenendo conto del bene del Paese, la caccia all’uomo non salta un giro”. Ma, aggiungono i due parlamentari, “verrà un giorno in cui la storia darà atto di quanto male tutto questo ha fatto alla nostra democrazia”. Si tratta di una “singolare condanna” per la deputata Beatrice Lorenzin che osserva: “Dopo 18 anni di storia aspettiamo con impazienza i successivi gradi di giudizio, perché finora, di fronte alle carte, ogni verifica successiva ha sempre dato ragione a Berlusconi”. Per il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ”non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico visti non solo la condanna penale ma anche l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici. Purtroppo non da oggi diciamo che è in atto un uso politico della giustizia, in primo luogo contro Berlusconi”. Per Sandro Bondi si tratta di una “ferita inferta alla democrazia”, secondo Michaela Biancofiore si tratta di “una sentenza palesemente politica” e Francesco Storace (La Destra) è convinto che Berlusconi “non meriti l’accanimento”. “Vicinanza umana e solidarietà” anche da parte di Ignazio La Russa che non esita a parlare di “accanimento giudiziario”.
Quello di oggi è un ”evidente il tentativo da parte del Tribunale di Milano di colpire il ‘nemico’ con una sentenza spropositata che nulla ha a che vedere con la giustizia” per Maurizio Lupi, vice presidente della Camera. Arrivano parole durissime invece dal parlamentare – e capo ufficio stampa del Pdl - Luca D’Alessandro: “Il Tribunale politico di Milano ha colpito ancora – ha commentato-. Se oggi danno quattro anni a Silvio Berlusconi – ha proseguito – per un reato che non ha commesso, come documentalmente dimostrato, quando nei gradi successivi sarà assolto, dovranno dare l’ergastolo e interdire dai palazzi di giustizia quei magistrati che stanno portando avanti questa ignobile persecuzione giudiziaria”.
Per Alfano quella di oggi è “una condanna inaspettata e incomprensibile, con sanzioni principali e accessorie iperboliche”, opinione condivisa anche da Enrico La Loggia, presidente della Commissione parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale. Il segretario del Pdl, però, è certo “che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione e speriamo che questi giudizi giungano in fretta”. Interviene anche l’ex ministro Gianfranco Rotondi, secondo cui “la condanna di Berlusconi mostra al mondo l’anomalia della giustizia italiana. Come sempre nei gradi successivi – conclude – la serenità dei giudici restituirà a Berlusconi verità e giustizia”.
C’è pure l’attestato di stima di Formigoni ma, con l’aria che tira al Pirellone è meglio lasciar perdere.
Interessante il commento di Cicchitto, tessera P2 N° 2232, che ripropongo:
”non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico visti non solo la condanna penale ma anche l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici. Purtroppo non da oggi diciamo che è in atto un uso politico della giustizia, in primo luogo contro Berlusconi”.
Anche se non si ripresenterà come candidato alle elezioni non ho dubbi che la campagna per farlo passare come vittima della magistratura politicizzata non avrà un attimo di tregua come previsto dalla strategia della loggia massonica P2.
Qualche garantista, alla Carnevale, lo troveranno sia al centro che a sinistra.
Non entro nel merito, non ho letto le motivazioni e non ho le capacità intellettive per cogliere tutte le ragioni e le sfumature che hanno portato i giudici ad infliggere la condanna di primo grado ma ritengo che sia colpevole e la mia convinzione si basa su questi presupposti.
Se fosse vero che è innocente, anche gli assassini si ritengono innocenti se non sono rei confessi, non avrebbe ostacolato in tutti i modi il lavoro dei magistrati inventandosi legittimi impedimenti ridicoli e imponendo ai suoi parlamentari continue modifiche ad hoc delle leggi vigenti.
Non dimentichiamo che è stato Berlusconi  a depenalizzare il reato di falso in bilancio.
Non è mai stato assolto o è finito in prescrizione dopo aver fatto ridurre i tempi della stessa dalla sua maggioranza o è stato assolto perchè, durante le inchieste ed il processo, ha fatto depenalizzare i reati.
Li ha commessi ma ha deciso che non sono più reati.
Ma c’è un’altra frase che ha pronunciato ieri sera a Studio Aperto che mi infonde la certezza che è uno spergiuro, un falso, un mentitore seriale, come ci aveva già anticipato Montanelli che lo conosceva bene.
Ieri sera, dopo la filippica contro i giudici, ha aggiunto una frase che ripete spesso anche sua figlia Marina, del tutto degna di cotanto padre:
I 564 milioni che ho dovuto dare” a De Benedetti “non sono la rapina del secolo, ma del millennio”.
Se c’è una cosa della quale siamo tutti certi è che la rapina del secolo ci fu ma ai danni di De Benedetti e solo la spudoratezza di padre e figlia consente di dichiarare impunemente il falso sia all’uno che all’altra.
Dal Fatto Quotidiano:
Mondadori, storia di una sentenza comprata.
Ora finchè compra le orgettine ce ne possiamo anche fregare ma la sua storia è piena di episodi oscuri che gli italiani fingono di non conoscere, o non conoscono distratti dal Pomeriggio sul 5.
Qui c’è una sintesi che ricostruisce i vari passaggi della sua ascesa di imprenditore:
LA STORIA DI SILVIO BERLUSCONI
Molto interessante, per capire il personaggio, è la storia di come ha comprato la villa di Arcore. A questa storia ci sono molto affezionato. Seguendo la triste storia del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino e della sua bellissima e intrigante moglie, Anna Fallarino, ho scoperto sul finire degli anni settanta di che pasta fosse il bravo imprenditore che poi si comprò il Milan. Nel 1983 comprai il libro: Gelli: la carriera di un eroe di questa Italia di Gianfranco Piazzesi. Garzanti 1983.  Capii tutto e divenni antiberlusconiano molto prima della sua scesa in campo, Berlusconi è colui che ha portato a buon fine l’attacco allo Stato ordito dalla P2 di Licio Gelli.
I piduisti sono ancora lì, non tutti ma in numero sufficiente per condizionare lo Stato, la magistratura, la propaganda a loro favore e tutto il resto.
Qui troverete la storia di come ha “comprato” la villa di Arcore.
Ultimamente i miei post sono pieni di link che portano alle fonti, con l’aria che tira per i blogger è meglio cautelarsi e produrre documenti, non avendo avvocati di grido o conti in banca per risarcire qualche bandito mi devo pur cautelare. Le mie sono opinioni, documentate, non diffamo a destra e sinistra come fa Sallusti spacciando la diffamazione per opinione.
Scrivo solo di fatti realmente accaduti, documentati, reali.
Per me, il piduista, quello era e quello è rimasto. Si è solo dato una sistemata. La foto è ancora in bianco e nero, datata.
Carnevale, l’ammazza sentenze.
Non facciamoci illusioni, c’è sempre la prescrizione a portata di mano.