VOTA ANTONIO....... LA TRIPPA ....

sabato 20 ottobre 2012

DENUNCIARE IL GOVERNO SI PUO

                                       



                                                                  http://www.movimentoinmovimento.it/denunciare-il-governo-si-pu%C3%B2-denuncia-con-noi-scarica-la-denuncia/     Kilc Sopra il Lik                                                           

giovedì 11 ottobre 2012

GENTE INCXXATA


Il Paese del fu’ Bengodi Regione Lombardia  

DA FONTE ANONIMA
A scopo informativo questo è cio’ che sta’ montando fra i dipendenti “normali” (amministrativi e tecnici) di Regione Lombardia.
Questa è un’e-mail che è “girata” all’interno della Regione, ieri…..giorno dell’arresto dell’ “Assessore alla Casa” tale Zambetti…….
La persona che mi ha trasmesso la stessa  desidera rimanere anonima, come è ovvio, per evitare ritosioni, ma vorrebbe che si sapesse che il qualunquismo imperante del “i dipendenti pubblici sono tutti ladri e privilegiati e non fanno niente” si fermasse a riflettere un istante….
La Kasta è una cosa….la gente per bene che lavora seriamente è un’altra. Non ha stipendi faraonici o privilegi, lavora sodo anche per chi non lo fa e deve combattere sempre contro il pregiudizio che la vede appunto”nulla facente, ruba stipendio e ultra garantita”.
Gente silenziosa di cui NESSUNO parla MAI, perchè non da scandalo….perchè timbra e rimane sul posto di lavoro, come dovrebbe essere per tutti e lavora, ripeto, LA VO RA.
E quando per esempio viene mandata in missione in altro luogo in  Milano, NON si vede nemmeno rimborsato il biglietto della metropolitana.
E dopo progressioni bloccate da anni, si vede diminuire i ticket buoni pasto da 10 € a 7 €  e se questi sono parte integrante di un reddito BASSO ripeto BLO CCA TO  da 3 anni è cosa “pesante da mandare giu’” soprattutto dati gli sperperi e gli sprechi…..reiterati da Altri.
La mensa del Consiglio (dove mangivano i “normali”) è stata soppressa quando tutto il personale è stato spostato dalle varie sedi a Palazzo Lombardia……
Mangiare in zona Ministero a Roma, un pasto veloce ma decente costa circa 4.80 €….a Milano?? Lascio a voi la risposta….
Ed ora un esempio pratico di stipendio Regione Lombardia: funzionario tecnico con anzianità 15 anni laureato livello D2 guadagna al mese (ticket esclusi) € 1.320 netti. E si parla di persona con esperienza, referente della Regione c/o Ministero…..ci siamo??!! Nel privato sarebbe minimo intorno a 1.800 €!!
Tra l’altro siamo così sicuri che i posti siano “indeterminati” a vita??
UNICO scopo e motivo per  ”far girare”  questo “forte” sfogo è il SOLO fine di “sensibilizzare” TUTTI circa quanto sta’ loro accadendo……
********************************************
Ricevuta 10/10/2012 h 14:01  da: dipendente Regione Lombardia….
INSIDER POINT OF VIEW:
E’ il quinto assessore regionale arrestato in questi ultimi anni ed è il quattordicesimo tra gli attuali esponenti regionali a essere in qualche grado coinvolto in vicende giudiziarie.
Poi mettiamoci quelli che come la Minetti gli ha imposto il Berlusca……….
non si salva nessuno (sono tutti più o meno zozzi compresi Errani e Vendola)
a noi da questo mese ticket a 7 euro bloccati con perdita in un anno di quasi 1.000 euro
in più abbiamo il contratto bloccato da tre anni e che rimarrà tale per i prossimi anni
Brunetta ci aveva già bloccato le progressioni orizzontali
ho l’impressione che nel giro di un pò di tempo ci toglieranno altre cose
e a quel punto inizieremo prima a tirare indietro le braccia
e poi se serve porfidi in faccia a tutti perchè ci stanno veramente rompendo i coglioni
già in nome di regole economiche hanno affondato la grecia e stanno affondando la spagna…i prossimi siamo noi???
che almeno chi governa in italia non sia zozzo e non faccia parte di logge
se c’è da fare sacrifici i dipendenti pubblici li hanno già fatti
adesso basta!!!!!
anche i sindacalisti della minchia…….pseudocomunisti…..BASTA!!!!
o vi dovete vendere per un quadro????
scusate ma non so se sono più incazzato o più preoccupato
di fatto stiamo andando incontro a tre possibilità
la prima è mantenimento del posto (e stavolta non si scherza) in attesa di sanatoria tra una decina d’anni che ci manda a casa (ci si augura non da esodati!!)
la seconda è blocco delle tredicesime e successivo taglio dello stipendio (contentino da mille euro al mese tanto per intenderci)
…..noi e i pensionati siamo i più deboli in questi anni di crisi
la terza è che non ci tolgono più nulla perchè il paese piano piano si riprende….ma questa è solo una triste barzelletta…..

PADOVA VIDEO INQUIETANTE DEL BIMBO

Fonte il Giornale Di Puglia

Bimbo Padova trascinato con la forza in casa famiglia. "Episodio inquietante"     

 

(Foto presa da video TGCOM24)
PADOVA. Un episodio da Padova che di sicuro farà discutere. Il Capo della Polizia Manganelli ha immediatamente disposto un'inchiesta interna sulla vicenda del bambino prelevato ieri da scuola in provincia di Padova. Il filmato integrale della Polizia è stato trasmesso all'Autorità Giudiziaria per l'attività di competenza della stessa. Il Presidente della Camera, Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi sulla vicenda. Momenti concitati in un istituto nel padovano quando la polizia e' intervenuta per eseguire un provvedimento di affidamento in via esclusiva al padre, con collocamento in una comunita', di un ragazzino di 10 anni. L'opera degli agenti, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione minori della Corte d'Appello di Venezia, e' stato reso difficile dall'opposizione di alcuni famigliari della madre del ragazzino che hanno cercato di impedire al padre, che era presente, di portare il figlio alla comunita' indicata dall'autorita' giudiziaria. L'intervento degli agenti e' stato eseguito presso la scuola - come e' stato precisato in serata - in quanto i tentativi fatti in passato presso la casa materna e dei nonni non avevano avuto l'esito sperato perche' il bambino si nascondeva alla vista degli assistenti sociali e del personale sanitario di volta in volta intervenuto. La polizia in considerazione del fatto che la Corte d'Appello ha recentemente rigettato un ricorso finalizzato alla sospensione del provvedimento di affidamento al padre presentato dalla madre, anche su indicazione di un consulente della stessa Corte d'Appello, aveva quindi individuato il plesso scolastico quale un luogo idoneo all'esecuzione del provvedimento. In merito all'episodio riguardante il bambino padovano trascinato a forza per essere condotto in una casa famiglia, il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha chiesto al Governo - informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio - di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi. Questa mattina il Presidente Fini ha telefonato al questore di Padova per informarsi sull'accaduto che, dalla visione del video andato in onda ieri sera su Rai Tre, appare grave, inquietante e meritevole dei necessari approfondimenti.    


                                                                     

        Tortura: una Mancanza dell’Ordinamento Penale Italiano

Non è passato molto dall’anniversario dei fatti di Genova avvenuti durante il G8 2011, solo qualche settimana fa si concludeva il processo in cassazione agli autori di quei fatti che ha visto:  la condanna dei dirigenti, ma anche la prescrizione degli agenti che materialmente hanno compiuto massacri ed atrocità; tale prescrizione non è dovuta tanto all’inefficienza del sistema giudiziario italiano, ma ad un vuoto normativo di cui il parlamento è responsabile: la mancata creazione del reato di tortura, nonostante gli impegni internazionali presi in materia.
Infatti senza il reato di tortura gli agenti sono stati incriminati solamente per lesioni o per percosse, due reati giustamente considerati lievi in quanto pensati per punire i partecipanti a risse e scazzottate, non già le forze dell’ordine che esorbitino dalle loro competenze, di conseguenza la prescrizione , che è proporzionata alla gravità del reato, ha corso più velocemente di quanto avrebbe dovuto.
L’Italia ha preso in sede internazionale l’impegno di combattere con tutti i mezzi possibili, compresi quelli penali, la pratica della tortura; innanzitutto l’Italia ha aderito alla convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo dal 1955, tale convenzione all’art.3 enuncia “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti  inumani o degradanti.” A tutela di tale convenzione è inoltre posta una corte con sede a Strasburgo che ha facoltà di condannare gli stati inadempienti a pesanti ammende economiche, la Francia è già stata in passato condannata per non aver predisposto sanzioni penali in relazione al reato di riduzione in servitù (ed è probabile che in futuro sia condannata anche l’Italia sulla tortura  proprio in relazione ai fatti di Genova).
Inoltre l’Italia ha anche aderito alla convenzione di New  York sulla tortura del 1984, ratificata nel 1988, in questa convenzione c’è addirittura l’obbligo espresso all’art.4  co. 1 di istituire per la tortura sanzioni penali adeguate, purtroppo il parlamento si è limitato, nella legge di ratifica, a dare attuazione alla convenzione, dimenticandosi però che secondo l’art. 25 co. 2 costituzione solo la legge può istituire un nuovo reato e che questo deve essere preciso, mentre la convenzione si limitava ad un generico obbligo degli stati di prevedere tale sanzione, rendendo così impossibile ai giudici applicare tale reato.
L’Italia dovrebbe dunque porre mano al codice penale per inserire il reato di tortura, oltre che per ovvie ragioni di giustizia ed umanità, anche per evitare pesanti condanne economiche.
by  Giovanni Asteggiano
In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità. La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti. Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi. Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia. Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.

venerdì 5 ottobre 2012

IL VITALIZIO CHE INTASCAVA REGIONE Calabria


Fonte Dal Corriere Della Sera
  • Il sottosegretario regionale che intasca il vitalizio per inabilità al lavoro

Calabria

Il sottosegretario regionale che intasca
il vitalizio per inabilità al lavoro

Una pensione di invalidità di 7 mila euro oltre allo stipendio
Ma Sarra presiede convegni e inaugura strade

Alberto Sarra Alberto Sarra
Lunga vita ad Alberto Sarra. Ma è giusto che riceva dalla Regione Calabria un vitalizio di invalidità di 7.490,33 euro al mese, dieci volte più alto di quei portatori di handicap che non sono neppure in grado di soffiarsi il naso? Ed è giusto che accumuli un'altra indennità come sottosegretario regionale nonostante risulti disabile al 100%?
Chiariamo subito: il pensionato-sottosegretario ha, come paziente, tutta la nostra solidarietà. Reggino, avvocato, 46 anni, da sempre amico, compagno di basket e camerata politico del governatore Giuseppe Scopelliti, già consigliere e assessore provinciale di Reggio, criticato da alcuni giornali locali per avere accettato la difesa di personaggi in odore di 'ndrangheta, Alberto Sarra fu colpito nei primi giorni del 2010, quando stava scadendo il suo mandato di consigliere regionale, da uno choc emorragico.
Salvato grazie a un delicato intervento chirurgico, si perse le elezioni di marzo. Tre mesi dopo, visto che era in forma, l'amico Scopelliti lo nominava già sottosegretario regionale alla presidenza, una ridicola carica da retrobottega politico inventata dalla precedente giunta sinistrorsa di Agazio Loiero, mantenuta dal centrodestra e destinata ad essere abolita al prossimo giro proprio perché insensata.
Da allora, l'archivio dell' Ansa trabocca di notizie su di lui: 156 dispacci. Lui che incontra i presidenti delle Comunità montane. Lui che presiede conferenze dei servizi sulle frane. Lui che inaugura nuove strade. Lui che si occupa dei consorzi industriali. Lui che riceve l'ambasciatrice cubana in Italia. Lui che cerca di risolvere il nodo dei forestali. Insomma, instancabile. Si sa com'è: governare una Regione è una faticaccia. Come dice Roberto Formigoni, «per fare politica, ci vuole un fisico bestiale».
Contemporaneamente, mentre gli amici si congratulavano per il suo attivismo, il dinamico sottosegretario avviava le pratiche per farsi riconoscere invalido al lavoro. Finché il 13 giugno scorso, mentre lui era impantanato nelle trattative sulla forestazione, una commissione di cui faceva parte il suo cardiologo di fiducia Enzo Amodeo, dichiarava che «considerata la patologia - aneurismi dei grossi vasi arteriosi del collo e del tronco complicati da dissezioni della aorta torico-addominale - si ritiene l'avvocato Alberto Sarra permanentemente inabile a proficuo lavoro».
La settimana dopo, record mondiale di velocità burocratica, l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale riconosceva al sottosegretario l'«inabilità totale e permanente dal lavoro». Poche settimane d'attesa e il Bollettino Ufficiale, come ha raccontato Antonio Ricchio sul Corriere della Calabria , pubblicava la Determinazione 439 che concedeva a Sarra un assegno mensile di 7.490,33 euro «al lordo delle ritenute di legge, a titolo di vitalizio, con decorrenza dal 7 gennaio 2010». Per capirci: gli riconosceva gli arretrati per un totale di 30 mesi pari (stando a quei numeri) a circa 225 mila euro. Cioè quanto un normale disabile totale e permanente, uno che non solo non è in grado di ricevere l'ambasciatore bielorusso ma magari neppure di portarsi il cibo alla bocca, prende in 24 anni e mezzo.
Ricordate la storia che abbiamo raccontato mesi fa di Giulia, la ragazza padovana con «insufficienza mentale medio-grave in paraparesi spastica»? Per permetterle di vivere seguendola 24 ore al giorno il padre e la madre Gloriano e Mariagrazia, obbligata a lasciare il lavoro per dedicarsi solo alla figlia, ricevono una pensione mensile lorda di 270,60 euro più un'indennità d'accompagnamento di 487,39 per un totale di 757 euro e 99 centesimi. Un decimo.
«E di casi così in Italia, di persone che dipendono dai familiari in tutto e per tutto, ce ne saranno almeno centomila», spiega Pietro Barbieri, presidente della Fish, la federazione italiana delle associazioni di sostegno all'handicap. «Sia chiaro: se Sarra non è più in grado di lavorare, è giusto che l'invalidità gli sia riconosciuta. Ma nessuno nelle sue condizioni, in Italia, ha mai visto un vitalizio con delle cifre simili. Nessuno».
Di più: quel vitalizio stratosferico rispetto ai trattamenti miserabili concessi agli altri invalidi totali che non fanno parte del mondo dorato della politica, va a sommarsi con l'indennità e le altre prebende riconosciute ai sottosegretari regionali calabresi.
Per carità, non ci permetteremmo mai di sottovalutare i problemi avuti dall'esponente pidiellino. Anzi, che abbia trovato la forza per riprendersi è una cosa che non può che rallegrare noi e tutti i cittadini. Ma c'è o non c'è una contraddizione tra quella invalidità assoluta e permanente a ogni lavoro e la sua permanenza ai vertici del governo di una regione italiana?
E sono accettabili quelle cifre in un paese come l'Italia che dal 2008 al 2013, come dice un'analisi di Antonio Misiani, ha visto il Fondo per le politiche sociali precipitare nelle tabelle degli stanziamenti da 929,3 milioni di euro a 44,6? Come possono capire i cittadini calabresi, sapendo che la loro regione risulta essere, stando ai dati Istat, l'ultima delle ultime per stanziamenti nell'assistenza e nell'aiuto alla disabilità?

mercoledì 3 ottobre 2012

INAIL LA VERGONA ITALIANA

Inail, le rendite in caso di infortunio  


Le cifre corrisposte dall'istituto in caso di morte o infortunio grave del lavoratore
(28 settembre 2012) RENDITA PER I PARENTI DEI MORTI SUL LAVORO
  • 50% al coniuge. Non è richiesto alcun requisito, fino alla morte o a nuovo matrimonio (in questo secondo caso è corrisposta una somma pari a tre annualità di rendita.
  • 20% a ciascuno dei figli legittimi, naturali o riconosciuti o riconoscibili, adottivi.
  • 40% a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori.
In mancanza di coniuge e figli:
  • 20% a ciascun genitore naturale o adottivo. Requisiti: la vivenza a carico. Durata illimitata.
  • 20% a ciascuno dei fratelli e delle sorelle. Requisiti: la vivenza a carico e convivenza. Durata negli stessi termini validi per i figli.

I requisiti e la durata della prestazione per i figli:
  • fino al 18° anno di età la quota spetta a tutti i figli.
  • fino al 21° anno di età sono necessari i requisiti della frequenza di scuola media superiore. Requisiti: vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito.
  • fino al 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea. Requisiti: vivenza a carico ed assenza di lavoro retribuito.
  • maggiorenni inabili al lavoro, fichè dura l'inabilità.
  • totalmente inabili: durata illimitata.

Per calcolare la rendita, l'Inail prende come riferimento dei minimali e dei massimali, che vengono rivalutati ogni anno, che per l'anno 2011, sono: Minimale 14.681,10 euro. Massimale 27.264,90 euro.

RENDITA DA DANNO BIOLOGICO

Ecco qualche dato sugli importi annuali delle rendite calcolate per i lavoratori vittime di "danno biologico", ovvero menomazioni.

La rendita si compone di:
  • una quota che risarcisce il danno biologico, che prescinde da sesso, età e reddito ed è quindi commisurata solo al grado di menomazione.
  • una quota che ristora le conseguenze patrimoniali, calcolata in relazione al grado della menomazione e alla retribuzione percepita dall'assicurato. 

ESEMPI MENOMAZIONE
RENDITA ANNUA (euro)
MINIMO MASSIMO
Perdita braccio arto dominante
Grado menomazione 65%
18.170,83
25.086
Perdita braccio arto non dominante
Grado menomazione 55%
14.684,51
20.535,81
Perdita mano o perdita avambraccio arto dominante
Grado menomazione 55%
14.684,51
20.535,81
Perdita mano o perdita avambraccio arto non dominante
Grado menomazione 45%
10.500,02
14.689,01
Perdita piede
Grado menomazione 30%
5.542,96
7.936,68
Paraplegia (soggetto paralizzato causa lesione midollare e non usa arti inferiori)
Grado menomazione 85%
25.339,68
35.512,95
Tetraplegia (soggetto totalmente paralizzato)
Grado menomazione 100%
31.511,43
44.809,83